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STRANIERA A SE STESSA
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permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (58) :::: categoria : favole, racconti a puntate

Bellissimo come mi hai abbracciata, quando mi hai vista arrivare. Ti ho guardato e ancora una volta ho provato quel senso di totale smarrimento, perdendomi nei tuoi occhi. Noi due, nuovamente insieme a camminare di fianco come ai vecchi tempi. Con la stessa complicità che sempre ci ha uniti. I sorrisi scambiati e, dentro quelli, interi discorsi da mille parole. E non parole vuote. Mi basta guardarti per capire cosa stai pensando, mi basta guardarti per tuffarmi senza paura nel tuo mare sempre agitato; e sorrido, pensando al fatto che io non so nuotare, ma quando sono con te me ne frego e rischio tutto, anche di affogare. Poi siamo entrati nella rivendita di tabacchi.
Mi sono finite le sigarette- ti ho detto sorridendo,sapendo che il fatto che io fumi proprio non lo sopporti. Mentre la signora mi dava il resto, ho riconosciuto la tua voce alle mie spalle.
Io pago questi!- .
Mi sono voltata, tra le tue mani la scatola dai colori accattivanti che racchiude, nel sigillo di cellophan, la totale sicurezza di due amanti che vogliono far bene all'amore . Ho sgranato gli occhi, un po' imbarazzata e tu mi hai sorriso. Poi siamo usciti tenendoci per mano. Per strada ho cercato di scordare il tuo acquisto, come se non volessi credere che li avresti usati con me. Mi fa sempre un certo effetto pensare a noi in quel modo, insomma non ci sono abituata, per me sei sempre stato solo un grande amico, un fratello. Eppure … eppure con te l'amore l'ho fatto. Una sola volta, poi non ci siamo più nemmeno visti. Abbiamo rotto un tabù.
Sorrido e penso a quella notte; dopo essere stata con te, tornata a casa, trovai sotto il mio cuscino una tua piccola sorpresa. Oggi non saprei dire se avrei preferito trovarvici una scontata rosa rossa, ad ogni modo tu mi lasciasti la confezione di quel gioco da tavola: TABU'.
Poi per come sono andate le cose tra noi, un po' ho capito cosa volevi dirmi. Per te quel nostro stare insieme, rappresentava solo ed esclusivamente la rottura di un vecchio tabù. Sono passati due anni da quel nostro rapporto “incestuoso”; due anni di litigi, due anni di scleri, di parole pesanti e taglienti che feriscono e provocano cicatrici enormi, lacrime, pianti e infine il silenzio...
All'improvviso, poi, come se niente fosse oggi sei rispuntato. Nuovamente tra noi la stessa magia di un tempo, con l'aggiunta di una nuova complicità legata a quel tabù che, ormai, non lo considero più tale.
Per strada ho cercato di scordare il tuo acquisto, ma quando ci siamo fermati a parlare con quel tuo amico e mi hai guardata ,ho capito che mi desideravi almeno quanto io desideravo te. Lo abbiamo scaricato in malo modo, poverino, e siamo corsi a casa.
Non appena varcata la soglia mi hai baciata, proprio come quella sera. Le tue labbra, la tua saliva... quanto ti adoro!
Mi hai messa al muro, le tue mani sul mio corpo... sui seni e poi l'altra giù tra le cosce, mentre continuavi a baciarmi tutta. Ti ho sorriso e ti ho sussurrato:
- E lei?-.
- Voglio te!-.
Poi tutta quella magia, di colpo è svanita. Il suono della sveglia mi ha riportata alla mia realtà. Dovevo correre, era già tardi e fuori mi aspettava il mio nuovo amore.
Ho guardato il cuscino un po' schiacciato dal peso della mia testa, il letto vuoto e te che mi salutavi... e questa volta mi auguro per sempre.
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Camilla aprì il palmo della sua mano mostrandoglielo.
Qui è scritta la mia storia!-, disse sorridendo.
Le linee erano ben delineate, tante piccole strade che si incrociavano tra loro. Alcune erano profonde e lunghe; altre, più piccole, si incastravano a quelle principali. Aveva camminato tanto Camilla. Aveva percorso infiniti sentieri che l'avevano portata in posti lontani da quella che era la sua casa. Aveva affrontato deserti e pianure, scavalcato montagne e navigato mari. La vita è una straordinaria avventura fatta di incroci, di rettilinei a senso unico, di improvvisi cambi di marcia su corsie a strisce continue, discese e salite faticose. Era stanca Camilla e aveva solo voglia di fermarsi a riposare. Sedettero così su una panchina.
Che strano manca la linea del cuore!-, le fece notare tenendo ancora la mano nella sua.
