L' IDIOT@
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij


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STRANIERA A SE STESSA



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TITOLO: STRANIERA A SE STESSA
AUTORE: BARBARA ARDITO
CODICE ISBN:978-88-6281-023-4
EDITORE:Altromondo Editore
COSTO: &euro 12,00
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venerdì, 27 giugno 2008
Ormai chi mi legge da tempo, sa cosa penso del web e più in particolare del mondo dei blog...soprattutto mi piace per la "possibilità" che mi offre di confrontarmi con altre persone e spesso dal confronto, grazie al confronto nascono rapporti d'amicizia intensi.. è bello anche scoprire una stessa lunghezza d'onda e in questo azzurro intenso di pensieri le parole possono intrecciarsi tra loro,  e le mani che picchiano veloci sulla tastiera si moltiplicano divenendo 4.. il mio amico, bravissimo scrittore di favole, vuole restare anonimo, scelta, la sua, che rispetto anche se non condivido... lui lo chiameremo Mister X ed io lo ringrazio per la bella persona che è! E adesso ecco la nuova favola...

SOSTANTIVO

 

Quando la piccola principessa iniziava la quarta lezione di grammatica, nel giardino reale i fiori cominciarono a mostrare le loro corolle colorandolo di giallo, rosso, bianco, verde e azzurro.Sinthea era una bambina di bellezza rara e aveva negli occhi un brillare che aveva affascinato la corte fin dal suo nascere ma aveva un difetto: non parlava.Il Re e la Regina erano molto preoccupati per il problema che affliggeva la loro figlia, anche se questa non mostrava segni di particolare sofferenza. Sorrideva sempre, mostrava una serenità che spesso faceva invidia ai suoi stessi genitori, così schiacciati dalle enormi problematiche che presenta il governare un regno. Anzi, spesso la bambina, in un silenzio che alla fine sembrava volesse essere più rispettoso che forzato, faceva coraggio ai suoi con carezze e baci che come un miracolo inaspettato ridavano forza e verve ai regnanti che alla fine riuscivano a risolvere tutti gli affari di stato che si presentavano loro.Ma il mutismo della piccola restava e allora dopo averla contattata assunsero la più brava insegnante dei regni conosciuti.La principessa guardava il giardino dalla finestra assumendo un aspetto estasiato quando sentì: “Signorina, dobbiamo iniziare la lezione…”Sinthea si voltò e andò a sedersi alla scrivania, proprio di fronte ad Asenia, una bella ragazza di circa trent’anni, notissima per la sua bravura.“Allora, sono davvero orgogliosa di te, ti stai impegnando moltissimo. Ieri guardavamo il vocabolario e tu mi indicavi delle parole… Continuiamo?”Sinthea fece un cenno d’assenso.Prese il vocabolario, lo aprì e tra le prime pagine indicò una parola.Asenia la guardò sorridendo.“Amore… Amore è un Sostantivo, sostantivo maschile, indica una … una inclinazione profonda verso qualcuno… beh, non è facile da spiegare… è un sentimento che ti prende potente…”Ma Sinthea aveva già messo il dito su un’altra parola.Asenia  rimase nuovamente perplessa.“Bacio… anche questo è un sostantivo, anch’esso maschile… e indica l’unione di bocche in atto di affetto e… d’amore…” e guardava Sinthea con grande curiosità, mentre spiegava il significato del sostantivo bacio e le sue labbra si lasciavano andare al ricordo di un antico sapore, quello di succulenti frutti da mordere. Bacio, amore… certo che la piccola principessa cominciava a interessarsi a un “mondo” nuovo e sconosciuto, di cui non ne conosceva i colori...forse! La primavera, che quell’anno era coincisa con la sua quarta lezione di grammatica, aveva cominciato ad amare le piante e i fiori che avevano vestito quel  giardino di una bellezza straordinaria. Amare …il ditino di Sinthea si fermò cercando di capire la differenza tra le due parole. Amare e amore! Un verbo e un sostantivo. Ma l’insegnante più brava del regno, Asenia, non sarebbe riuscita questa volta a spiegare un bel niente. Asenia, infatti, dell’amore conosceva solo tristi rime baciate, avendo sperimentato che l’amore si univa spesso con il dolore e che il bacio aveva al massimo il sapore del cacio. Quanto all’amare disse:” Amare è un verbo transitivo…” e a questo punto si fermò a pensare…Transitivo rimandava al latino transire”passare”…il tempo era passato velocemente: per Asenia che aveva dimenticato la coniugazione del verbo amare e,la quarta lezione che ormai volgeva quasi al termine. La piccola principessa che non sapeva parlare e che non conosceva ancora l’amore, ma sapeva Amare si alzò dalla sua sedia e si avvicinò alla maestra. La strinse forte in uno dei suoi abbracci e senza far rumore sussurrò:” Forse l’amore fa rima con dolore e il bacio ha il sapore del cacio…ma ricorda che Amare fa sempre rima con donare!”

