Dal 04 al 09 MARZO 2008

La Cooperativa Sociale  Unsolomondo organizza la
Mostra

"METTIAMOCI IN GIOCO"

presso la Torre in Torre a Mare BARI, Piazza della Torre
dalle ore 10:00 alle 12:30
e
dalle ore 17:00 alle 19:00
La finalità della mostra è sviluppare l'approccio interculturale attraverso la conoscenza dei diversi modi di realizzare i giocattoli con materiali semplici e comunicare un pezzetto di quel mondo nel quale vivono, soffrono, giocano e sognano milioni di bambini e bambine appartenenti ai paesi del sud del mondo.
e ancora...

CENTRI D'ASCOLTO PER LE FAMIGLIE JAPIGIA-SAN PAOLO

FESTA DI APERTURA

Sede decentrata su Torre a Mare del Centro D'ascolto per le Famiglie Japigia

Nell'ambito dei Servizi promossi dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bari, si apre a Torre a Mare la sede distaccata del Centro Famiglie Japigia. Il servizio prevederà le seguenti attività:
- "Scuola per i genitori"(dove crescere, scoprire e valorizzare)
- "Sportelli d'ascolto legale, psicologico, educativo per le Famiglie"
- "Spazio incontro"(per giocare, socializzare, incontrarsi, ridere)
- "Accademia fantasia"(spazio di gioco bambini e famiglia)

CI VEDIAMO SABATO 1 MARZO DALLE 17 ALLE 19

Porta con te un dolce o una pizza da condividere e specialemnte tanti amici nuovi
Si esibiranno per noi: i gruppi di ballo dei Centri Famiglie di San Paolo- Stanic e Japigia e il coro di musiche popolari.
il tutto presso: Scuola dell'Infanzia C. e E. Aquaro, Via Morelli e Silvati- Torre a Mare.
fantasia972 ha postato martedì, 26 febbraio 2008 alle febbraio 26, 2008 11:16
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In ---> comunicazioni, che bello, torre a mare
E non sono brava ad esternare le mie emozioni...il titolo del post parla da solo. il mio cuore è pieno di doni che mi vengono fatti! Questa sera me ne è arrivato ancora uno ed io sorrido e ringrazio!!!
Grazie Arturo.


 Clicca qui  se vuoi ascoltare l'audio lettura, La danzatrice del ventre, STRANIERA A SE STESSA, legge ARTURO FERRARA !!!


La danzatrice del ventre

..."- Da quanto tempo balli la danza del ventre? – le chiese - Sei
bravissima… -
La donna sorrise. - La danza del ventre io la ballo da sempre…
- rispose - Da quando sono nata è parte di me, è parte del
mio essere femmina… Come posso spiegarti? È come se fosse
scritta nella mia carta di identità: genere femminile! -
Gaia spalancò gli occhi: non riusciva a capire cosa volesse
dire la sua amica.
- È parte di te dici? Come se fosse nata con te e con il tuo essere
femmina… fin dalla nascita? Puoi spiegarti meglio? Non ho
capito... -
- Allora, la danza del ventre è qualcosa che ho sempre visto
fare, fin da piccola. Fammi pensare… come posso spiegartelo?
Qui da voi è normale e scontato che una donna debba saper
cucinare, badare alla famiglia, svolgere i lavori domestici…
Pensa soltanto ai giochi che da piccole vi regalano… Piccole
mamme, piccole casalinghe che imparano a stirare, a cambiare
i pannolini, a occuparsi dei figli attraverso il gioco. Io la danza
del ventre l’ho imparata così, vedendo danzare le donne della
mia famiglia. -
- Sì, ma quello che non capisco è perché la danza del ventre
porterebbe a un percorso di autoconoscenza… E che significa
che il corso è rivolto a quelle donne che hanno messo a tacere la
voce della dea? -
La donna le sorrise e le disse: - Abbiamo bisogno di continuare
questo discorso dopo aver bevuto una buona tazza di
tè... -
Così si alzò, andò in cucina per preparare il tè, mentre Gaia
continuava a pensare al significato di quelle parole, alla dea.
Ma di quale dea si stava parlando?
Si girò e vide, attaccata alla parete una frase, e si avvicinò
per leggerla.
“ Sono tutto ciò che è, che è stato, e che mai sarà.
Mai nessun mortale ha sollevato il mio velo”
- Eccomi, il tè è pronto! - disse Miriam, tornando con le due
tazze fumanti.
- Senti, ma quella frase appesa lì sul muro che significa? -
domandò Gaia."...
BUONA DOMENICA
fantasia972 ha postato sabato, 23 febbraio 2008 alle febbraio 23, 2008 22:09
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In ---> amici, emozioni, gaia, regali, il mio libro, straniera a se stessa
Ho il cuore pieno...e tanta voglia di condividere le emozioni belle e ricche che lo riempiono. e la coperta della mia vita si arricchisce continuamente, grazie Pralina per aver riscaldato questa bimba che desidera crescere ogni giorno. Grazie per avermi letto, grazie per le tue parole.

