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“Dolcetto o scherzetto?”, così dicono i bimbi travestiti da fantasmi e mostri che girano per le stradine del mio paese, facendo propria una festa che non è poi così tipicamente Italiana.
Questi sono i risultati della globalizzazione e del libero mercato… non mi piacciono le feste tipicamente consumistiche.
Io resto della vecchia tradizione italiana di festeggiare il 1 novembre: la festa di tutti i Santi che prosegue fino al 2 con la commemorazione dei nostri cari defunti. Ci si reca al cimitero, che io amo chiamare ancora con il vecchio nome di Campo Santo, perché custode di “Santi” che ci hanno preceduto nell’altra vita.
Mi piace la festa di tutti i Santi perché immagino un tripudio su nel paradiso tra tutti i martiri, tra tutti coloro che hanno lasciato questa terra e continuano il loro viaggio in altra forma e dimensione dando Gloria al buon Dio…mi piace pensare a questa festa come a un giorno in cui siamo particolarmente uniti, nella comunione dei Santi , in terra e in cielo, in questo infinito canto di lode.
Il canto di lode che trova compimento nel bellissimo inno :Osanna, Osanna, Osanna…
mi sembra di sentire le voci dei cori degli angeli che si fondano con le nostre voci, mi piace chiudere gli occhi e sentire che non siamo soli, che le persone che abbiamo amato e che ci hanno lasciato stiano camminando e guidandoci verso quel posto di infinito amore, dove finalmente un giorno il nostro cuore troverà la pace.
E mi viene adesso in mente una frase di sant’ Agostino che dice: “Tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non trova pace in Te”, associando a queste parole una immagine bellissima quella di un bimbo che dorme sereno nel palmo di una grande mano…quella del Padre!
BUONA FESTA DI TUTTI I SANTI A TUTTI!
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La trottola è un gioco che si trova un po’ in tutta Italia, chiaramente con nomi diversi, qui da noi la trottolina di legno che si fa girare con la cordicina si chiama appunto VIRRUZZO!
Bene cosa c’entra adesso il virruzzo con noi e la cronaca di questi giorni di amicizia?
Ecco ci stavo pensando oggi mentre lavavo i piatti. Mi è tornato in mente quando siamo entrati in uno dei tanti trulli, in cui si vendevano piccoli oggetti di artigianato locale. Credo non ci sia altro oggetto per identificare meglio Monica…una piccolissima trottola che gira continuamente, instancabilmente , piena di energia vitale che dona gioia, allegria e sorrisi!
Questo è quello che più mi ha colpita. Il mio cuore di bambina ne è stato pienamente appagato.
Insta cabile trottolina colorata che si diverte a giocare, a ruotare…ma questo gioco, questo virruzzo è anche molto forte. È fatto di legno con una punta metallica e ci si fanno le gare. I più abili lo fanno ruotare lanciandolo per terra e riescono a riprenderlo senza mai farlo fermare facendolo continuare a ruotare vorticosamente sul palmo della mano,per poi farlo ricadere , su quello dello sfidante…vince il virruzzo che rimane integro, che non si rompe, che non si spacca!
Ecco io Monica l’ho vista davvero in questo modo: un virruzzo vincente che riesce a spaccare tutte le avversità, che riesce a spaccare i cuori più duri con il suo ruotare senza sosta!
E mentre ruota si ride e si piange, perché lei è così, perché lei è limpida, talmente limpida che resti stupito.
In questo posto fatto di abitazioni di pietra e calce bianca, con una struttura circolare come quella della trottola, ho imparato una cosa grandissima e ,inutile dirlo, me l’ ha insegnata la mia amica virtuale che di virtuale non ha davvero nulla.
“L’ AMICIZIA E’ UN SENTIMENTO CHE ATTRAVERSA LO SPAZIO E IL TEMPO”…
Adesso la nuvoletta di legno l’abbiamo appesa in cucina e oggi tante volte il mio sguardo è caduto lì su quella frase che ci hai donato, con tutti i nostri nomi scritti, incisi con la penna di fuoco.
Noi il tuo nome lo abbiamo inciso nel cuore e per sempre.
In attesa di riabbracciarci presto per portare a compimento i nostri progetti, primo fra tutti, giocarci i 15 euri vinti al gratta e vinci sabato sera.
E poi ci sono tantissime altre cose che volevo scrivere, ma ho deciso che me le tengo per me…sono troppo importanti e forse sarò un po’ egoista, ma le voglio custodire nel mio cuore!
Aggiungo come ultima informazione di questi splendidi giorni, l'incontro con Katana, una mia conterranea, anzi abitiamo proprio vicino...e doveva venire la Marghetti per farci conoscere!!!
Un bellissimo pomeriggio trascorso a parlare mentre sorseggiavamo in 4 , caffè e succhi di frutta, guardando il piccolo molo del mio paesotto!
La cronaca del fine settimana dell’amicizia finisce qui!
P.S. MONì RICONOSCI QUESTO TRULLO? LA SIGNORA DEI PEPERONI FRITTI....