di: Mister X e Fantasia972

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martedì, 24 giugno 2008

 Un omone tanto avido quanto la grandezza della circonferenza dei suoi pantaloni: enormi, giganteschi.  Un ingordo che aveva ben capito, grazie anche al potere magico dello specchio, che l’infelicità degli esseri umani paga, che il pianto e la disperazione rende e che fino a quando ci saranno persone infelici i suoi affari sarebbero andati a gonfie vele.

Così il ricco industriale mise  su nel giro di pochi anni, una fabbrica  che produceva  forme di felicità pre stampate, pre confezionate secondo i suoi canoni. Nelle sue mani un Kanôn, una bacchetta “magica” dritta e rigida a rappresentare la regola, la norma da seguire.  In questa fabbrica, grazie ai tanti scienziati che avevano venduto le loro menti  si era riusciti a clonare lo specchio magico, ma soprattutto a modificarlo geneticamente.  Il vecchio buon specchio che rispondeva con sincerità alla domanda:” chi è la più bella del reame?” era ormai un lontano ricordo!

Quanto ci sarebbe da dire su quello specchio. Passato come uno fra gli elementi magici più cattivi del mondo fiabesco. In realtà la matrigna di Biancaneve che tanta sofferenza aveva causato e non solo alla principessa, ma soprattutto a se stessa, non aveva capito il vero potere di quello specchio. Uno specchio riflette non fa null’altro. Uno specchio ci mostra solo quello che i nostri occhi percepiscono, vedono. La bellezza la puoi davvero capire, apprezzare, gustare solo quando è radicata nell’anima.  Ma le cose erano ormai destinate a cambiare per sempre a causa del sig. Esaudisco Desideri. Era questo il nome dell’omaccione ingordo di soldi.  In pratica lo specchio, anzi gli specchi,da lui creati avevano il potere di riflettere non immagini reali che rappresentavano il doppio dell’originale riflettente. La sua bacchetta magica, il kanôn, aveva imposto la sua regola:

 SE NON SEI MAGRA, NON SEI ATTRAENTE.

  ESSERE MAGRI E’ PIU’ IMPORTANTE CHE ESSERE SANI.

 COMPRA DEI VESTITI, TAGLIATI I CAPELLI, PRENDI LASSATIVI, MUORI DI FAME, FAI DI TUTTO PER SEMBRARE PIU’ MAGRA.

 NON PUOI MANGIARE SENZA SENTIRTI COLPEVOLE.

 NON PUOI MANGIARE CIBO INGRASSANTE SENZA PUNIRTI DOPO.

NON SARAI MAI TROPPO MAGRA

La regola era stata stilata, adesso era necessario divulgarla. E a questo punto che il povero e coscienzioso Grillo Parlante  entra in gioco. Lo conoscete vero? Sempre stato malmenato e preso a parole pesanti da quella peste di burattino di legno… il Grillo Parlante, fu catturato dai soldatini di piombo del sig. Esaudisco, portato nella sua fabbrica-regno e torturato per giorni e giorni…

Il Grillo Parlante, grande oratore per dote naturale, adesso era divenuto una voce gracchiante  e corrotta,ma convincente!

