“Un esploratore tornò al suo paese, dopo molti anni trascorsi sul Rio delle Amazzoni. La gente era curiosa di sapere cosa aveva visto e provato. Un po’ seccato dalle continue domande, egli disse ai concittadini:”Andate a vedere voi stessi; nessun racconto può sostituire l’esperienza personale e il rischio personale”. Si mise poi a tracciare una mappa del Rio delle Amazzoni, con molta minuziosità. Gli chiesero di tenere una pubblica conferenza, che fu molto frequentata, ed esposero la mappa nella piazza maggiore del paese. Molti giovani ottennero una copia di quella cartina , imparando a conoscere ogni particolare del fiume: profondità, cascate, anse, fauna e flora… Considerandosi ormai esperti, molti di loro nelle sale dell’intera nazione raccontavano il tutto come fosse stata una loro esperienza personale, fatta sul Rio delle Amazzoni. Il povero esploratore, l’unico vero esploratore, visse nel rimpianto di aver tracciato quella mappa e di non essere riuscito a invogliare i giovani a rifare l’esperienza”.
A. DE MELLO
fantasia972 ha postato
giovedì, 28 settembre 2006 alle settembre 28, 2006 21:39
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favole
Oggi voglio parlarvi della mia infanzia e del periodo della scuola elementare, di quel periodo il volto che riappare e riesco a vedere nitidamente è quello di una, già allora, anziana maestra. I suoi capelli grigi, raccolti sulla nuca e i suoi occhi vivi, curiosi, assetati di conoscenza. Era lei che ci raccontava , come si fa con le fiabe, la storia del nostro piccolo paese e noi bambini, mentre ascoltavamo i suoi racconti, ci trasformavamo improvvisamente e quasi magicamente, in archeologi alla scoperta delle nostre radici più profonde. E riuscivamo a tornare indietro nel tempo quando nell’età del neolitico, qui in questo piccolo borgo, vivevano uomini antichi riuniti in piccoli villaggi. E li potevamo vedere, con gli occhi della fantasia, svolgere i loro lavori quotidiani di pesca, caccia, mentre le donne si occupavano di svolgere quelle mansioni domestiche all’interno di quelle prime abitazioni:le grotte. La grotta di Scizzo ne racchiuse per diverso tempo,il più originale gioiello: una statuetta di argilla finemente lavorata, che ci mostra il volto di una divinità neolitica. Questo gioiello fu esumato nell’ottobre del 1977 dal prof. Biancofiore che scrisse:<< Uno dei pezzi archeologici più interessanti finora rinvenuti nel Mezzogiorno […] INESTIMABILE>>.
Da piccola sognavo di diventare archeologa, mi ha sempre affascinato l’idea di scavare nelle profondità della terra, per portare alla luce testimonianze di un passato lontano che permette a ciascuno di vivere il presente guardando anche al futuro. J.Lancan dice:<< L’io è fatto dalla successione delle sue identificazioni con gli oggetti amati[…] è un oggetto fatto come una cipolla, lo si potrebbe pelare e si troverebbero le identificazioni successive che l’hanno costituito>>. Oggi penso che l’educatore, così come l’archeologo, scavi attraverso un metodo stratigrafico e scopre piano, piano, pelando la “cipolla” di ogni singola esistenza le identificazioni che costituiscono l’io di ciascuno.
fantasia972 ha postato
mercoledì, 27 settembre 2006 alle settembre 27, 2006 13:39
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la mia vita
Finalmente oggi c'è una giornata come piace a me! Piove...io amo la pioggia!!!
fantasia972 ha postato
martedì, 26 settembre 2006 alle settembre 26, 2006 09:45
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pensieri,
la mia vita
Che strano non ho mai parlato del mio essere e sentirmi profondamente cristiana…spesso confrontandomi con la gente mi sono sentita dire che sono chiusa, bigotta, che ho una mentalità provinciale…ma io a dire il vero non mi sento così. Ci sono cose, io le chiamo visioni di mondo, che rispecchiano certo la mentalità che nel tempo abbiamo costruito e non nego che il frequentare certi ambienti ti forma in un certo modo…ma il bigotto è una persona che non si pone domande, non si interroga su tutto. Non so, lo vedo come uno struzzo che mette la testa sotto la sabbia e resta convinto delle sue opinioni e le difende anche a spada tratta solo perché in fondo è sicuro solo in apparenza. Ho sentito parlare, riparlare di eutanasia in questi giorni…e so che un conto è vivere in determinate situazioni e altro è esserne fuori. Si fa un gran parlare di bioetica, bimbi programmati a nascere in qualunque periodo della vita di una donna, la medicina che fa miracoli. E io continuo a chiedermi cosa sia davvero la vita e il vivere. E poi non so prendo in mano il vangelo, un po’ è la mia guida, come definirlo la mia stella polare che orienta il cammino nel mare della vita e trovo la frase che mi parla dentro al cuore.
