Blog Day 2007

OGGI SI FESTEGGIANO I BLOG...
ECCO I MIEI 5 PREFERITI!!!

1.LITTLE MONICA
Il blog della mitica, unica fantastica Marghetti...
mia grande amica e bravissima scrittrice!

2. ADORABILISSIMA...ISSIMA NEL BENE E NEL MALE...
Il blog di Claudia Baldini, anche lei bravissima scrittrice e il suo blog super davvero
ve lo consiglio!!!

3. ARTEMIDORO
Blog che amo perchè quando leggo i suoi scritti mi costringe a muovere le rotelle del mio cervello...:-)

4. ELOGIO DELLA P@ZZI@
Il blog della mia sorellina che se non fosse stato per lei, io non avrei mai aperto un blog!

5. IL BARONE ROSSO
Il blog di baronerosso1, grande poeta, bellissimo perdersi tra le sue parole!

p.s. CE NE SONO MOLTI ALTRI CHE VORREI CITARE, MAGARI IL PROSSIMO ANNO ALTRI CINQUE!!!
BUON BLOG DAY A TUTTI NOI!!!
cliccate sui nomi dei blog e passate a visitarli...c'è il link incorporato!!!
fantasia972 ha postato venerdì, 31 agosto 2007 alle agosto 31, 2007 18:38
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In ---> blogday2007

Una doccia fredda sono state quelle parole…i pori della pelle si sono chiusi improvvisamente e una fitta atroce al cuore…

Le lacrime scorrono lungo il viso e non riesco a controllarle, il mio cuore batte forte le gambe non mi sorreggono e le mie mani tremono.

Nella mia mente il tuo volto di bambino…

Bambino strappato alla sua terra, separato da lei dall’oceano sei giunto qui perché qualcuno avrebbe voluto donarti un po’ d’amore, quell’amore che da quando sei nato ti è stato negato…bambino di strada in Brasile, disadattato qui in Italia.

Il tuo cammino ha incrociato il mio anni fa, la tua vita ha sfiorato la mia per un po’ di tempo…

Ti vedo sorridere, ma i tuoi occhi piangono…

Ti vedo sulla tua bici sgangherata, con i segni sul viso…graffi, tagli…non ho mai capito quanto quelle ferite te le procuravi da solo e quanto erano segni di botte…

Volevi una famiglia, volevi amici, volevi essere un bambino anche quando grandicello ormai, venivi da noi con quei giocattoli facendoti prendere in giro dai tuoi coetanei che cominciavano a interessarsi ad altro…

Irrequieto, sempre in movimento, agitato come l’acqua di mare, terribilmente logorroico…

Ti calmavi un po’ solo quando venivi abbracciato!

Ci siamo rincontrati qualche anno fa, mi hai raccontato un po’ di cose assurde, come sempre e con la tua solita spontaneità…poi solo notizie frammentarie di te.

Ieri l’ultima la più terribile tra tutte!

Hai deciso di porre fine al tuo dolore, al tuo bisogno d’amore…

Ed io adesso sono qui che piango, mi sento in colpa, forse non ho fatto abbastanza per te…

 A soli 25 anni hai deciso di volare, di compiere l’ultimo volo gettandoti di sotto… tra le braccia del Padre…

Li dove sei adesso è certo l’amore che hai chiesto incessantemente in tutti questi anni ti sarà dato in abbondanza…

Perdonami, perdonaci se per te non abbiamo fatto abbastanza!!!

A me resta questa ferita nel cuore che non si chiuderà più…

Ti voglio bene dolcissimo bambino!

fantasia972 ha postato giovedì, 30 agosto 2007 alle agosto 30, 2007 08:31
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In ---> pensieri, amore, amici, morte dolore



C’è un negozio che mi è sempre piaciuto tantissimo…ha la struttura di quelle vecchie botteghe di un tempo, piccole a dimensione d’uomo. Quando ci entro resto incantata, affascinata da quei tanti oggetti di artigianato, tutti colorati, tutti con una storia dietro…penso alle mani che li hanno creati, ai sorrisi e alle lacrime di chi con pazienza e amore ha lavorato per poterli realizzare. Mi piace rovistare tra quegli scaffali e cerco sapendo in anticipo di trovare ciò che mi servirà.

