L' IDIOT@
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij


Il mio libro
STRANIERA A SE STESSA



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TITOLO: STRANIERA A SE STESSA
AUTORE: BARBARA ARDITO
CODICE ISBN:978-88-6281-023-4
EDITORE:Altromondo Editore
COSTO: &euro 12,00
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commenti (6)
lunedì, 29 maggio 2006
Sotto la maschera dell'amore si presenta spesso la violazione più grande della persona, perchè il nostro amore viene sempre dato sotto condizione.<< Ti amerò se prenderai bei voti.>><<Ti amerò se sarai all'altezza delle mie pretese.>>A me piace pensare che ci sia almeno una persona al mondo che vi dirà semplicemente:<<Ti amerò>>

Leo Buscaglia

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Ci sono

commenti (4)
giovedì, 25 maggio 2006
Para mi corazòn basta tu pecho,
para tu libertad bastan mis alas.
Desde mi boca llegarà hasta el cielo
lo que estaba dormido sobre tu alma.


Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla tua bocca.


Pablo Neruda

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Ci sono

commenti (7)
mercoledì, 24 maggio 2006
Sono così stanca di giocare,
Giocare con quest'arco e freccia,
Regalerò il mio cuore,
Lo lascerò per far giocare le altre ragazze
Perché sono stata una tentatrice per troppo tempo.
 
Hmm, soltanto,
Dammi una ragione per amarti,
Dammi una ragione per essere,
Una donna,
Voglio solo essere una donna.
 
Da questo momento, liberi da catene,
Stiamo guardando una figura differente,
Da questa nuova cornice mentale,
Migliaia di fiori potrebbero sbocciare
Spostati, facci un po' di spazio.
 
Sì,
Dammi una ragione per amarti,
Dammi una ragione per essere,
Una donna,
Voglio solo essere una donna.
 
Dunque non smettere, di essere un uomo,
Solo questo: guarda dal nostro punto di vista quando puoi,
Semina un po' di tenerezza,
Non importa se piangi.
 
Dammi una ragione per amarti,
Dammi una ragione per essere,
Una donna,
E' quel che voglio essere, solo donna.
 
Perché questo è l'inizio dell'eternità.

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Ci sono

commenti (3)
mercoledì, 24 maggio 2006
C'è un libro che adoro ed è Il piccolo principe....una parte di questo libro è ancora più importante per me,è l'incontro con la volpe.

In quel momento apparve la volpe.
<<Buon gioro>>, disse la volpe.<<Buon giorno>>, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi:ma non vide nessuno.
<<Sono qui>>, disse la voce,<<sotto il melo...>>
<<Chi sei?>>domandò il piccolo principe,<<sei molto carina...>> <<Sono una volpe>>, disse la volpe.
<<Vieni a giocare con me>>, le propose il piccolo principe, <<sono così triste...>>
<<Non posso giocare con te>>, disse la volpe,<<non sono addomesticata.>> <<Ah!scusa>>, fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: <<Che cosa vuol dire addomesticare?>>
<<Non sei di queste parti, tu>>, disse la volpe. <<Che cosa cerchi?>>
<<Cerco gli uomini>>, disse il piccolo principe. << Che cosa vuol dire addomesticare?>>
<<Gli uomini>>, disse la volpe,<<hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse.Tu cerchi delle galline?>> <<No>>, disse il piccolo principe. <<Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?>>
<<E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami...>>
<<Creare dei legami?>> << Certo>>, disse la volpe. << Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.>>.....
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
<<La mia vita è monotona.Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non ricordano nulla. e questo è triste! Ma tu hai i capelli dell'oro.Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato.Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.E amerò il rumore del vento nel grano...>>
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
<< Per favore ...addomesticami>>, disse.


P.S continua ma mi piace sapere che potrò leggertela a voce e di persona

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Ci sono

commenti (7)
sabato, 13 maggio 2006

Rivive il rito dei mauriziani

 

Torre a mare, ore 9.30. Si ripete come ogni anno, da tre anni a questa parte, il rito del “cavadee” in onore di Muruga organizzato dai mauriziani indù di origine tamil.

 Il colore dominante è il rosa, il colore di Muruga, il “santo” a cui è dedicata questa festa, ultima di dieci giorni di sacrificio. Ci si astiene dal sesso, si mangia solo alla sera e a base di frutta e verdura e si beve latte (perché qui a Bari il cocco verde è introvabile) per purificarsi.

Il cavadee è un rito crudo, suggestivo…il simbolismo, arrivato anche a Torre a Mare ruota attorno alla leggenda di Muruga , figlio primogenito del dio Shiva, che solleva due montagne con un bastone, grazie alla forza che gli dà suo padre Shiva vicendo così i demoni.

I cavadee sono archi di legno decorati con fiori bellissimi, piante, frutta e penne di pavone, animale sacro. Chi fa devozione a Muruga dopo dieci giorni di preghiera e astinenze porta su spalla l’arco.