“In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.” Gv,1-4
“la luce splende nelle tenebre.”Gv,1-5
Di che vita si parla?
Vita, vitale, vivere mi fa pensare a un cuore palpitante, a energia che si muove. La parola vita crea nella mia mente tante immagini: sorrisi, incontri, mani che lavoravano e si muovono, gente che balla e canta e fa festa…
<<In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini>>
Questa vita che esplode, che irradia su tutti e tutto!
Ma poi penso alla vita creata dall’uomo e non so l’immagine cambia è come se non illuminasse nulla, anzi a dire il vero a me fa sentire come avvolta dal buio.
Ci propongono l’elisir di lunga vita…come se noi esseri umani non dovessimo mai morire. E alla luce della vita che trovo narrata nei vangeli , non so, è povera la nostra davvero poco vitale. E mi ritrovo a pregarti, Mio Signore, e a chiederti scusa se del vivere non ho capito nulla, se non sono ancora capace di accoglierla davvero la vita…
Quella vita che Tu hai vissuto, intesa come Amore senza remore e mezze misure, come Giustizia per tutti, come Pace tra gli uomini e nei loro cuori, Rispetto per il creato e per le creature…vita intesa come difesa della vita che non significa negazione della morte e utopia di divenire immortali.
“In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini, la luce splende nelle tenebre…”
Al solito mio Dio nelle tue parole trovo quella speranza che rasserena… E’ probabile che non accogliamo la luce della vita, ma la luce splende anche nelle tenebre e forse quel chiarore prima o poi attirerà la mia, la nostra attenzione.
fantasia972 ha postato
lunedì, 25 settembre 2006 alle settembre 25, 2006 15:13
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pensieri,
la mia vita
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Nulla da dire tranne che esorcizzo con questa canzone
una serie di spiacevoli eventi...
Con infinito Amore vi saluto e volto pagina!!!!
Tu, quanti anni insieme a me,
per poi scoprire che di fidanzate ne avevi tre.
Quanti tuzzi contro il muro,
ne ho mangiato io di pane duro,
tanto una lacrima ho pianto io per te.
Io da tutti presa in giro, io,
un giorno andasti via con la migliore amica mia.
T'avrei sparato sette-otto colpi,
ne aveva fritti lei di polpi,
quanto veleno che ho fatto io per te.
Ma se è un tir ti incontra
e le gambe ti cionca,
dimenticarmi poi di te sarà più facile.
Se non fai in tempo la frenata,
ti vai a sfrasciare dentro una scarpata,
tra i rottami, io, avrò voglia di gridare che ...
Rit.
CRISTO E' GRANDE, CRISTO E' GRANDE,
NULLA E' ORMAI COSI' IMPORTANTE, CRISTO
E' STATO PROPRIO GRANDE CON ME.
CRISTO E' GRANDE, CRISTO E' GRANDE, (Coro)
NULLA E' ORMAI COSI' IMPORTANTE, CRISTO
E' STATO PROPRIO GRANDE CON TE.
Tu, ma come ti allargavi, tu,
con le mie amiche facevi subito il di più.
Se ce ne era una nei paraggi,
correvi a prenderti i passaggi,
con gli occhi aperti, io dovevo star con te.
Io, di capa un po' guastata,io,
mia madre lo diceva che tu non eri proprio il tipo mio.
Ma avevo te sempre nella testa
e tu invece avevi l' acqua fresca,
quante ne ho passate io, goccia a te.
Ma se un cavo ad alta tensione
ti risparmia la pensione,
seppellirti carbonizzato sarà più semplice.
Se fai un frontale bello aggarbato
e resti a vita accippinato.
In faccia al cielo, io, avrò voglia di gridare che...
Rit.
Sigla di "Melensa" (1995)
Testo e musica G. Nunziante, Voce C. Vincenti, Coro A.Stornaiolo, E. Solfrizzi
fantasia972 ha postato
giovedì, 21 settembre 2006 alle settembre 21, 2006 09:48
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cazzate,
la mia vita,
canzoni per riflettere
La coperta di lana
Ripenso alle mie vecchie idee e metafore sulla mia personale concenzione di vita e mi rendo conto di quanto sia cambiata. Adoravo quella Barbara che vedeva alla sua vita come una grande coperta di lana, di quelle che un tempo vedevo fare dalla mia adorata nonna nelle sere d'inverno, intorno al fuoco. Non buttava nulla nemmeno gli avanzi di gomitolini di lana e si dilettava e unire tutti questi fili, rimasugli di colore, in unici gomitoli e con questi realizzava splendide coperte. Tutte colorate, tutte diverse le une dalle altre. Crescendo questa immagine mi è sempre rimasta dentro e ho pensato alla mia vita come quelle coperte. Tutti i fili diversi tra loro e unici erano le persone che incontravo nella mia vita e tutti contribuivano a rendere meravigliosa, grande, colorata la coperta della mia vita. Ero felice la vedevo crescere, la vedevo diventare sempre più grande e calda...Dio quanto mi riscaldava!!!... era bellissimo sentire il calore della coperta ,soprattutto quando all'improvviso giungeva l'inverno e nelle mie notti di tramontana, quando il vento gelido sconvolgeva tutto, io correvo a prenderla ,la mia coperta ,e magicamente cominciava a riscaldarmi.
