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Quando la piccola principessa iniziava la quarta lezione di grammatica, nel giardino reale i fiori cominciarono a mostrare le loro corolle colorandolo di giallo, rosso, bianco, verde e azzurro.
di: Mister X e Fantasia972
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Un omone tanto avido quanto la grandezza della circonferenza dei suoi pantaloni: enormi, giganteschi. Un ingordo che aveva ben capito, grazie anche al potere magico dello specchio, che l’infelicità degli esseri umani paga, che il pianto e la disperazione rende e che fino a quando ci saranno persone infelici i suoi affari sarebbero andati a gonfie vele.

Così il ricco industriale mise su nel giro di pochi anni, una fabbrica che produceva forme di felicità pre stampate, pre confezionate secondo i suoi canoni. Nelle sue mani un Kanôn, una bacchetta “magica” dritta e rigida a rappresentare la regola, la norma da seguire. In questa fabbrica, grazie ai tanti scienziati che avevano venduto le loro menti si era riusciti a clonare lo specchio magico, ma soprattutto a modificarlo geneticamente. Il vecchio buon specchio che rispondeva con sincerità alla domanda:” chi è la più bella del reame?” era ormai un lontano ricordo!
Quanto ci sarebbe da dire su quello specchio. Passato come uno fra gli elementi magici più cattivi del mondo fiabesco. In realtà la matrigna di Biancaneve che tanta sofferenza aveva causato e non solo alla principessa, ma soprattutto a se stessa, non aveva capito il vero potere di quello specchio. Uno specchio riflette non fa null’altro. Uno specchio ci mostra solo quello che i nostri occhi percepiscono, vedono. La bellezza la puoi davvero capire, apprezzare, gustare solo quando è radicata nell’anima. Ma le cose erano ormai destinate a cambiare per sempre a causa del sig. Esaudisco Desideri. Era questo il nome dell’omaccione ingordo di soldi. In pratica lo specchio, anzi gli specchi,da lui creati avevano il potere di riflettere non immagini reali che rappresentavano il doppio dell’originale riflettente. La sua bacchetta magica, il kanôn, aveva imposto la sua regola:
“ SE NON SEI MAGRA, NON SEI ATTRAENTE.
ESSERE MAGRI E’ PIU’ IMPORTANTE CHE ESSERE SANI.
COMPRA DEI VESTITI, TAGLIATI I CAPELLI, PRENDI LASSATIVI, MUORI DI FAME, FAI DI TUTTO PER SEMBRARE PIU’ MAGRA.
NON PUOI MANGIARE SENZA SENTIRTI COLPEVOLE.
NON PUOI MANGIARE CIBO INGRASSANTE SENZA PUNIRTI DOPO.
NON SARAI MAI TROPPO MAGRA

La regola era stata stilata, adesso era necessario divulgarla. E a questo punto che il povero e coscienzioso Grillo Parlante entra in gioco. Lo conoscete vero? Sempre stato malmenato e preso a parole pesanti da quella peste di burattino di legno… il Grillo Parlante, fu catturato dai soldatini di piombo del sig. Esaudisco, portato nella sua fabbrica-regno e torturato per giorni e giorni…
Il Grillo Parlante, grande oratore per dote naturale, adesso era divenuto una voce gracchiante e corrotta,ma convincente!
Andava in onda sulle reti nazionali del regno 24 ore al giorno, elogiando prodotti di qualità…creme tonificanti, cibi grassi e calorici per poi passare con una facilità incredibile a prodotti light o a lassativi miracolosi…e ancora acque della salute che allungano la vita, come i vecchi elisir che impegnarono in estenuanti ricerche durate secoli gli alchimisti…
E intanto BiancanAna persa tra miraggi luccicanti di felicità, cominciava a mangiare solo pasta bianca, bianchissima…
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pancia mia fatti capanna!!!
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E lo specchio magico? Che fine fece??? Ecco dello specchio si è persa ogni traccia ….almeno fino ad oggi!!!
C’era una volta,
le favole cominciano tutte in questo modo…con un tempo imperfetto, forse perché l’imperfetto è proprio il tempo del sogno, del magico, del non luogo e del NON-ESSERE…
Imperfetto che si contrappone alla PERFEZIONE imposta dalla società efficientista , contemporanea e…
« Ahhhhh, adesso comincia con le sue divagazioni pseudo filosofiche…Buuuuhhhh , buuuuhhhh…Vogliamo indietro i soldi del biglietto!!! ».
Suvvia calmatevi, permettete che riprenda il racconto…
Dicevamo?...ah sì…
C’era una volta….
Una bellissima fanciulla, cugina di Biancaneve imparentata con lei per sole due gocce, e dico due, di sangue dello stesso gruppo.
Gruppo 1: la prima parte del nome.
Gruppo 2:lo specchio magico.