In questo negozio c’è uno scaffale particolare, sono esposti due prodotti di particolare bellezza…una lacrima e un sorriso legati da un cordoncino di raso azzurro. Il negoziante mi ha spiegato che quell’oggetto lo si può prendere gratuitamente, non si paga...

Ciò che viene chiesto in cambio è solo la consapevolezza nel momento in cui lo si fa diventare proprio che nelle relazioni umani, quelle vere, quelle profonde inevitabilmente ci si scambia sorrisi e lacrime.

Il cordoncino rappresenta il legame tra le due realtà, non si può tagliare e prendersi solo i sorrisi.

Quell’uomo mi ha chiesto se ero intenzionata a prenderlo. Io gli ho sorriso…era quello che cercavo!

fantasia972 ha postato mercoledì, 29 agosto 2007 alle agosto 29, 2007 09:03
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In ---> pensieri, amore, racconti, favole, speranza, amici
Onore...pensavo a quanto grande è questa parola!
Quando mi si dice ti do la mia parola d'onore io faccio un salto nella parte più pura di un essere umano...una garanzia senza limite di tempo mi viene donata...quanta sicurezza e fiducia ripongo in chi mi dice ti do la mia parola d'onore...
penso ai cavalieri di una volta, a quanto valore morale si celava in quella parola!
Ti do la mia parola d'onore!
Il punto adesso è sapere se quelli che me lo hanno detto hanno onore? Hanno rispetto per sè stessi? Mantenere la parola d'onore...quanto diventa difficile!
E per me come è deludente scoprire che quella parola così grande diviene improvvisamente piccola nel momento in cui viene pronunciata da labbra che non conoscono nemmeno lontanamente cosa significhi...
come è deludente scoprire, poi, un giorno all'improvviso che quella parola data, donata è stata rimangiata e si è trasformata in altra parola...bugia!

Fantadelusa dalla parola d'onore mancata!
fantasia972 ha postato lunedì, 27 agosto 2007 alle agosto 27, 2007 17:50
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In ---> pensieri, amore, amici, emozioni



Un forte desiderio di libertà aveva invaso la piccola canarina. Lei che aveva sempre vissuto protetta in quella gabbia. Certo lì era al sicuro da ogni pericolo: nessun cacciatore avrebbe mai potuto toglierle improvvisamente il suo volo, nessun problema per cercare il cibo, poteva fare il bagnetto ogni volta che voleva, mangiare quel gustoso mangime che ogni giorno le veniva donato, dondolarsi sulla sua altalena e sorridere della vita!

“Effettivamente la vita in gabbia non è poi così male!”, pensò tra sé la canarina.

Il nostro piccolo invece, che amava volare alto nel cielo, aveva sperato che quella dolcezza di “uccellina” volasse libera con lui.

Che tristezza quando l’altezzosa canarina volgendo le spalle al suo spasimante cominciò a sguazzare nella sua vaschetta incurante del bellissimo dono che il piccolo passero le aveva appena fatto.

Tutto inutile, tutto quello sforzo compiuto non servì a nulla.

E il poveretto divenne triste. La salutò e tornò al suo nido. Si mise sul suo piccolo lettino, fatto di foglie, e cercava di dormire per riprendere le forze. Ma il pensiero di lei e della sua vita in gabbia non lo faceva riposare.

Così decise di tornare dal suo amore per cercare almeno di parlarle.

Sulla strada dall’alto vide un bellissimo roseto, scese piano e con il suo becco ne staccò una piccola rosa profumata, era un altro dono da regalare al suo amore.

Intanto nella sua casetta la canarina ripensava a quanto forse sarebbe stato bello poter vivere libera, pensava a quante cose li fuori c’erano e lei non conosceva, pensava che nel mondo non ci sarebbe mai annoiati. Gli alberi, i fiori, le nuvole, la pioggia, il sole e l’arcobaleno…niente di tutto questo conosceva!

Quanti pensieri contrastanti si affacciavano nella sua mente. Quanta confusione! Quanti strani e nuovi desideri cominciavano ad accendere il suo cuoricino.

