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Oggi, quando ti ho visto, il cuore ha avuto un sussulto. Mi ero ormai rassegnato all'idea di restare solo per il resto dei miei anni. Il tempo che scorre, spesso è un ladro che ci rapisce e ci porta via, lontano. Molte volte mi sono chiesto che fine avessi fatto. Mi chiedevo come gli anni ti avessero cambiato, come i tuoi stessi piedi fossero diventati più grandi e forti. Sapevo di essere per te, un luogo magico. Da quassù riuscivi a vedere le cose da prospettive diverse. Un legame, il nostro, di amicizia profonda consolidatosi da continue visite.
I miei occhi hanno visto e condiviso i tuoi momenti di vita.
Era davvero una festa, quando la tua mamma portava te e tua sorella fin qua sopra. Mentre le grandi lenzuola danzavano al vento e il profumo fresco del bucato riempiva non solo la tua anima, ma anche la mia. Mi piaceva poi vedervi giocare tutti e tre assieme. Che bella donna, piena d'amore, che con quel suo sorriso riempiva tutto l'enorme spazio che vi circondava; e sorridevo anch'io nel vedervi correre.
E quando, finalmente, riusciva ad acchiapparvi, poi si chinava sulle ginocchia per guardare negli occhi i suoi bambini e in quell'abbraccio il tempo si fermava. A quel punto mi sentivo quasi di troppo, come se la mia presenza potesse in qualche modo essere una indiscrezione a quel momento tutto vostro. Poi però pensavo di essere il più fortunato al mondo. Chi riesce ad essere testimone dell'amore non può non ringraziare il cielo per questo dono.
Ricordi quando mi presentasti al tuo cuginetto? Che gioia vedervi giocare insieme. Io mi sentivo orgoglioso e fiero, sapevo che vi piacevo. Vi piacevano le mie mattonelle dal colore della terra, amavate la mia altezza e il panorama che vi offrivo. Non puoi nemmeno immaginare quanto mi facevate ridere, quando con le vostre automobiline giocavate in terra. Ridevo per il troppo solletico che quelle ruote facevano sul mio essere così duro e resistente. Certo, sono sempre stato forte, ma non poteva essere diversamente. Come avrei potuto assolvere a quel compito così gravoso di protezione che fa parte della mia natura?
Un terrazzo duro, ma dal cuore tenero! Ecco cosa sono.
Con il tuo cuginetto ne avete di combinate di marachelle; il pallone e i calci e le corse, per scappare alla noia dei compiti. Poi siete cresciuti e diventati ragazzini e i pensieri e i discorsi cambiavano. Non più interessati a giocare con le macchinine, i vostri interessi erano soprattutto rivolti a quello che accadeva nei vostri cuori.
E il giorno che corresti su da me, sedendoti sul muretto mentre le lacrime scendevano sul viso senza potersi fermare e sentivo il tuo dolore e la tua rabbia nei confronti della vita, che spesso diventa così ingiusta. Tuo cugino non sarebbe più venuto qui sopra. Tuo cugino non avrebbe più giocato e parlato e confidato i suoi segreti a te...a me.
La morte lo aveva rubato.
Poi a poco a poco le tue visite sono diventate sempre più sporadiche, fino a quando non ti ho più visto.
La tua mamma ormai è anziana e non ce la fa a salire le scale per raggiungermi; forse vorrebbe ancora venire qui sopra a riconcorrervi, a giocare con i suoi figli, che per i genitori restano sempre bambini. Tu sei diventato un uomo compiuto e sei impegnato con il lavoro che ti prende tanto.
Ma oggi quando ti ho visto ho avuto vergogna di me stesso.
Il tempo ha lasciato i suoi segni anche su di me: così le mattonelle non sono più del colore della terra, non sono più lisce. I colori di prima sono spariti e adesso predomina il verde del muschio. Ho notato l'espressione di meraviglia nei tuoi occhi, sul tuo viso. Forse non ti aspettavi di trovarmi in questo stato. Inizialmente hai mosso pochi passi, poi hai iniziato a correre, come facevi da bambino. In quella corsa c'era la voglia di far tornare indietro il tempo, il desiderio di spazzare quel verde che è andato a cementarsi sui ricordi. Correvi, correvi veloce e poi sei scivolato cadendomi sopra. Ho sentito le tue mani premere su di me. Ho sentito ancora il tuo cuore e i tuoi pensieri e ho avuto una sola certezza: torneremo nuovamente a condividere la vita da queste altezze e non permetteremo mai più al muschio di crescere sui ricordi!
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