L' IDIOT@
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij


Il mio libro
STRANIERA A SE STESSA



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TITOLO: STRANIERA A SE STESSA
AUTORE: BARBARA ARDITO
CODICE ISBN:978-88-6281-023-4
EDITORE:Altromondo Editore
COSTO: &euro 12,00
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martedì, 28 aprile 2009


Ci sono giorni in cui le parole che continuamente abitano la mia anima, subiscono uno sfratto momentaneo. Sono i giorni in cui mi sento abbandonata e totalmente in solitudine. E' triste, per chi è abituato a vivere in una specie di “comune”, trovarsi improvvisamente solo; il silenzio si amplifica così tanto che sembra sfondare i timpani del cuore. In questi strani giorni gli occhi diventano anche un po' tristi. In questi strani giorni non mi va molto di parlare, anche perchè non trovando più le parole, non so mai cosa dire e resto in silenzio dimenticando persino il suono e il timbro della mia voce. Ci sono giorni, in cui le parole che vivono nella mia anima, decidono di trasferirsi altrove; provo a cercarle, ovunque. Alzo la coperta che cade lenta verso il pavimento a coprire i piedi del letto e ci guardo sotto, sperando che siano nascoste proprio lì . Le cerco tra i cassetti delle scrivania. Provo a scrutare negli angoli delle stanze e tra le fessure dei mattoni, giù sul pavimento, illudendomi che forse le troverò proprio nella minuscola tana che le formiche hanno costruito faticosamente. Poi mi arrendo e mi dico:- Ma che vadano al diavolo, conoscono benissimo la strada di casa. Se decidessero di tornare sapranno certamente come fare!-.

A quel punto esco e mi godo il mondo che è proprio fuori. Quello che è al di là della mia mente, o anima, chiamatela un po' come vi pare!

Il mondo fuori a volte è più bello della mia mente, perchè vi trovo il sole che gioca a nascondino con le nubi. È più bello perchè contiene tanti sorrisi di chi cammina tenendosi per mano. È più bello semplicemente perchè, seduta su una panchina di legno, ascolto te che mi parli( visto che io non posso farlo), ti guardo e sorrido, e mi sorridi anche tu; il vento interviene e mi sposta il ciuffo dei capelli che sta per cadere sugli occhi, ed io sento che in quella brezza lieve c'è uno strano calore, lo stesso della tua mano. E continuo a guardarti negli occhi, ed io, un po' mi perdo e un po' mi spavento. Ad un tratto,il mio sguardo cade sulla tua bocca che continua a muoversi mentre parli; e mi piace vederla mentre si apre e si chiude, osservare la lingua che si interpone tra i denti bianchi ad articolare le parole, e penso  a quanto tu sia fortunato in quel momento, perchè le tue parole sono lì con te, mentre le mie chissà dove sono finite. Il cuore, poi,stranamente comincia a battere un po' più forte e quando i tuoi occhi si fermano nei miei sento il viso diventare di fuoco. Ci sono giorni in cui le parole che vivono nella mia mente, decidono di scappare per sedersi su una pachina,costringendomi così ad uscire in quel mondo di fuori che a volte è davvero più bello della mia anima, perchè lì ci sei tu.



domenica, 19 aprile 2009


Alla fine del secondo conflitto mondiale, quando il sole cominciò a riaffacciarsi sul mondo, gli uomini ebbero la possibilità di vedere cosa aveva lasciato sulla terra quella follia.

Mai più”, si dissero guardandosi negli occhi. Da allora sono passati molti anni. "Impossibile pensare a un nuovo conflitto mondiale. L'uomo non può essere così stupido, da ricadere negli stessi errori! "

Il serpente strisciando sull'albero, confidava questi suoi pensieri ai suoi fedeli “alleati”. Improvvisa l'idea geniale e maligna: non sarebbe stato più necessario sganciare nuove bombe, non il fuoco che brucia e distrugge, non malattie inguaribili, nessuna pestilenza. Armi chimiche, armi nucleari, crolli, macerie, catastrofi naturali solo vecchi ricordi.

Il male non pensava più in questi termini, il male si sarebbe insinuato sulla terra in altro modo.


ANNO 2009



L'uomo è nuovamente caduto nel tranello. L'uomo è stato nuovamente ingannato. L'uomo ha nuovamente ceduto alla tentazione del serpente.