E mentre lei pensava a tutto questo, la sua unica compagna, la padrona di casa, sedutasi alla poltrona comininciò a leggere un libro per rilassarsi dopo il lavoro in ufficio. Intanto giunse anche il passero con la sua rosa ben stretta nel becco. La finestra era aperta e timido timido entrò restando sulla soglia e ascoltando le parole di Giulia, la signora che provvedeva a lasciargli  la colazione “briciolosa” e che si occupava della canarina.

 

“L’uccello prigioniero nella gabbia, l’uccello libero nella foresta:

quando venne il tempo s’incontrarono, questo era il decreto del destino.

L’uccello libera grida al compagno:

‹‹ Amore mio, voliamo nel bosco! ››.

L’uccello prigioniero gli sussurra:

‹‹ Vieni, viviamo entrambi nella gabbia ››.

Dice l’uccello libero.- ‹‹ Tra sbarre, dove c’è spazio per stendere le ali? ››

‹‹ Ahimè ››, grida l’uccello in gabbia, ‹‹ non so dove appollaiarmi nel cielo ››

L’uccello libero grida:

‹‹ Amore mio, canta le canzoni delle foreste ››.

L’uccello in gabbia dice:

‹‹ Siedi al mio fianco, t’insegnerò il linguaggio dei sapienti ››.

L’uccello libero grida : ‹‹ No, oh no! I canti non si possono insegnare ››.

L’uccello nella gabbia dice : ‹‹ Ahimè, non conosco i canti delle foreste ››.

Il loro amore è intenso e struggente, ma non possono mai volare assieme.

Attraverso le sbarre della gabbia si guardano e si guardano, ma è vano il loro desiderio di conoscersi.

Scuotano ansiosamente le ali e cantano:

‹‹ Vieni vicino a me, amore mio! ››.

L’uccello libero grida:

‹‹ E’ impossibile, temo le porte chiuse della gabbia ››.

L’uccello in gabbia sussurra:

‹‹ Ahimè, le mie ali sono morte e impotenti ››.”

 

La donna si alzò dalla poltrona e andò in cucina per preparare la sua cena. I due uccellini continuarono a guardarsi intensamente negli occhi, quelle parole erano state scritte per loro… saltellando il passerotto si avvicinò a quelle sbarre della gabbietta e lasciò entrare attraverso quelle fessure il suo piccolo dono, la rosa. Poi con gli occhi luccicanti per le lacrime volò libero verso casa… il cielo!

 


LA POESIA SCRITTA AL CENTRO E IN ROSSO è DI Rabindranath Tagore

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SCATTI D'IMMENSO


Il Blog Manuale di Mari e il Blog degli Autori
lanciano una nuova Iniziativa per l'estate!

L’amore è un canto dell’anima
un lieve frusciare di foglie
che ti prende improvviso alle spalle
in un caldo pomeriggio d’estate.

Nicla Morletti

***

Con l’intento di regalarvi e regalarci scampoli di poesia e d’estate
lanciamo, in collaborazione con Kykia e Nicla Morletti, l’iniziativa

“Scatti d’immenso”
una foto e un verso per cogliere e immortalare
un istante di poesia durante le vacanze estive

Partecipa anche tu! Clicca sull'immagine per maggiori informazioni!

fantasia972 ha postato mercoledì, 22 agosto 2007 alle agosto 22, 2007 09:56
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In ---> racconti, favole
NON STO MOLTO BENE PER QUESTO RESTERò UN Pò IN SILENZIO...VI PENSO E SPERO DI TORNARE PRESTO PRESTO!!!
UN ABBRACCIO A TUTTI
fantasia972 ha postato domenica, 19 agosto 2007 alle agosto 19, 2007 14:32
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In ---> comunicazioni




La canarina temendo per il giovane spericolato portò le sue piccoli ali agli occhi, quasi a non voler vedere… poi si fece coraggio, anche perché rassicurata dalle grida di ilarità dei piccoli compagni passerotti  che dai rami degli alberi del viale di fronte, avevano gustato tutto.

“Forza, daiiii…”, gridavano entusiasti.

E le rose nei vasi sul balcone, incoraggiavano il nostro piccolo amico a volare con più energia per giungere alla sua meta.