La fanciulla infatti si chiamava BiancanAna. Era piccola di statura e un po’ tondetta e proprio per questo davvero graziosa. La sua pelle era candida e bianca, bianca come la neve o più semplicemente, bianca, bianchissima come un piatto di pasta scondita. Già perché BiancanAna poteva magiare solo quello o al massimo una mela, come la sua degna cugina alla lontana.
Lo specchio magico che tanti guai aveva causato alla sua, ormai decrepita cugina Biancaneve, si pensava fosse stato distrutto da quel cacciatore che avendo avuto pietà della giovane le aveva risparmiato la vita facendola fuggire nel bosco. In realtà il cacciatore, quando la strega morì, ricevette dal principe l’ordine di sbarazzarsi dello specchio per evitare che in futuro altre donne vanitose potessero cadere nella trappola. Così affacciatosi alla finestra della Torre più alta del castello lo lanciò di fuori come oggetto non desiderato. Un povero mercante che passava lo vide volare e cadere, ma non rompersi perché il colpo fu attutito dalla morbida erba verde pisello ( era lo stesso campo in cui in altri tempi e in altri spazi fu raccolto il famoso pisello messo sotto quella pila di materassi per la dolce e fragile Principessa sul pisello…la ricordate vero?). Il mercante si avvicinò, lo raccolse e lo portò al mercato. Fin qui si hanno notizie certe dello specchio. Con il passare del tempo, degli anni, dei secoli dei secoli, Amen! Lo specchio girò per molte e molte mani fino a quando non giunse in quelle di una nuova figura malvagia pari a quella della vecchia strega.
Non si trattava di una donna questa volta, ma di un signore moderno dei giorni nostri. Un uomo panciuto, con il fiuto per gli affari, con la fissa dei soldi, con il sigaro sempre tra le labbra e il rolex d’oro al polso. Un omone tanto avido quanto la grandezza della circonferenza dei suoi pantaloni: enormi, giganteschi. Un ingordo che aveva ben capito, grazie anche al potere magico dello specchio, che l’infelicità degli esseri umani paga, che il pianto e la disperazione rende e che fino a quando ci saranno persone infelici i suoi affari sarebbero andati a gonfie vele.
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Chi non ricorda la conclusione della storia di Biancaneve? …certo la ragazza ne passò di guai, ma tutto è bene quel che finisce bene…
Il principe quando la vide in quella bara di cristallo non rimase certamente insensibile di fronte a così tanta bellezza e desiderò portarla nel suo castello nonostante si trattasse di una “morta”…(ehm vabbè di perversioni ce ne sono tante in questo mondo!) . Così ordinò ai servitori di trasferire la donzella con la sua bara di cristallo; i nanetti dal canto loro si erano un po’ stufati di star lì nel bosco a far la guardia a un corpo che, parliamoci chiaramente, prima o poi avrebbe ceduto alla decomposizione organica, inoltre si avvicinava il freddo inverno e certamente non erano intenzionati a vegliarla con la neve attorno rischiando l’assideramento…
Senza contare che il principe si era davvero innamorato, nonostante non ci fosse possibilità di vivere in concretezza quel suo amore…Biancaneve era morta! Tutti i giorni si recava nel bosco e posata la rosa la guardava per ore intere; i nanetti impietositi da tanto ardore acconsentirono a questo nuovo cambio: Biancaneve avrebbe potuto trovare una nuova dimora eterna nel castello del principe. Finalmente giunse il giorno del trasferimento. Ma, ahimè, di servitori distratti ne son pieni tutti i regni del mondo senza eccezione per il nostro. Primitivo,uno dei servitori, il più maldestro, dopo la notte brava trascorsa nelle cantine del regno, quella mattina si recò al lavoro che era ancora un po’ alticcio. Camminava barcollando avvicinatosi alla bara inciampò, non vedendo la radice di un grande albero, e cadendoci sopra la spinse giù per il fianco della collina…
Rotola, rotola, rotola la bara si distrugge in mille pezzi e Biancaneve sputa fuori il torsolo di mela avvelenata rimasto incastrato nella sua ugola d’oro!!!
Un risveglio fatto tutto di baci e abbracci! E il principe e Biancaneve si unirono in matrimonio vivendo felici e contenti;la strega, invece, durante la festa di matrimonio fu costretta a indossare delle scarpe di ferro preparate sulla brace, immaginate le urla di dolore, poveri piedini ustionati…insomma il dolore era talmente insopportabile che la strega saltellava a più non posso al ritmo di una danza sfrenata…(sarà nata così la pizzica tarantata?)ore e ore di ballo sfinirono la povera, vecchia e malvagia strega che cadde per terra morta dalla fatica!
E lo specchio magico? Che fine fece??? Ecco dello specchio si è persa ogni traccia ….almeno fino ad oggi!!!
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