Nessuna nazione, sulla terra, ha dichiato guerra al suo paese vicino. Nessuno ha sollevato la spada. Sulle strade non scorre il sangue. E i campi non vengono irrorati di acqua rossa. Nessun boato di tuono, nessun rombo riecheggia nel cielo. Non ci sono missili e non sono state sganciate bombe. Tutto appare perfettamente normale. Tutto sembra identico a ieri. Non ci sono macerie, non ci sono polveri che salendo al cielo ne cambiano il colore.

Eppure la stima dei morti è altissima. Eppure ho sentito che è scoppiata la terza guerra mondiale.

Il serpente questa volta ha agito in altro modo: il male ha pensato di insinuarsi nel mondo in maniera differente.

Tutto appare normale: l'uomo corre senza sosta, deve accumulare denaro. Non ha tempo. Deve andare, deve lavorare, deve avere. Far carriera, possedere, possedere, possedere. Sguardi sfuggenti, sguardi diffidenti. Non ha tempo. Non può fermarsi, non può ascoltare, non può perdere ilsuo tempo. Il coprifuoco: corri è tardi!!!

La guerra imperversa e semina morte e distruzione; questa volta però il male si è insinuato nel mondo in maniera differente.

Si combatte in sede privata. Le battaglie avvengono alla luce di lampade artificiali a basso consumo energetico, in comodi salotti, su poltrone mordibe. Si combatte in sede privata:non ci sono paesi contro paesi, stati contro stati. L'uomo ha assediato la sua anima. L'uomo ha dichiarato guerra al suo cuore.

Il cielo nuovamente si è oscurato, il sole ha deciso di nascondersi non potendo sopportare ancora questo nuovo dolore; la luna ha rinunciato ad illuminare la notte e le stelle l'hanno imitata. Gli alberi e le loro chiome hanno smesso di danzare al vento; il mare è silenzioso e cupo, la sua tristezza la si percipisce nel colore livido, i fiori non vestono più con i loro abiti brillanti i prati e le colline si trasformano in deserti.

La Natura si è piegata. China il capo per impedire ai suoi occhi di guardarlo ancora in viso. I due sguardi, quello della Madre e del Figlio, non devono incrociarsi. Il dolore che prova in questo momento la madre,è lacerante: ha vergogna di suo figlio.

L'uomo ha rinnegato l'unica legge che la Madre gli ha chiesto di osservare: l'amore.

L'uomo è nel mondo, ma non ne fa più parte. L'uomo si è allontanato dal magico girotondo.

L'uomo ha assediato la sua anima. L'uomo ha dichiarato guerra al suo cuore.

L'uomo ha paura dell'amore, l'uomo ha paura d'amare!

E' scoppiata la terza guerra mondiale.

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lunedì, 13 aprile 2009


Non avevo voglia, quella sera di andare a quel concerto. Ero nel pieno del mio male di vivere, mi costava una fatica enorme prepararmi, mettermi in auto con gli amici, fare quei chilometri per raggiungere la piazza in cui si sarebbero esibiti. Non ho mai capito perchè poi improvvisamente decisi per un “Ok, ci vengo!”.

Forse l'insistenza di tutti loro, i miei amici, giocò un ruolo importante; non avevo nemmeno voglia di sentirmi ripetere le solite paternali. Pensai che tanto si sarebbe mosso solo il mio corpo, l'anima, la mia anima invece, sarebbe rimasta in quel maledetto cesso ad attendere il mio ritorno; avrei compiuto, per l'ennesima volta, quel mio personalissimo sacro rito che sospendeva il mio vivere, che lo interrompeva con quelle due dita ficcate in gola. Non avrei certamente sprecato molte “energie” durante quel concerto; non costa un granchè indossare una maschera che copre quello che davvero siamo, ed io, di maschere, ne avevo tantissime. Avevo preparato un piano per mostrarmi “normale” ai loro occhi. Non volevo insospettire nessuno con i miei continui no.

No a tutto quello che si muove, no a tutto ciò che è intriso di vita.

Un falso Sì, era la soluzione migliore. Un Sì mascherato.

Arrivammo presto, molto prima delle 21.00, orario d'inizio del concerto; questo ci permise di scegliere i posti migliori. Eravamo sotto il palco. Da quella postazione centrale e perfetta saremmo riusciti a vedere benissimo gli artisti ,che di lì a poco, si sarebbero esibiti. La piazza a poco a poco, cominciò a riempirsi. Tantissime persone, tanti volti giovani continuavano ad arrivare. Quanti occhi, quella sera, incrociarono i miei. Sentivo nell'aria una strana energia, come se minuscole particelle si muovessero velocemente spostando l'aria. Io non avrei nemmeno voluto respirare, provai a tenere il respiro, come se volessi giocare, ancora una volta, con la vita. Una specie di sfida la mia. Un braccio di ferro tra me e lei. Le luci del palco si accesero e il fumo multicolore invase ogni cosa. L'applauso e le urla di coloro che mi circondavano mi confermarono che era iniziato. Poi partì la musica, le luci si accesero completamente e dal fumo vidi figure di uomini che ballavano, al centro il cantante. Tutto accadde in un lasso di tempo infinitamente grande e piccolo; da quel momento ho imparato che i “miracoli” appartengono a una realtà che non conosce misurazioni spazio temporali.

