Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni.
Il libro è acquistabile su internet nel sito dell'editore cliccando sull'immagine della copertina oppure ordinandolo tramite una qualsiasi libreria d'Italia dando i seguenti riferimenti:
Titolo del libro : Pensieri Volontari
Autore: Paolo Simoncini
Codice ISBN: 978-88-6223-106-0
Editore: The Boopen Editore
Costo: € 10,0
Descrizione
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij
Amo tutti quelli che dicono mi dispiace...
amo tutti quelli che cantano sotto la doccia...
amo tutti quelli che sanno godere delle piccole cose...
amo tutti quelli che sanno che basta poco per essere felici...
amo tutti quelli che conoscono il gioco di PollyAnna...
amo tutti quelli che non si sentono mai arrivati...
amo tutti quelli che sono disposti a buttare tutto nel cesso e a ricominciare ogni giorno...
amo tutti quelli che sanno ridere anche quando ci sarebbe da piangere
e
amo tutti quelli che sanno piangere quando ci sarebbe da ridere...
amo tutti quelli che si commuovono davanti ai tramonti perchè spesso sono preludi di nuove "albe" tutte da vivere...
amo tutti quelli che non hanno paura di amare.
Odio
La falsità , l'arroganza, i saccenti, i menzonieri, chi è violento con i deboli e gli indifesi, le ingiustizie...
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7.03.2001
Ho voglia di scrivere di te, senza sapere perché …
Del mio lavoro con te che mi preoccupa e mi fa sentire inadatta e della mia paura di confrontarmi con alcuni “mondi”. Il tuo spesso così lontano dal nostro. Il tuo mondo dove permetti a pochi di entrarci davvero. Quando ti ho visto per la prima volta ho avuto paura, mi hai fatto paura. E pensare che sei solo un bambino, io invece sono adulta: Un grande che ha paura di un piccolo. La notte non ho chiuso occhio, ho pensato di mollarti con una scusa … ho pensato di fuggire.
Poi invece tu mi hai preso la mano e mi hai sorriso invitandomi a salire sulla tua barca. Penso che nulla nella vita accada per caso, penso che il nostro incontro sia stato voluto dal “vento” che ci ha fatto incontrare.
Con te sono costantemente in discussione, con te devo imparare a fare i conti con i miei limiti: la pazienza.
Io che sono incostante per natura, io che mi snervo per niente, io che voglio camminare veloce e spesso in questo procedere a passi sostenuti mi perdo gli spettacoli meravigliosi del sostare.
Ogni giorno mi insegni una cosa nuova. Ogni giorno imparo che ognuno di noi ha dei ritmi diversi. Ogni giorno imparo che la ricchezza di un essere umano non è data dalla somma di“sono capace a … , sono in grado di … “.Abbiamo salpato con l’obiettivo di raggiungere e consolidare quelle piccole e offuscate conoscenze che possiedi : ti piace scrivere in italiano e mi fai sorridere quando lo ribadisci con forza.
Italiano : stampato maiuscolo!
Il corsivo lo detesti, forse perché le letterine giocano a nascondino nella tua testa e non riesci a fare tana!
Così per aiutarti ti ho detto che la b è come una l, ma ha una manina che ti saluta ogni volta che la scrivi e ti dice : - CIAO,CIAO. La d è come la a ma ha una gambetta alta e slanciata che va in alto!, e la q invece in basso … e tu mi hai urlato : FIGOOOO!!!!
Poco meno di un mese, un mese fatto di pomeriggi assieme tra penne, fogli, schede, colori e i tuoi sorrisi e i tuoi occhi che vogliono riscattarsi.
Mi hai insegnato che ci sono parole che diciamo senza pensare, che vengono fuori per abitudine, ma che possono ferire e far male.
Scemo, scema, non l’ho mai detto a te! Lo dico a me, e tu ti arrabbi e diventi triste quando la senti. E penso che te l’abbiano detta tante volte, ma così tante volte che quella parola ti ha un po’ tagliuzzato il cuore. Non permetti a nessuno di abbracciarti, ma ieri quando mi hai fatto lo scherzetto, alla fine hai voluto quel contatto.