Confesso che non avrei mai immaginato di trovare tanta bellezza in un libro come Straniera a se stessa di Barbara Ardito, altromondo editore.

C'è sempre quel pregiudizio per cui si accetta un libro di un amico, di un'amica, come se non fosse GRANDE letteratura, insomma lo si legge unicamente per amicizia, per simpatia, perché è una blogger come noi, e poi... poi a volte ci si ricrede.


Mi è capitato di piangere e di provare sincera solidarietà e tenerezza e un'infinità di altre emozioni dopo avere letto il libro "Voglio Urlare!" di Monica Marghetti, che è poesia delle viscere, torrente dopo la pioggia, colata di magma incandescente, dolcezza, rabbia, rivendicazione, un inno alla voglia di vivere, qualcosa che ti arriva al cervello passando molto prima dallo stomaco, come lo sono spesso le parole raccontate a voce di Monica... lo è, tutto questo, oltre che ad essere il libro di un'amica così immensa e così intensa.

Mi capita di commuovermi e di intenerirmi per i racconti di "Pensieri Volontari" di AA.VV. curato da Paolo Simoncini, che sono dedicati ai bambini e alle bambine che hanno subito maltrattamenti e violenze in famiglia e il cui ricavato andrà interamente devoluto all'Associazione LAIF, che supporta il Telefono Azzurro, esperienza di scrittura collettiva di 34 blogger.

"Straniera a se stessa" mi capita fra le mani in un momento molto particolare della mia vita, un momento di grande sofferenza per problemi fisici, respiratori... lunedì mattina dopo avere chiamato la guardia medica che mi ha praticato un'iniezione per contrastare l'asma, non riuscendo ancora a dormire, mi sono messa alla finestra, poi seduta sulla sponda del letto a leggere il libro di Barbara, e cercando di farmi avvolgere da quella coperta-abbraccio-calore e ossigeno fresco che ho percepito immediatamente nelle pagine di questa GRANDE scrittrice.

Il libro racconta la storia di una ragazza ammalata di bulimia, che non a caso si chiama Gaia, come la Madre Terra, e nel libro si racconterà il perché.

Io non ho mai sofferto di disturbi alimentari, tranne in qualche periodo della mia vita, di iperfagia, se per "iperfagia" si intende mangiare più di quanto il metabolismo riesca a smaltire, le "abbuffate" le ho viste soltanto a qualche matrimonio e durante i pranzi dai parenti del mio ex marito e una volta al Sud, e sinceramente ne sono rimasta atterrita. Quindi ho pensato che il tema trattato dal libro potesse coinvolgermi in maniera modesta, io non ho mai capito né chi si nega il cibo né chi lo maltratta dentro il suo corpo e si maltratta attraverso di esso.
Invece ciò che chiamano DAP, ovvero disturbi alimentari psicogeni, è un tema vastissimo, che aldilà della superficie, nasconde disagi veri, reali, mai lontani dal contesto sociale, e comuni alla maggior parte delle persone.
La dimensione della sofferenza si vive in solitudine, ma la sofferenza stessa è causata dalla complessa interazione fra relazioni umane e sociali e impatto sul nostro mondo interiore. Come diceva Sartre, il nostro inferno sono gli altri.