Mi parve che il cantante, fissandomi negli occhi, mi dicesse muovendo solo le labbra, in una lingua che solo io potevo comprendere, che quello che di lì a breve avrebbe cantato fosse per me, solo per me.

I suoi occhi, non credo potrò mai dimenticarli. Avevano una luce che mai ho visto in nessun uomo. Quegli occhi mi entrarono dentro, nel cuore, e riuscirono ad illuminarlo.

Le note della canzone cominciarono a prendere consistenza e ritmo.

Che cosa c'è?”.

La sua voce mi poneva delle domande a cui non sapevo rispondere.

Smarrimento da rimpire al market delle vanità!”.

E ancora la sua voce mi dava le risposte che cercavo. La mia fortezza era assediata. Sentivo che sarebbe crollata di lì a poco. Le fondamenta del mio male di vivere cominciavano a cedere, piedi di tenera argilla, sarebbe bastata una picconata per distruggerlo.

Dagli l'anima che hai... dagli il cuore che tu sei... dagli l'anima che hai … dagli il cuore che tu sei...

dagli grinta, dagli amore e respirerà.

Cominiciai a piangere di un pianto che sapeva di nuova vita, senza alcun controllo. I suoi occhi erano fissi nei miei e mi sorrideva, mentre continuava a cantare, mentre la sua voce illuminava la mia anima accendendo ogni interruttore che io avevo spento.

Dagli l'anima che hai... dagli il cuore che tu sei... dagli l'anima che hai... dagli il cuore che tu sei...

Quelle parole erano diventate una supplica, una preghiera i cui effetti avrebbero avuto i colori di un miracolo.

Cominciai a capire il perchè di quella scelta. Cominciai a capire perchè ero lì, nonostante le mie resistenze, nonostante avessi lasciato la mia anima nel cesso di casa. La musica continuava a battere nel cuore, le mie lacrime, i miei e i suoi occhi uniti in uno spazio solo nostro.

E in questo spazio senza preavviso giunse Lei: la mia anima.

Io, io la voglio guardare dritto negli occhi la vita che ho. Io, io ci voglio provare a spaccare la scorza che dice di no.

Cantai con quanta più voce avessi in corpo. Se qualcuno mi chiedesse, ma si può guarire dai dca? Io non esiterei a rispondere di sì, ma che i miracoli si realizzano nella misura in cui noi impariamo a collaborare alla realizzazione dello stesso.

IO, IO LA VOGLIO GUARDARE DRITTO NEGLI OCCHI LA VITA CHE HO. IO, IO CI VOGLIO PROVARE A SPACCARE LA SCORZA CHE DICE DI NO.

 

N.B. Le frasi in rosso sono parti della canzone Dagli un'anima del gruppo internazionale del Gen Rosso. Il racconto è in buona parte autobiografico.


sabato, 11 aprile 2009
C'è bisogno di silenzio...
C'è bisogno di ascoltare

c’è bisogno di un motore che sia in grado di volare
C'è bisogno di sentire ...
 
c'è bisogno di capire.

c’è bisogno di una mano per poter ricominciare
C'è bisogno di domani ...
C'è bisogno di futuro.

C’è bisogno di un amore vero
c’è bisogno di un amore grande

C’è bisogno di memoria, c’è bisogno di pensare
c’è bisogno di coraggio, c’è bisogno di sognare.


 
Abbiamo visto cose nuove
abbiamo fatto tanta strada
ma il mondo che verrà domani
resta un’impresa da titani
siamo tutti adesso importanti
siamo tutti un po’ più attori
in questi grandi lavori in corso.


"LAVORI IN CORSO" GEN ROSSO
 




Auguri a voi tutti!!!
Che vinca la Vita, sempre!

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Ci sono

martedì, 07 aprile 2009
n1359266301_337159_3885140
Ogni SMS inviato contribuira' con 1 euro, che sara' interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza. 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero 48580. Il Dipartimento della Protezione Civile fornira' tutte le indicazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti.

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