Andava in onda sulle reti nazionali del regno 24 ore al giorno, elogiando prodotti di qualità…creme tonificanti, cibi grassi e calorici per poi passare con una facilità incredibile a prodotti light o a lassativi miracolosi…e ancora acque della salute che allungano la vita, come i vecchi elisir che impegnarono in estenuanti ricerche durate secoli gli alchimisti…

E intanto BiancanAna persa tra miraggi luccicanti di felicità, cominciava a mangiare solo pasta bianca, bianchissima…


continua

N.B. la Regola,scritta in blu, è uno stralcio di quello che viene definito DECALOGO in diversi blog pro Ana

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venerdì, 20 giugno 2008
Ho combinato un casino al pc...tutti i file, le mie favole, i miei racconti non ancora terminati, le mie bozze risultano danneggiati e non possono essere aperti...troppo lungo spiegare cosa ho fatto!!! Posso solo dire che è giustamente degno di Fantacombinaguai e che in fondo mio fratello ha davvero ragione quando mi dice di non avvicinarmi al suo pc...di starne lontana che sono pericolosa...come può non ricordare di quando ho cancellato un file di sistema solo perchè mi era arrivata una mail in cui mi si diceva che dovevo eliminare quel file altrimenti a mezzanotte in punto si sarebbe verificata nel pc una invasione di tutti i virus più cattivi presenti nel pianeta Web?... la bomba atomica chiaramente la azionai io cancellando quel file!!! vabbè!!!
Ecco il mio fine settimana sarà a metà tra la Torre, dove Sabato sera si inaugura la Mostra Karibu-Africa (Benvenuta Africa )mostra di strumenti musicali, maschere, sculture ecc. provenienti dal continente "nero" ...
(che poi non ho mai capito perchè lo chiamano nero, visto che è pieno di colori!!!) e degustazione di pietanze tipiche della cucina africana... pancia mia fatti capanna!!!
Ma oltre a questo dovrò anche formattare per poi rinstallare tutto e vedere se risolvo così la storia dei file...e se non risolvo? tutto perso...BiancanAna, Il Gomitolo...e molto molto altro!!! Me povera!!!
Buon fine settimana a tutti!!!
martedì, 17 giugno 2008
Pensieri
i
miei...



in
sospensione...


Attesa della fine delle trasmissioni...



Domani...



ripresa
delle
mie
emozioni.

mercoledì, 11 giugno 2008


E lo specchio magico? Che fine fece??? Ecco dello specchio si è persa ogni traccia ….almeno fino ad oggi!!!

 

C’era una volta,                                       
le favole cominciano tutte in questo modo…con un tempo imperfetto, forse perché l’imperfetto è proprio il tempo del sogno, del magico, del non luogo e del NON-ESSERE…
Imperfetto che si contrappone alla PERFEZIONE imposta dalla società efficientista , contemporanea e…

                                                                           

« Ahhhhh, adesso comincia con le sue divagazioni pseudo filosofiche…Buuuuhhhh , buuuuhhhh…Vogliamo indietro i soldi del biglietto!!! ».

Suvvia calmatevi, permettete che riprenda il racconto…
Dicevamo?...ah sì…

 C’era una volta….

Una bellissima fanciulla, cugina di Biancaneve  imparentata con lei per sole due gocce, e dico due, di sangue dello stesso gruppo.

Gruppo 1: la prima parte del nome.

Gruppo 2:lo specchio magico.

La fanciulla infatti si chiamava BiancanAna. Era piccola di statura e un po’ tondetta e proprio per questo  davvero graziosa. La sua pelle era candida e bianca, bianca come la neve o più semplicemente, bianca, bianchissima come un piatto di pasta scondita.  Già perché BiancanAna poteva magiare solo quello o al massimo una mela, come la sua degna cugina alla lontana.
Lo specchio magico che tanti guai aveva causato alla sua, ormai decrepita cugina Biancaneve, si pensava fosse stato distrutto da quel cacciatore che avendo avuto pietà della giovane le aveva risparmiato la vita facendola fuggire nel bosco. In realtà il cacciatore, quando la strega morì, ricevette dal principe l’ordine di sbarazzarsi dello specchio per evitare che in futuro altre donne vanitose  potessero cadere nella trappola. Così affacciatosi alla finestra della Torre più alta del castello lo lanciò di fuori come oggetto non desiderato. Un povero mercante che passava  lo vide volare e cadere, ma non rompersi perché il colpo fu attutito dalla morbida erba verde pisello ( era lo stesso campo in cui in altri tempi e in altri spazi fu raccolto il famoso pisello messo sotto quella pila di materassi per la dolce e fragile Principessa sul pisello…la ricordate vero?). Il mercante si avvicinò, lo raccolse e lo portò al mercato. Fin qui si hanno notizie certe dello specchio. Con il passare del tempo, degli anni, dei secoli dei secoli, Amen! Lo specchio girò per molte e molte mani fino a quando non giunse in quelle di una nuova figura malvagia pari a quella della vecchia strega.
Non si trattava di una donna questa volta, ma di un signore moderno dei giorni nostri. Un uomo panciuto, con il fiuto per gli  affari, con la fissa dei soldi, con il sigaro sempre tra le labbra e il rolex d’oro al polso. Un omone tanto avido quanto la grandezza della circonferenza dei suoi pantaloni: enormi, giganteschi.  Un ingordo che aveva ben capito, grazie anche al potere magico dello specchio, che l’infelicità degli esseri umani paga, che il pianto e la disperazione rende e che fino a quando ci saranno persone infelici i suoi affari sarebbero andati a gonfie vele.