Anche Monica, nel suo libro, tocca un po' questo argomento quando parla della sua anoressia, Barbara va ancora più a fondo per affondare lo stiletto dentro la bulimia, per spiegare i meccanismi che portano una ragazza normale, bella, naturalmente dolce e rotonda, a massacrarsi con due dita in gola per procurarsi il vomito, dopo avere mangiato.
In entrambi i casi, l'anoressia e la bulimia (ma anche l'iperfagia, da un altro punto di vista) sono spinte di non vita, vanno in direzione contraria alla vita stessa.
E' scritto molto bene, in italiano corretto (cosa rara di questi tempi), con parole calibrate e soppesate, frutto di una spinta emotiva grandiosa incanalata dentro una razionalità vissuta attraverso la propria pelle, le proprie esperienze.
Una conoscenza tutta da scoprire, giorno per giorno, che si "apre" alla vita e accetta il dono di essa, senza mai rifiutarla o barricarsi dietro pregiudizi. Gaia è aperta al confronto, con altre culture diverse dalla nostra, qui ci sono delle citazioni del poeta Leopold Sedar Senghor e una sua poesia che fa venire i brividi... Gaia scopre che cos'è il razzismo più becero, quello di un paese bigotto di provincia, e quali sono, per contro, i meccanismi che vengono utilizzati dal suo fidanzato (nero) per far leva sui suoi sensi di colpa in quanto bianca, per poterla controllare e sottomettere... Gaia si accosta alla religione, per trovare dentro di sé quella purezza senza corpo e senza schemi esteriori che sta cercando... Gaia si guarda dentro e guarda la sua vita senza reticenze e la mette in relazione con la vita degli altri e dice... "Si può morire chiudendosi in sé stessi in due modi: quando ci si piace troppo, o quando non ci si piace affatto, ed in entrambi i casi l'essere umano ha rinunciato a una cosa fondamentale: ha smesso di essere in relazione. L'essere umano, infatti, è un essere in relazione, tutto in lui e fuori di lui parla di questo. Ogni sua cellula, ogni suo piccolo elemento biologico è stato creato in modo tale da metterlo in relazione con sé e il mondo esterno".
Gaia parla della paura, la paura di nuotare "dove non si tocca", la paura delle sue emozioni.
Gaia si relaziona infine con sua madre, trova la sua ri-nascita, si affida di nuovo, con coraggio, alla vita, vita che non aveva mai abbandonato, che ha sempre vissuto con ogni poro, con ogni centimetro di pelle, ma che era "interrotta" da queste sue dita ficcate in gola dopo ogni pasto.


Un libro che consiglio, per la sua profondità e freschezza, perché è scritto in modo sapiente e mai noioso, perché è ricco di citazioni colte ma senza i soliti autosbrodolamenti intellettuali di certi libri che narrano storie psicologiche, perché parla con franchezza, perché dice cose vere, perché parla dei problemi di tutti e specialmente perché parla di tutte le donne e A tutte le donne.

Spero tanto che Barbara Ardito avrà un riconoscimento anche aldilà del mondo dei blog, e cioè qualche bella recensione sulla carta stampata, che se la merita davvero con tutto il cuore.


DI PRALINA
fantasia972 ha postato martedì, 19 febbraio 2008 alle febbraio 19, 2008 13:05
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In ---> recensioni, donne, amici, la mia vita, emozioni, gaia, il mio libro, straniera a se stessa

                                                                                             

“ …Sono una terra  dura e rocciosa,
aspra alla vegetazione;
ma se una pianta vi affonda le radici
non  deve temere le piogge di primavera.”