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C’era una volta una ragazza che amava leggere, le capita per le mani un librino rosso Voglio Urlare, lo compra e lo legge…la sua vita a poco a poco cambia, si trasforma…intanto con l’autrice del libro diventa amica virtualmente. Tante parole scambiate nel silenzio della sua stanza con questa piccola, grande anima guardando un monitor, ascoltando solo il picchiettare della tastiera…poi un giorno una promessa ci incontreremo e…

25 ottobre 2006 (correggo 2007
)ore 18.53 stazione Bari centrale
Cuore che batte forte nel petto. Con mio padre e mia sorella ad aspettare il treno che porterà la Marghetti qui, nel regno delle orecchiette e cime di rapa.
Ciuffff ...Ciuffff...eccolo lo vedo arrivare e rallentare, occhi lucidi, mani tremolanti per l’emozione…tante persone scendono, mi alzo sulle punte per cercarla tra la gente…comincio a camminare lungo il binario e finalmente…eccola la riconosco subito, i suoi lunghissimi capelli …non posso sbagliarmi è lei…
lì piccola e ferma davanti a me ed io comincio a correre e finalmente l’abbraccio vero,reale.
Un’emozione che non dimenticherò mai!
La sento emozionata, anche lei vibra di vita come me e uno stesso pensiero: fumare una sigaretta assieme tra le prime chiacchiere per distendere un po’, per rilassarci.
Ci avviamo verso la macchina per raggiungere Torre a Mare, per raggiungere gli altri della mia famiglia rimasti a casa. Carichiamo la valigia rossa e in macchina ancora tantissimo parlare. Piccola tappa a un benzinaio, le ruote sono un po’ sgonfie…
Si riparte altra sosta per comprare un po’ di roba dalla rosticceria, un po’ … tanta roba ma qui noi siamo così,il cibo è importante!
Guardo la faccia stupita di Monica che dice a mio padre : - ma quanti siamo?-
Io rido di cuore. Mio padre le risponde – Siamo in 6, noi 5 e te-
-e tutta questa roba chi la mangia?-, continua Monica e lui secco- Vabbè Monica ma noi altri dovremmo pur mangiare…-
Risate e ancora risate.
Arriviamo così a casa, saluti alla mamma e al fratello. Ancora sorrisi. Monica tira fuori dalla sua borsa magica di Mary Poppins i suoi regali per noi.
Fantastici e bellissimi, occhi lucidi. Il clima si distende e ormai siamo rilassati.
Ceniamo, parliamo a tavola, ridiamo e intanto il tempo scorre e passa velocemente. E’ notte, abbastanza tardi…è ora di andare a nanna, accompagnamo Monica nel suo alloggio sul mare, l’appuntamento è per l’indomani alle 9.30.
Meta : Alberobello e i trulli!
E qui c’è davvero da ridere!:-)
Ma ve lo racconto la prossima puntata….
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Maria una donna comune a molte altre con i suoi chili di troppo, con la sua vita spesso insignificante a confronto di quella di donne in doppiopetto.
Maria occhi scuri, sorrisi genuini come il suo volto senza trucco e i suoi capelli poco curati, ma sempre puliti. Una famiglia da accudire, tra fornelli e panni sporchi da lavare. Nessuna pretesa, un marito e figli da amare nella quotidianità di gesti semplici come il suo esistere.
I nipoti da coccolare e viziare con i suoi dolci profumati di buono e i suoi baci schioccanti d’amore …amore vero fatto di rinunce, di sacrifici per arrivare a fine mese …famiglia di umili pescatori, che quando non ci sono i soldi ci si accontenta di un po’ di pastina cotta nel brodo del pesce pescato. E non il pesce buono, ma quello comune, quello che i ricchi non comprano, quello che spesso i pescatori nemmeno portano ai pescivendoli.
Maria una donna autentica, una donna che sa amare e che riesce a moltiplicare l’amore, come il miracolo dei pani e dei pesci e a casa sua trovi sempre un posto per sedere e restare a cena…
Tavola imbandita con poco, il poco che diventa miracolosamente molto. Tavola ricca dove i piatti traboccano in benedetta abbondanza, di sorrisi e di gioia. Maria che sa impegnarsi in prima persona per aiutare chi è meno fortunato, donando tutto, donando sé stessa.
Maria che mi ha insegnato che le donne vere, quelle che portano il mondo sulle spalle spesso, non fanno rumore, spesso sono persone silenziose, spesso camminano senza nemmeno essere guardate.
Maria…un nome comune.
Maria che mi ha insegnato ad amare le donne comuni, le donne vere!
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Ho sempre desiderato che mi regalassero dei fiori. Sono cresciuta condizionata da quella pubblicità, un po’ vecchiotta, il cui slogan recitava così: “Se qualcuno ruba un fiore per te sotto sotto c’è…”, ma crescendo mi sono rassegnata all’idea di non ricevere fiori in dono, in realtà a me quel deodorante pubblicizzato con quello spot non è mai piaciuto. Adesso non so nemmeno se esiste ancora.
L’altra sera, però, dopo aver fatto la mia doccia, bella e profumata di solo sapone mi sono seduta qui al pc cominciando a navigare come faccio quasi sempre.
E finalmente dopo anni e anni qualcuno un fiore per me lo ha rubato! Mi ha preso per mano e mi ha trascinata con lui, ridevo felice e sorpresa:” ma dove andiamo?”.
“Chiudi gli occhi, aprili solo quando te lo dico io!”. E così ho fatto, continuando ad avere stampato sul mio volto quel mezzo sorriso ebete di chi non capisce niente, ma è felice così.
“Adesso aprili adesso.”