Avevo paura di te, quando ti ho visto per la prima volta, adesso invece …
Ogni volta che il cuore le sembrava rallentare i battiti arrendendosi alla battaglia del vivere,Gaia sintonizzava il suo iPod e correva lì dove finisce la strada.Ci sono posti che da sempre ci fanno sentire a casa. Uno stradone distante circa 2 km dal centro del paese, isolato, con poche abitazioni che davano sul mare e che ricominciavano a vivere solo a primavera quando i villeggianti tornavano per godere della stagione estiva.
-Chi ama il mare, lo ama soprattutto d’inverno-, pensava, mentre correva su quel rettilineo che sembrava non dovesse mai finire.Il mare e il vento l’ accompagnavano fino al punto in cui terminava la strada asfaltata,da lì in poi restava sola con i suoi pensieri che ben si arredavano a ciò che la circondava. Arbusti, cespugli e scogli a picco sul mare che ogni tanto parevano addolcirsi quando nelle insenature delle rocce la sabbia formava piccole cale morbide. Gli scogli alti e irti erano delimitati da un muro fatto di mattoni, più o meno consumati dal tempo. Un muro diroccato che però ancora aveva la forza di reggere, di proteggere dal vento, dalle alte onde che il maestrale lanciava con forza fin sopra gli scogli.Il cuore pesante pareva non sopportare quei fardelli che la ragazza gli consegnava, a quel punto il muro assumeva il ruolo di diario dell’anima.
NESSUNA NOTTE E’ COSI’ BUIA DA IMPEDIRE AL SOLE DI RISORGERE
La scritta in nero spiccava su quei mattoni martoriati dalle intemperie del loro vivere senza arrendersi e riprendendo la corsa.Ogni volta che Gaia giungeva in quel luogo, trovava su quel muro le risposte che cercava; semplici frasi che le facevano compagnia, che davano lo start, il via a quello strumento “medico”, il defibrillatore, che ogni volta evitava l’infarto.
Ogni volta che il cuore gli sembrava rallentare i battiti arrendendosi alla battaglia del vivere, Marco sintonizzava il suo iPod e correva lì dove finisce la strada.Ci sono posti che da sempre ci fanno sentire a casa.Il muro diroccato, il diario dell’anima, che con quei suoi messaggi gli teneva compagnia quando non ce la faceva più. Era il suo nascondiglio quello! Era il suo porto. Il muro dei poeti, perché pensava ci fosse un poeta che scriveva per lui, solo per lui, quando aveva bisogno di quelle parole per continuare a correre.
I luoghi virtuali dai contorni sfumati ,a volte, con un pizzico di fortuna diventanofamiliari.
fantasia972: -ciao, disturbo?
Ilmurodeipoeti:- niente affatto!
fantasia972:- il tuo nick mi ha incuriosita e ho pensato di cliccare!
Ilmurodeipoeti:-ne sono lusingato.
fantasia972:-quale è il muro dei poeti?
Ilmurodeipoeti:- è un posto che ho chiamato io così … si trova a Torre a Mare.
fantasia972:- ma daiiii!!!
Gaiasi appoggiò con la spalla sul muro , Marco era al suo fianco, mentre il vento di maestrale soffiava con forza alzando l’acqua del mare che solleticava la pelle dei loro volti.Il sole tramontava velocemente colorando il mare di tinte accese e calde. Marco le sorrise, prese la mano di Gaia, poi conun pennarello scrisse i loro nomi sul muro dei poeti.
In questi ultimi mesi ho ricevuto diversi premi da altri blogger miei amici, ho sempre ringraziato e mi sono sempre sentita molto onorata della nomina ricevuta ... ma non ho mai evidenziato i premi ricevuti perchè non mi andava di metterli in mostra come trofei ... perchè si riferivano a questo luogo, casa-virtuale in cui mi diverto a giocare con le parole, in cui scarico le mie emozioni, il mio vivere ...nel modo che mi è più congeniale, senza neanche troppo impegno.