                                               IBN HAZM

                               Poeta arabo, 994-1064

 

Il colore rosso scuro di una terra asciutta, arsa dai raggi  caldi del sole, dal gelido ghiaccio invernale. Ogni mattina alla buon ora, non appena il gallo cantava, lui era lì a sollevarne le zolle dure con la sua zappa pesante che aveva reso le mani simili a quella terra. Calli e zolle spesso hanno lo stesso volto duro e aspro. Rivoltava la terra, mentre il sudore della fatica scendeva come pioggia amara dalla fronte e lei terra dura si divertiva a ripagarlo con la sua polvere che affidava al vento. Lui, uomo caparbio, paziente e fiducioso riponeva i semi contenuti nella sacca a tracolla in piccole fosse che richiudeva affidando al tempo delle stagioni il compito di custodirli, proteggerli per poi veder germogliare il miracolo dell’amore a primavera.
Lei, terra beffarda, sorrideva tra sé e sussurrava al vento:” Non lo sa che io sono una terra aspra, arida? Nel mio ventre non c’è posto per nessun seme”. Giungeva poi la primavera e da quella distesa di marrone bruciato, non se ne cavava mai nemmeno una rapa. Il povero uomo allora stanco, decise di abbandonare quel campo arido e lasciarlo al suo destino: nemmeno le erbacce avrebbero mai potuto e voluto abitarlo, vivere in quella casa.
Poi c’era un piccolo passero solitario che viaggiava spesso su quella terra, aveva imparato a conoscerla, perché sapeva guardare in profondità, come se i suoi occhi fossero quelli attenti di un’aquila. Così vi atterrava, poggiava le sue zampette delicate su quel terreno di dure zolle polverose e saltellandole sopra solleticava  la pelle ruvida. Alla terra quel solletico piaceva, era l’unico gesto caldo che qualcuno le donava senza mai chiedere nulla in cambio.
“Tutti gli uomini si sono interessati a me, solo perché mossi dai loro interessi personali, mi chiedono in cambio delle loro cure, raccolti generosi e abbondanti. Mai nessuno di loro mi ha amata per ciò che sono: una terra arida”.
Solo quel piccolo passerotto passava a salutarla ogni giorno, senza aspettarsi in cambio nulla. Capiva la solitudine di quel cuore, ne conosceva il dolore e sapeva che l’asprezza e l’aridità di quella terra era dovuta, forse, a una corazza che aveva indossato. Il sole, il vento, il ghiaccio spesso non le erano stati amici e l’avevano travolta con la loro forza tanto da farla diventare intoccabile. I semi venivano risputati, vomitati e lasciati marcire. A volte il passero se ne cibava. Era il modo, che la terra riserbava, per ringraziarlo di quelle continue visite che alleviavano la solitudine delle giornate che trascorrevano tutte uguali.
“Sono sola, sono triste nessuno mi vuol bene. Ho fame e sete!”, sussurrava la terra, confidandosi con il vento a cui affidava spesso le sue lacrime. Il passero ascoltò quei sussurri, quelle confidenze silenziose e così una mattina non appena il sole spuntò, colorando il cielo di rosa pesco, arrivò in punta di zampe sulla terra. Aveva nel suo piccolo becco un seme dorato, la guardò e cominciò con le sue piccole zampette a scavare nel suo profondo. Quanto ridere, quanto solletico le faceva!
In questo modo riuscì a scavare una piccola fossa, con un saltello vi entrò e guardandola con i suoi occhi luccicanti di orizzonti e cieli sconfinati, aprì il suo becco facendo scivolare il piccolo seme color dell’oro. Poi lo coprì per bene con la terra e lo sigillò in essa con un bacio a punta di becco.
Il cielo guardando quanto stava accadendo si commosse e cominciò a piangere lacrime di pioggia beneetta. Mai nessuna pioggia era stata così delicata, mai la terra arida aveva potuto godere di quella freschezza donatale dal cielo. E in un girotondo d’amore contagioso, in cui ogni singola cosa partecipa al miracolo del vivere, il sole e il vento cominciarono anch’essi a trattarla con delicatezza e a poco a poco quella terra diventò umida, morbida, fertile semplicemente accogliente. Il seme intanto dentro di lei cresceva e…
Si racconta che nessun contadino abbia mai saputo far di meglio di quel piccolo passero. In tutto il mondo non si è mai visto un campo di grano così ricco e biondo come quello che l’amore di un piccolo passerotto riuscì a fare a una terra aspra.