Le nuvole che sostavano nel cielo sorridenti ,si scostavano per lasciare libero il percorso durante il suo folle viaggio verso il sole, mentre l’amico venticello soffiava a suo favore per non ostacolarlo. I grandi alberi ridevano contenti e applaudivano con i loro rami  questa impresa eroica.  Tutti tifavano per il passerotto, tutti avevano capito che il piccoletto si era davvero innamorato di quella splendida canarina e volevano che scattasse la scintilla dell’amore.

In realtà la canarina era rimasta fortemente colpita dal suo spasimante e non solo per quel gesto coraggioso!

“Devo farcela, devo assolutamente farcela!”, si diceva mentre stringeva gli occhietti e sbatteva le ali con quanta più forza aveva. E nella sua mente appariva lei, così

bella e delicata nei suoi movimenti, così dolce e piacevolmente civettuola.

Il vento decise di dare un suo piccolo contributo improvvisandosi un Cupido speciale per l’occasione…niente frecce che colpiscono al cuore, ma tanta energia nella sua forza che spostava  l’aria alla velocità della luce.

“Al mio tre piccolo amico, lasciati andare alla mia forza…UNO DUE E TRE…” disse il vento e con tutto il suo vigore cominciò a gonfiare le sue grandi gote e soffiava a più non posso. Il piccolo passero si lasciò guidare dall’impeto delle correnti d’aria, e velocissimamente si avvicinava al sole.

Sentiva sempre più caldo e la luce accecante quasi  non gli permetteva di vedere.

“Piccolo, ma cosa vuoi fare?”, gli disse il sole con voce grave.

“Ho bisogno di un tuo raggio di luce, devo regalarlo al mio piccolo amore!”. Il sole sorrise.

“Se ti avvicini ancora, rischi di incenerirti…io sono davvero pericoloso!”.

“E’ un rischio che devo correre”, rispose il passerotto e aggiunse…

“In ogni caso lei mi ha già bruciato il cuore ed io non ho nulla da perdere…la mia vita ha senso solo se sto con lei…e le ho promesso un tuo raggio!”

Il sole rimase colpito dalla tenacia del piccolo, così decise che lo avrebbe aiutato.

“Ehi, fratello vento”, gridò “Smetti di soffiare che adesso ci penso io al piccolo, se continui così rischi di farlo avvicinare troppo e farebbe davvero una brutta fine.”

Il vento obbedì all’ordine del sole, che cominciò a gonfiarsi sempre di più…sul suo volto splendente il suo sorriso irradiava tutto.

Mentre continuava a gonfiarsi i suoi raggi divenivano più luminosi ed estesi, il passero rimase li fermo e a poco a poco quei raggi cominciavano a diventare più lunghi. Uno tra questi lo raggiunse e lo superò,andando a posarsi proprio li davanti al balcone della sua amata.

Tutti rimasero meravigliati…

“OHHH!” esclamarono restando a bocca aperta. Effettivamente lo spettacolo era stupefacente. Un raggio lungo, fatto d’oro, faceva da ponte tra il cielo e la terra e a cavalcarlo era quel piccoletto che adesso sembrava un cavaliere d’altri tempi con la più bella e luccicante armatura.

“Iuppi, che belloooo!!!!”, gridava l’uccellino mentre scivolava  felice lungo quel magico raggio di sole.

La canarina era davvero senza parole. Era bellissimo e mai da quella finestra era entrata tanta luce.

 CONTINUA

Buon ferragosto a tutti!

fantasia972 ha postato mercoledì, 15 agosto 2007 alle agosto 15, 2007 18:36
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In ---> racconti, favole




Tutti i giorni il passerotto si posava sul cornicione del balcone, e saltellando beccava le piccole briciole di pane che ogni sera la donna che abitava in quell’appartamento lasciava per lui.

La mattina quando non era in ufficio, nascosta dietro le finestre, si divertiva e si commuoveva a guardare il piccolo uccelletto che faceva colazione proprio li sul suo balcone.

Poi si girava e guardava la sua canarina gialla nella gabbietta ,impegnata a farsi bella tuffandosi nella piccola vaschetta d’acqua.

“che vanitosa!”, pensava fra se la donna.

Una mattina il passerotto, mentre si rifocillava di quelle succulente briciole, udì il canto melodioso di una giovane donna…ehm canarina!