continua

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domenica, 08 giugno 2008


Chi non ricorda la conclusione  della storia di Biancaneve? …certo la ragazza ne passò di guai, ma tutto è bene quel che finisce bene…

 Il principe quando la vide in quella bara di cristallo non rimase certamente insensibile di fronte a così tanta bellezza e desiderò portarla nel suo castello nonostante si trattasse di una “morta”…(ehm vabbè di perversioni ce ne sono tante in questo mondo!) .  Così ordinò ai servitori di trasferire la donzella con la sua bara di cristallo; i nanetti dal canto loro si erano un po’ stufati di star lì nel bosco a far la guardia a un corpo che, parliamoci chiaramente,  prima o poi avrebbe ceduto alla decomposizione organica, inoltre si avvicinava il freddo inverno e certamente non erano intenzionati a vegliarla con la neve attorno rischiando l’assideramento…
Senza contare che il principe si era davvero innamorato, nonostante non ci fosse possibilità di vivere in concretezza quel suo amore…Biancaneve era morta! Tutti i giorni  si recava nel bosco e posata la rosa la guardava per ore intere; i nanetti impietositi da tanto ardore acconsentirono a questo nuovo cambio: Biancaneve avrebbe potuto trovare una nuova dimora eterna nel castello del principe. Finalmente giunse il giorno del trasferimento. Ma, ahimè, di servitori distratti ne son pieni tutti i regni del mondo senza eccezione per il nostro.  Primitivo,uno dei  servitori, il più  maldestro, dopo la notte brava trascorsa nelle cantine del regno, quella mattina si recò al lavoro che  era ancora un po’ alticcio. Camminava barcollando avvicinatosi alla bara inciampò,  non vedendo la radice di un grande albero, e cadendoci sopra la spinse giù per il fianco della collina…

Rotola, rotola, rotola la bara si distrugge in mille pezzi e Biancaneve sputa fuori il torsolo di mela avvelenata rimasto incastrato nella sua ugola d’oro!!!
Un risveglio fatto tutto di baci e abbracci! E il principe e Biancaneve si unirono in matrimonio vivendo felici e contenti;la strega, invece, durante la festa di matrimonio fu costretta a indossare delle scarpe di ferro preparate sulla brace, immaginate le urla di dolore, poveri piedini ustionati…insomma il dolore era talmente insopportabile che la strega saltellava a più non posso al ritmo di una danza sfrenata…(sarà nata così la  pizzica tarantata?)ore e ore di ballo sfinirono la povera, vecchia e malvagia strega che cadde per terra morta dalla fatica!

E lo specchio magico? Che fine fece??? Ecco dello specchio si è persa ogni traccia ….almeno fino ad oggi!!!

 continua...


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giovedì, 05 giugno 2008


BIMBA TRISTE
...
PASSERA'
..
PRESTO
.
Dedicato a chi sente il cuore pesante...
Dedicato a una Mia Grande Amica...


SEI SE TRISTE TI MANCA L'ALLEGRIA VUOI SCACCIARE LA MALINCONIA
VINI
CON ME TI INSEGNERO' LA CANZONE DELLA FELICITA'!
BATTI LE ALI
MUOVI LE ANTENNE  DAMMI LE TUE ZAMPINE...
VOLA DI QUA', VOLA DI LA'...
LA CANZONE DELLA FELICITA'!
P.S. Prima di far partire il video ricordarsi di mettere in pausa la musica del lettorino in basso nella colonna!!!

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