“ …Sono una terra  dura e rocciosa,
aspra alla vegetazione;
ma se una pianta vi affonda le radici
non  deve temere le piogge di primavera.”

                                               IBN HAZM

                               Poeta arabo, 994-1064

fantasia972 ha postato giovedì, 14 febbraio 2008 alle febbraio 14, 2008 17:36
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In ---> pensieri, amore, favole, speranza, la mia vita, emozioni, messaggi in codice, un pò di me


Disteso sul letto, il mio corpo stanco, ma che vibra di una nuova corda… non la conosco, non ne conosco il suono, non la sua tensione e la sua forza. Il mio corpo sulle lenzuola morbide e fredde che riescono a riaccendersi di calore per solo trasferimento di particelle invisibili. Il mio corpo caldo e nudo, la mia mente svuotata per effetto di quell’Armonia della Sera, provato per la prima volta in tutta la mia vita. Quegli occhi,  quel profumo che cercano di raccontarmi di qualcuno, di qualcosa a me sconosciuto. Sento svaporare sul mio viso il calore, mentre il rossore di pensieri nuovi,osceni e sconfinati come il tempo, che cerco di governare, che cerco di controllare. Clessidra la mia vita che scorre inesorabile, il tempo e lo sfiorire della rosa, mentre ancora la sera si accende per dar fuoco alla mia notte. Il mio corpo una pista da ballo pronta ad accogliere sonorità e odori che si intrecciano in un romantico valzer, per poi lasciare il ritmo e prenderne uno nuovo più sensuale, cedendo il posto a vertigini languide di desideri inconfessati. E cadere giù nel baratro del piacere che ho dimenticato da tempo. Abbracciata a te,  ubriacarmi ancora del tuo profumo e della tua pelle mentre il ricordo di te riluce nei miei occhi che chiudendosi  mi conducono in un nuovo tempo e in un nuovo spazio. Lo spazio del sogno, della mente che viaggia libera senza catene , senza freni che rallentano la corsa accelerata…accelerati diventano anche i passi del cuore che viene costretto a un surplus di lavoro, lui sempre così pigro…abituato com’è ai miei ritmi lenti, adesso si vede costretto a recuperare quel tempo che sgranella sabbia nella clessidra del mio vivere. Armonia della sera la mia mano che sfiora i seni guidata dalla tua, sempre presente nella mia mente sola.  Armonia della sera tortura dolce e piacevole che ci fa essere così lontani e così vicini.

fantasia972 ha postato mercoledì, 13 febbraio 2008 alle febbraio 13, 2008 01:24
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In ---> pensieri, amore, emozioni
fantalicheri

Sono Rovesciata di Monicamarghetti

TORNA FANTALICHERI PER SVELARE GLI ARCANI MISTERI NASCOSTI IN QUELLE STRANE PAROLE IN "MONICHESE"

ecco a voi i pvt che da brava giudice ho custodito gelosamente


Da:
monicamarghetti
Oggetto: soluzioni
Data: 9 Febbraio, 2008 - 13:53

 Ingorillato : uomo eccitato all’ennesima potenza come un gorilla in amore

Addio all’uomo che si sposa : festa per il celibato che se ne va….

Dare un limone: è un bacio con la lingua e come tutti sanno il limone fa aumentare la salivazione
Quindi è un bacio molto bagnato (e bello)

Mapin Mapon è fare l’amore lentamente per ore e ore…

E ADESSO SIGNORI E SIGNORI IL  PACCO PREMIO PER IL VINCITORE!!!