La linea del cuore, ad una più attenta analisi, appariva lieve, quasi del tutto invisibile, come se il tempo a poco a poco la stesse cancellando. Camilla, in realtà, non aveva mai prestato attenzione a questo particolare della sua mano. La linea del cuore stava scomparendo, perchè?
Era sola Camilla, anche quando era circondata da amici. Viveva di quella solitudine che s'insinua nella tua vita, impossessandosene, diventando così l'unica proprietaria. Ritirò la sua mano chiudendola a pugno come se con quel gesto volesse salvare il salvabile, senza considerare che la chiusura della mano le avrebbe provocato una sudorazione più intensa. Rovistò nella sua borsa cercando i guanti di lana e ne indossò uno cercando di proteggere quella linea comprendola.
Le “cose” del cuore non vanno mai protette. Tutto ciò che riguarda il cuore può solo essere donato e condiviso, ma Camilla questo non lo sapeva ancora.
Perchè la tua linea del cuore si è ridotta in questo modo?-.
Camilla aveva semplicemente deciso di smettere di percorrere quella strada. Nel suo camminare aveva aveva coltivato altre vie, altre linee, facendole fiorire e germogliare, ma aveva sbarrato i sentieri del cuore. Una strada con divieto d'accesso: questo era diventata la sua linea del cuore.
Camilla aveva camminato molto, Camilla aveva affrontato deserti e luoghi aspri, Camilla aveva sofferto, Camilla si era arresa, Camilla aveva smesso di camminare lungo quel sentiero.
Era una tiepida giornata di primavera e il sole splendeva bellissimo nel cielo azzurro, ancora seduti su quella panchina il mondo sembrava avesse smesso di girare.
Le passò una penna stilografica dall'inchiostro rosso e le sorrise. Camilla la prese tra le sue dita, lo guardò e poi con un gesto coraggioso cominciò a ricalcare la linea del cuore. La mano cominciò a sanguinare e a tingersi di rosso. Strinse gli occhi Camilla, per resistere al bruciore. Il sangue coagulandosi lasciava un nuovo solco sul suo palmo, una nuova linea, una nuova strada che, questa volta, si sarebbe incrociata con un'altra.
I due palmi erano, adesso, uno di fronte all'altro. Una leggera pressione per mischiare le strade e far nascere l'amore.
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Frida Kahlo - Abrazo amoroso 1949
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Come può essere accaduto? Di certo non so spiegarlo. Non punto mai la sveglia prima di andare a letto. E' sempre lì sulla mensola, un po' impolverata. Ho dimenticato persino il suono fastidioso del suo ticchettio che si amplifica nel cuore della notte, quando tutto è tremendamente silenzioso.
Che ora è nel tuo cuore?-
Ho sentito bene? La sveglia mi ha parlato, proprio questa mattina, mentre albeggiava. Mi sono ficcata sotto le coperte, a non voler uscire da quel tepore che mi avvolge da mesi. Ho sprofondato il viso nel cuscino e ho stretto forte gli occhi sigillandoli nel sonno.
Che ora è nel tuo cuore?-
Sempre la stessa voce di prima. Le ho gridato:- lasciami in pace!-. Voglio ancora starmene qui, nel mio caldo, nel mio buio, nel mio inverno...
Che ora è nel tuo cuore?-.
Ancora, insiste... adesso capisco perchè odio la sveglia e il suo maledetto ticchettio che mi mette ansia. Anche quando parla, la sua voce è insopportabile, identica a quel tic tac tic tac che martella nella testa.
Che ora è nel tuo cuore?-
Sembra non sappia chiedermi altro. Sembra che abbia imparato solo quelle parole. Mi sono arresa alla sua insistenza e le ho risposto.
Sono nel pieno della notte. L'una in punto. E' buio e a quest'ora si dorme. Non rompere-.
Risposta sbagliata!-.
Ha imparato anche questa frase, ho pensato fra me, mentre continuavo a scivolare più giù nel letto. Non ha più parlato. Ha afferrato le coperte, facendole cadere e scoprendomi tutta.
Che ora è nel tuo cuore?-.
Me lo ha richiesto. Mi sono arresa alla sua testardaggine. Maledetta sveglia! Va bene, hai ragione...
E' mattina. C'è la luce e non sono in inverno. La sento, sento che sta per arrivare, riconosco il suo profumo...
Ma posso almeno dirti, che ho paura di questa “nuova” Primavera?
permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (77) :::: categoria : pensieri, amore, la mia vita, emozioni, messaggi in codice, chi mi capisce è bravo, cuore pesante

Per informazioni Coop. Sociale Unsolomondo
Via Dante 189 Bari – tel 0805233530
Via Pavoncelli 124 Bari – tel 0805640741
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