Quella voce così soave, lo incantò, proprio come le sirene sanno fare con i marinai.

Si fermò così ad ascoltare il canto e si avvicinò alla finestra per poter vedere chi aveva una tale bella voce.

La vide, era davvero bellissima nelle sue piume gialle e si dondolava felice su quella altalena rosa. Allora il piccolo passerotto decise che avrebbe attirato l’attenzione di quella bellissima canarina. E cominciò il suo canto di corteggiamento.

Cinguettava parole dolcissime.

La canarina smise di cantare, scese dal suo dondolo e si avvicinò alla gabbietta per guardare meglio. Lo vide e sorrise al suo ammiratore.

“Sei davvero bravo!...dove hai imparato a cantare in questo modo?”, chiese la bella canarina

“Questa canzone l’ho appena composta, mi hai ispirato tu! Sei talmente bella!”, rispose

La canarina abbassò gli occhi, muovendo velocemente le sue lunghe ciglia nere di mascara, poi tirò fuori il portacipria e lo specchietto e puf puf...si incipriò il becco e le guance con molta femminilità. Quel gesto fece girare la testa al piccolo passero che non capì più nulla. Quella canarina era davvero uno schianto!

Il passerotto cominciò a compiere delle bellissime acrobazie nell’aria per lasciarsi ammirare, volava su su in alto per poi scendere in picchiata, si divertiva a far le capriole e salti tripli mortali, mentre lei, con le sue alette applaudiva contenta…

“Bravo, sei bravissimo!”, diceva  incoraggiando le imprese del giovane spasimante.

“Adesso guarda, andrò lassù in alto, arriverò fino al sole per prenderti un suo raggio, e te lo regalerò perché sei luminosa come lui!”

Forse stava davvero esagerando le sue ali non erano poi così robuste per sostenere un simile volo. Ma il nostro piccolo pennuto era deciso a donare questo regalo speciale per conquistare la sua amata!

Così salì sul cornicione del balcone che improvvisamente divenne una pista  di lancio, prese la rincorsa dal fondo e spiccò il volo verso il sole.

.......

CONTINUA

p.s. sono gradite idee per il titolo del racconto/fiaba che tra l'altro non ho ancora finito

fantasia972 ha postato lunedì, 13 agosto 2007 alle agosto 13, 2007 21:02
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In ---> racconti, favole



Con gli occhi al cielo cercherò nella sua immensità la luce nella notte

Luce nella notte che mi farà brillare come una stella…

Stella tra le stelle.

Questa notte alza gli occhi, amore mio e ascolta.

Brillerò alta solo per te, farò in modo che il tuo cuore si sintonizzi

Con il mio pulsare di stella, farò in modo che il mio bagliore ti accechi,

farò in modo che tu ti perda nella mia luce.

Cercami lassù in alto, brillerò come mai ho fatto, come mai ho saputo fare…

Aspetterò che tu  esprima il tuo desiderio

E

Poi veloce cadrò verso di te, sfiorando il tuo viso con la mia scia luminosa.

Sarà la mia carezza

Sarà un sussurrarti ancora il mio amore…

Cadrò veloce nel tuo cuore

Durerà un solo attimo, lo so…

Ma sarà meraviglioso…

La mia corsa finirà li…

nella tua anima

mi spegnerò! 

 

fantasia972 ha postato venerdì, 10 agosto 2007 alle agosto 10, 2007 16:25
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In ---> pensieri, amore, le mie poesie, la mia vita, emozioni

DIVENTARE FOGLIA
STACCARMI DAL RAMO
VOLARE
E
CADERE
PER
RIPOSARE
IN
ETERNO
NELLA
CALDA, ACCOGLIENTE, CASA...
LA TERRA.
ESSERE UN TUTT'UNO CON ESSA,
RESPIRARE IL SUO PROFUMO
FARLO ENTRARE
NEL PROFONDO
FINO A CONFONDERSI E UNIRSI CON IL MIO.
FOGLIA SECCA
FRANTUMATA DALLA FORZA DEL VENTO
GIACE AI PIEDI DELL' ALBERO
IN MILLE PEZZI...
fantasia972 ha postato giovedì, 09 agosto 2007 alle agosto 09, 2007 14:51
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In ---> le mie poesie, la mia vita, emozioni