Da: monicamarghetti
Oggetto: il pacco premio
Data: 9 Febbraio, 2008 - 14:22


nella graziosa scatola rosa/azzurra troverete:
un tanga tigrato unisex taglia unica biodegradabile, spazzolino e mini dentifricio necessari prima del limone
ciabattine di spugna
2 flute da montare e 33 cl di spumante
4 super boeri (bomba alcolica)
una candelina per creare l'atmosfera
e 1 Condom al riso.....


fantasia972 ha postato domenica, 10 febbraio 2008 alle febbraio 10, 2008 19:16
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In ---> donne, giochi, amici, pazzia, voglia di giocare


Secondi interminabili che si sommano lungo una linea retta senza fine, decidere senza esitazione si può? Chi riesce a farlo? Un colpo di spugna dove si accumulano pulviscoli, minuscoli ma infiniti…frammenti di vita. Spugna che assorbe facendolo proprio il tuo mondo: gioie e dolori, sorrisi e lacrime, cammini e soste improvvise. “Sosta, fermati ancora un po’, prima di entrare, prima di oltrepassare quella nuova soglia! La soglia di una realtà completamente nuova è lì di fronte a te”. Cosa poteva mai esserci oltre? Ci si può addentrare nell’oltre, cominciando un nuovo viaggio, restando immutati? Portando con sé sempre e solo quel solito bagaglio di convinzioni, schemi mentali, giudizi confezionati su misura, radicati profondamente come le radici di un vecchio albero secolare? Si girò e guardò l’altra porta, quella a destra. Luminosa l’insegna che avvisava: “RESET”. Un lampo improvviso nella sua mente e l’impulso di cambiare porta…la voglia di voler provare una volta per tutte a resettare, cancellarsi per poi rinascere dal nulla e finalmente ricominciare davvero. Rinascere e vedere il sole per la prima volta, la pioggia con occhi nuovi. Imparare nuovamente a respirare in modo autonomo, come dopo il viaggio che conduce fuori dal grembo materno, la creatura piange di un pianto di vita…deve far male,forse, il primo respiro autonomo. Un respiro profondo e il suo vagito, aprì la porta a destra e vi entrò. Davanti a lei una stanza completamente bianca, asettica, incontaminata e al centro una sedia. Non vi erano finestre, solo due porte: quella che aveva aperto per entrare e l’altra lì davanti, l’uscita. Sapeva che prima di poter uscire avrebbe dovuto accomodarsi su quella sedia, che troneggiava nella stanza. Sedersi, aspettare, pazientare ancora un po’ senza sapere cosa in realtà le sarebbe accaduto. Un sospiro per cercare il coraggio, perso solo per qualche frazione di secondo, poi si diresse decisa verso la sedia, la guardò, ne toccò la consistenza e la stabilità. Non appena il suo corpo morbido sfiorò la rigidità del metallo,(era una sedia di ferro), una luce bianca e luminosissima pervase la stanza. Adesso lei era seduta  con la schiena dritta, lo sguardo fiero. La luce per niente timida cominciò a invaderla totalmente, colpendola dapprima sul viso, costringendo ,in questo modo, i suoi occhi a cedere a quella forza con un movimento di difesa: chiudere le palpebre.  I raggi bianchi, ma freddi come le mani forti e sicure di un uomo che ha deciso, senza chiedere permesso, di forzare le cosce tese, serrate di una donna che inizialmente pone resistenza,ma poi a poco a poco comincia a cedere, a lasciarsi andare al dio piacere e spalancando le gambe desidera accogliere pienamente e totalmente il suo dio, così ogni poro della pelle che vestiva il suo corpo si dilatava in una pronta accoglienza dei raggi bianchi. Completamente persa nel mare del piacere, inghiottita da questa strana energia in un dove senza spazio e senza tempo. Solo calore, freddo, dolore, piacere in un viaggio nuovo verso il centro dell’essere, fino a quando l’energia smise di pulsare, fino a quando in questo perdersi di amplessi multipli e magici non si trovò più. Chi sono? Cosa voglio? Dove vado? Era riuscita finalmente a cancellarsi e a rinascere. Aprì gli occhi e si diresse verso l’uscita.

fantasia972 ha postato venerdì, 08 febbraio 2008 alle febbraio 08, 2008 12:48
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In ---> pensieri, amore, racconti, emozioni, miraggi damore



BUON FINE SETTIMANA A TUTTI

fantasia972 ha postato venerdì, 01 febbraio 2008 alle febbraio 01, 2008 21:23
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In ---> giochi, favole, amici, la mia vita, voglia di giocare, bambini famiglia