Niente è banale, tutto rivive tra litanie, preghiere e pianto.

I devoti entrano in trance quando il gruppo di uomini applicano tra le guance i lunghi aghi argentati, i vel, simbolo delle lance della vittoria.

Spilloni tra le guance e sul corpo rappresentano il fardello da portare, assieme all’arco, prima di essere liberati completamente.

Il cavadee è più di un rito, è un momento in cui i mauriziani, presenti nel mio territorio da diversi anni, prendono possesso di Torre a mare e noi Torreamaresi di loro. Il riconoscimento identitario si compie. Il miracolo dell’unità nella diversità diventa tangibile.

Comicia la processione per le strade del centro di Torre a Mare, le ragazzine che aprono la processione, ballano intrecciando bastoni al ritmo di tamburi suonati da due uomini.

Dopo si ritorna alla kovil dove si tolgono gli spilloni dal corpo e si versa il latte…se il latte s’è mantenuto intatto ( da precisare che questo latte è preso direttamente dalla mucca e quindi non è pastorizzato) allora vorrà dire che la purificazione è avvenuta. Si fa a questo punto “comunione”: pranzo vegetariano e sette tipi differenti di curry.

L’atmosfera è allegra, colori bellissimi dei sahri, profumo di incenso, mentre i bambini delle scuole escono per assistere alla processione.

I mauriziani sono una presenza stabile nel mio paese, si sono integrati favorendosi la benevolenza degli abitanti,per la loro onestà, il loro rispetto, per la caratteristica più importante, la loro serenità.

Viene chiamato il popolo della serenità, le isole Muritius appartengono al continente africano, un piccolo mondo fatto di rispetto e convivenza pacifica…vivono insieme Cristiani, induisti, musulmani… mi raccontano della terra dei sette colori presente all’isola…una terra strana formata da 7 colori differenti ma che formano un insieme unico…ancora la diversità nell’unità.

Sono affascinata da questo popolo, sono affascinata dall’essere umano, sono affascinata dall’antropologia e amo profondamente Torre a Mare che non è chiuso alla diversità, ma sa accogliere come una mamma, ogni suo figlio anche il più lontano!

Immagine 033

CIMG0440

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commenti (4)
mercoledì, 10 maggio 2006
tramontoinfuocatotam

"Camminavo lungo la strada con due amici

quando il sole tramontò

il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue

mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto

sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco

i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura

e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura."


 

Il mio urlo è rimasto soffocato, bloccato nella gola,

mentre il cielo si tingeva di fuoco e il buio della notte comiciava ad avvolgere tutto!

E' stato un attimo, scolpito nella mente, immortalato in questa foto...



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Ci sono

commenti (5)
martedì, 09 maggio 2006
Edvard camminava lungo una strada con due amici e il cielo si tinse improvvisamente di rosso sangue.


"Camminavo lungo la strada con due amici

quando il sole tramontò

il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue

mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto

sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco

i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura

e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura."

Munch


L
Munch: L'urlo

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commenti (1)
lunedì, 08 maggio 2006
Quando tornerà il sole?

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commenti (6)
sabato, 06 maggio 2006
Correre mi piace sempre più, mi fa sentire libera, mi fa sentire forte...è come se provassi il mio corpo, resistere alla stanchezza, imparare a regolare il respiro, e i pensieri che prendono il volo assieme al vento che muove i capelli, mentre i miei occhi si perdono a guardare il blu del mare...
Correre per non fermarsi davanti agli ostacoli della vita, correre e sentire il calore del mio corpo che lavora, correre e sudare e sentirsi felici di quella stanchezza, solo perchè mi da la certezza che sono ancora qui, che posso sperare ancora...mentre il sole scende e colora di rosso il cielo che si prepara ad accogliere il buio della notte...
Ma nei miei occhi ci sono ancora i colori del tramonto, di attimi vissuti che non avranno mai fine, perchè saprò attendere nuove albe e nuovi giorni...

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Ci sono

commenti
venerdì, 05 maggio 2006
Era da tanto che non mi esaurivo con il mitico P., bene amici oggi ha dato il meglio di se, studiando storia: IL CRISTIANESIMO E LA SUA DIFFUSIONE.
Gesù nasce in Giudea sotto l'imperatore Erdo(Erode il grande che chiaramente non é Augusto l'imperatore romano) viene chiamato Messia e inizia la sua predizione (predicazione) in Giudea dove gli Ebrei erano costretti...(voleva dire sottomessi dai romani)...
Gesù parla di ugualianza e i suoi 12 amici lo aiutano a portare questo messagio in tutto il mondo.
Poi i Periodici(presbiteri), persone importanti che aiutano i Vescovi, ordinano ai Diaconi di aiutare i poveri.
I diaconi costruiscono un'associazione,la Chiesa.
Il messaggio di Gesù si diffonde in tutto il mondo!!!!
 
a voi i commenti...accetto ogni tipo di suggerimento...per eliminarlo ovvio!!! eheheh

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