Siamo a Rosengarten, il giardino delle rose… e sono tutte per te!
Ecco lassù c’è anche Laurino il re dei nani che aveva il suo regno sulle Dolomiti. “Non fare troppo rumore, non dobbiamo disturbare il suo sonno!” …e così con il cuore che scoppiava, pensando a Laurino, al giardino delle rose che si mostra solo al crepuscolo, lasciando entrare il profumo di quei fiori meravigliosi e magici mi sono addormentata tra le tue braccia…GRAZIE!
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Succede che dopo la lezione hai un po’ di mal di testa e accendi il pc per vedere chi c’è in linea…
Succede che sul cel arriva un sms inaspettato che dice : “ Ti va di scrivere con me la favolina Dentino gambette storte?”.
Succede che lo leggo e rido di cuore…e immediatamente la mia risposta: “ siiiiiiiiiiii!!!!”
Nasce così la favola di questa sera, scritta con la mia amica Monica Marghetti in una specie di partita a tennis giocata a suon di pvt a rimbalzo…noi ci siamo divertite in questo bellissimo gioco…
a voi buona lettura!
C’era una volta in un paese in bianco e nero un bambino delizioso che adorava i palloncini.
Li teneva in mano, stringeva forte quel filo sottile e quella grossa palla leggera volteggiava allegra nel cielo. Non aveva più la mamma, ma aveva una zia bellissima, Diana: lo adorava e lo portava a spasso. Lui la seguiva sorridente “Dentino, gambette storte!” Un bambino, solo un bambino!
Un giorno, passeggiando, incontrarono una donna sola che triste guardava il banchetto dei palloncini. Allora Dentino gambette storte si avvicinò…e infilò la sua manina dentro la mano ossuta della donna che con occhi lucidi lo guardò. Lui sorrise… d’incanto le mani della donna divennero calde, fece un sorriso a quel piccolo bambino che le disse con una vocetta seria ma dolce:
“lascerò libero il palloncino per la mia mamma e per te!”
Dentino gambette storte, un angelo di dimensioni minuscole ma immenso nel cuore!

Aprì la sua piccola mano e il palloncino iniziò a salire velocemente nel cielo, sempre più lontano, sempre più piccolo, fino a diventare un minuscolo puntino luminoso.
"Guarda zia Diana, il palloncino è un puntino e brilla!", disse Dentino gambette storte.
Diana alzò lo sguardo al cielo,la sera cominciava a scendere mentre il sole stanco andava a dormire. Il puntino luminoso si confondeva con la stella, la prima stella che sorgeva.
"Quella stella è la tua mamma", disse Diana al piccolo che continuava a guardare con il nasino all'insù il cielo, mentre ancora teneva la stretta la mano a quella donna triste e sola, che li ascoltava. Ma solo Dentino gambette storte la poteva vedere...perché quella donna era la sua mamma...aveva avuto un premio speciale dal Pittore del Mondo, un vecchio signore con la barba folta e bianca e un cappello strano.
Con la sua tavolozza magica aveva disegnato la donna triste, che solo Dentino gambette storte poteva vedere , sentire e toccare. Aveva disegnato il cielo con i colori più belli del crepuscolo, aveva disegnato la stella luminosa, gli alberi e i fiori...Il paese in bianco e nero cominciava a poco a poco a colorarsi e il merito era solo di...quella ricetta speciale che si chiama "amore" che ci è stata donata insieme alla vita... e ogni tanto ce la dimentichiamo. Poi basta un bambino a riportare luce, colore e anche il signore con il cappello da pittore piange di gioia. Ricordate, quando dal cielo cade la pioggia grossa...
"Sono le lacrime del signore con il cappello, che si è commosso!".
E quando smette di piangere, regala a noi bambini piccoli e bambini grandi ,un ponte colorato,tra la terra e il cielo, fatto dall'impasto dei colori più belli e vivaci della sua tavolozza magica.
Dentino Gambette Storte, un bambino e un palloncino!
di Monica e Barbara

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