Qualche giorno fa, ho scoperto di aver ricevuto un nuovo premio .... ecco questo, a differenza degli altri, lo voglio mettere in evidenza, perchè non ha regole precise da seguire e soprattutto perchè qui viene premiato qualcosa di Grande:
Io a mia volta non nominerò nessuno, il premio lo dedico a tutti coloro che credono nell'amicizia, a tutti coloro che vorranno essermi amici.
"...E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora."
da il Profeta, Kalhil Gibran.
Molte volte si parte in quarta, almeno io lo faccio, presa dall’entusiasmo.
In quel momento penso di poter fare tutto, smontare ogni cosa e poi ricomporre l’intero Universo.
Poi, dal pensiero, passo all’azione e provo un grande senso di inadeguatezza.
Questo mi è successo, una volta di più, promettendo a Barbara la recensione del suo libro“Straniera a se stessa”.
L’ho letto e il caso ha voluto che lo leggessi in un momento particolare e in un luogo dove si sta in attesa. Ero sola e ho potuto dare libero sfogo ai momenti di commozione che ho provato, i muri non mi avrebbero di certo tradita!
E così mi sono immersa completamente nel personaggio del libro che è raccontato in terza persona.
E’ l’autrice che ci parla di Gaia e della storia attraverso la quale una bambina si perde, una adolescente si rifiuta e una donna si accetta.
Gaia è l’antitesi del suo nome fin quando, attraverso un lento processo di autocoscienza e momenti traumatici, riesce a decidere di dare una svolta vera alla sua vita.
Ben sapendo che le svolte sono curve lunghissime, mai a gomito, e che la guerra è fatta di tante battaglie e che occorre essere preparati a perderne alcune.
Gaia non è sola quando decide di non voler più essere sola
Gaia rinasce quando decide di esternarsi al mondo
Gaia comprende che ogni parola non detta, ogni verità taciuta, ogni strada abbandonata, costituiscono la morte dell’anima.
Il problema centrale, di cui l’autrice tratta anche alcuni aspetti “scientifici” è l’anoressia.
Rifiuto del cibo che diventa anche bulimia, il suo opposto.
Ed è chiaro, anche al lettore meno informato, che in mancanza di equilibrio interiore, ogni opposto può avere campo libero, ogni contraddizione può esplodere.
Ero una lettrice poco informata fino a poco tempo fa.
Mi fermavo a quello che dicono i mass media, mi arenavo alla anoressia di chi vuole fare la modella per seguire gli schemi del culto edonistico.
Leggendo si comprende che non è così o almeno non è solo così.
Non sapevo che fosse possibile trasfigurare la propria immagine fino al punto di sentirsi grassa anche se scheletrica o vedersi esile anche se culturista ; qualcUno me lo raccontato di recente.
E soprattutto mi sentivo estranea e questo mondo, pensavo che nessuno dei meccanismi descritti mi riguardasse.
Invece leggendo questo libro si scopre come sia potenzialmente possibile che ci riguardi tutti e che è sottile, molto sottile, l’argine che ci separa da queste patologie.
Alla fine mi sono riconosciuta perché anche io posso andare avanti per due giorni interi senza mangiare e l’ho fatto spesso, salvo sentirmi male al primo cibo successivamente ingoiato.
Anche io, anni fà, ho rifiutato il cibo, il sonno e tutto il resto.
Perdere dieci chili in un mese non è uno scherzo.
E la soluzione è stata simile a quella che nel libro ha trovato Gaia.
Questo Barbara non lo sa, lo sta scoprendo adesso.
Una soluzione non certo definitiva ma certamente una presa di coscienza di quale sia la strada da percorrere.
Non ho raccontato la storia di Gaia, né espresso critiche di genere letterario sul libro.
La storia è forse simile ad altre storie e non è la tecnica narrativa che mi ha presa nella lettura.
In più sono convinta che l’autrice stessa non ha voluto scrivere una cosa perfetta perché :
“ Sì, non sono perfetta e questo è meraviglioso!” dice Gaia.
Ho però capito quanto sia stato importante per Barbara scrivere questo libro.
Lascio i perché e le soluzioni ai suoi futuri lettori