Poi ho anche scoperto che ogni tanto la coperta poteva sfilacciarsi, c'è stato anche un tempo in cui la coperta davvero era ormai diventata inguardabile...tutta sfliacciata, rovinata, dall'usura dai tarli perchè spesso l'ho dimenticata nell'armadio, pensando che per scaldarmi potevo far uso dei nuovi impianti di riscaldamento, più moderni ed efficenti...l'altro giorno ho riaperto l'armadio e nell'ultimo cassetto, quello che è lì in alto e che non apro mai, l'ho ritrovata...E' un pò rovinata, ci sono fili strappati, fili che hanno perso il colore, un pò stinta... ma ho notato anche che alcuni fili sono rimasti intatti e in linea di massima compie ancora il suo dovere: riesce a intiepidire il mio corpo, la mia vita, anche adesso che sono nel pieno inverno!
Così ho preso ago e forbici e ho tolto i fili che ormai venivano giù da soli, ho recuperato quelli intatti e ho cominciato l'opera di ristrutturazione della mia coperta!
La mia nonna guida la mia mano, e alla fine sono sicura che realizzerò la mia prima coperta di vita!
fantasia972 ha postato
lunedì, 18 settembre 2006 alle settembre 18, 2006 11:58
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pensieri,
la mia vita
fantasia972 ha postato
sabato, 16 settembre 2006 alle settembre 16, 2006 08:50
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amici,
la mia vita
Torno al passato, a un passato che non è ancora stato sepolto, ma vive nel mio profondo…Vedo il mio vecchio, piccolo, borgo marinaio e i pescatori affaccendati a riassettare le loro reti. L’uomo onda:
qui ne vivono tanti e ognuno di loro porta sul volto i segni di questo amore, unico e speciale ,con l’amante prediletto: il mare.
E’ bello guardarli mentre rientrano con le loro barche nel porto, la mattina presto, dopo una notte trascorsa in mare. La loro pelle scura, bruciata dal sole e dal sale e i loro occhi ridenti perché le reti sono colme. Le loro donne sono tutte li ad attenderli e sono felici e danzano perché oggi il mare è stato generoso. L’uomo onda è un uomo coraggioso che si sfianca, piegato sui remi, affronta con la sua barca il gigante, ora generoso e accogliente, ora adirato e avaro. L’uomo onda è un uomo forte che affida al mare anche il suo riposo e di notte si accovaccia nel fondo della sua barca e si fa cullare dalle onde. L’uomo onda è una piccola e fragile creatura che vaga tra l’infinito del cielo e l’immenso del mare, che chiede l’orientamento alle stelle per non perdersi nell’immenso.
L’uomo onda è un uomo che sa ancora trovare Dio, spingendo il suo sguardo oltre le stelle, e sa accogliere le gioie e i dolori della vita.
In questa totale armonia tra il cielo e la terra, tra la grandezza del cosmo e la piccolezza dell’uomo, vive quell’uomo, il pescatore…l’uomo onda!
Uomo Onda
fantasia972 ha postato
mercoledì, 13 settembre 2006 alle settembre 13, 2006 17:28
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la mia vita,
torre a mare
Io sogno che un giorno gli uomini
si solleveranno e capiranno
che sono fatti per vivere insieme
come fratelli.
Io sogno, ancora
che un giorno il nero di questo paese
e ogni uomo di colore del mondo intero
saranno giudicati
in base al loro valore personale
anzichè sul colore della pelle
e che tutti gli uomini
rispetteranno la dignità dell'essere umano.
Io sogno che un giorno la giustizia
scorrerà come l'acqua e la rettitudine
come un fiume irruento.
Io sogno, ancora
che la guerra cesserà
che gli uomini trasformeranno
le loro spade in vomeri d'aratro
e le loro lance in falci,
che le nazioni non si scaglieranno
le une contro le altre
e non progetteranno più la guerra.
Sarà un giorno meraviglioso,
le stelle del mattino
canteranno insieme
e i figli di Dio
grideranno di gioia.
M. Luther King
fantasia972 ha postato
lunedì, 11 settembre 2006 alle settembre 11, 2006 20:25
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pensieri
SARò RIUSCITA A SISTEMARE TUTTO?
FATEMI SAPERE SE AVETE ANCORA PROBLEMI NELLA VISUALIZZAZIONE DEL BLOG!!!
GRAZIE
fantasia972 ha postato
sabato, 09 settembre 2006 alle settembre 09, 2006 21:14
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