L' IDIOT@
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij


Il mio libro
STRANIERA A SE STESSA



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TITOLO: STRANIERA A SE STESSA
AUTORE: BARBARA ARDITO
CODICE ISBN:978-88-6281-023-4
EDITORE:Altromondo Editore
COSTO: &euro 12,00
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giovedì, 29 ottobre 2009

Tralicci alti come antenne attente, captano desideri e progetti. I nostri pensieri non sono nascosti, viaggiano nei cavi elettrici provocando in essi spasimi di euforia: spietata, crudele, sanguinaria.
Congiunture maledette che si danno appuntamento lassù, in alto: una giornata di sole inaspettato nel cuore dell'inverno, un pomeriggio sgombro dalla noia dei compiti e pochi piatti da lavare, dopo il pranzo.  Eccolo il gioco perfetto!
- Li ho visti... sono appena usciti di casa, -  sussurra malignamente la voce lì in alto.
- Sì, li ho visti anch'io... sono in sei! Quattro bambini e due mamme. Oggi ci divertiamo, – gli risponde quell'altro dalla parte opposta.
Si passeggia lentamente, per raggiungere la parte lontana del paese; lì dove ancora riescono a vivere gli alberi, lì dove il cemento non ha ancora messo radici. La strada è trafficata, bisogna fare attenzione prima di poter correre liberi nel verde dei prati. Le mani tengono strette quelle dei piccoli. Guardare a destra, poi a sinistra.
- Adesso. Questo è il momento per attraversare... corriamo! -
Una risata maligna li distrae dalla corsa assieme all'eco che proviene dall'alto:
- Adesso! E' questo il momento per … GIOCARE! -
Un tir viaggia lontano, ma corre e si avvicina veloce, sempre più veloce. Il cavo elettrico si china un po', poi scende quasi fino a toccare la terra, oscilla  cullandosi come  un'altalena e ride mentre canticchia la canzoncina.
- Eccolo! -  urla.
Il tir trancia il cavo che comincia la sua danza nell'aria: salta, gira, s'intreccia, taglia... la carne, i corpi. L'asfalto si colora di rosso.
- Congiunture perfette, amico – gli dice ammiccando.

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sabato, 24 ottobre 2009
Mi domandavo che fine avessero fatto gli artisti, abbiamo bisogno del loro "genio", delle loro parole di denuncia e di speranza... da sempre è stato così!!!
Stamattina una bella notizia letta qui (clicca).
E intanto posto le parole della canzone in anteprima...



INNERES AUGE

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

Battiato

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mercoledì, 14 ottobre 2009


Ogni volta che ci incontravamo nel mio studio per le sedute, leggevo nei tuoi occhi terrore e repulsione … eppure mia madre mi ha sempre detto che sono bellissimo. Ciononostante ho continuato a credere e sperare che un giorno avresti cambiato parere. Certo che avrei dovuto parlarne a qualcuno del mio controtransfert, ma sognavo che il mio corpo tozzo e nero avrebbe assunto, per la tua vista, un'armonizzazione differente. Immaginavo che accarezzare la peluria che ricopre le mie zampe avrebbe potuto solleticare piacevolmente le tue piccole mani, addirittura immaginavo che il mio muovermi a scatti veloci non ti avrebbe più destabilizzata psichicamente, benché quella immagine terribile provocava incosciamente la perdita di controllo che rende perfetta la tua vita … ma così non è stato! Volevo solo starti vicino. Volevo solo sentire il calore della tua pelle. Ho approfittato dell'oscurità della notte, tu dormivi ed eri bellissima: la tua pelle chiara nella penombra illuminava il buio della stanza e non ho saputo resisterti. Mi sono arrampicato lungo le coperte che scendevano sul pavimento e ho raggiunto la tua mano. L'ho baciata piano, dolcemente; ho riaperto gli occhi e ho proseguito il mio “viaggio” risalendo su per il tuo braccio fino a raggiungere i seni morbidi e profumati. Lì ti ho respirata tutta, il tuo odore, poi sono salito sul capezzolo turgido, rigido, l'ho baciato, leccato, succhiato, morso e sono riuscito a penetrarti. Volevo solo vivere con te... in te... dentro di te. Sotto la tua pelle un bozzolo ha cominciato a crescere a poco a poco. Gli altri medici ti hanno detto che è un tumore e va tolto chirurgicamente. Non permetterò che rovinino tutto. Presto diverrai mamma e vedrai uscire tanti piccoli scarafaggi e anche tu, come mia madre, gli dirai : - Siete bellissimi!

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (65) :::: categoria : racconti

venerdì, 09 ottobre 2009


Monica Marghetti mi ha intervistata...

QUI PER LEGGERE

GRAZIE MONICA MIA CARISSIMA AMICA!



permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (29) :::: categoria : donne, blog, amici, la mia vita, che bello, un pò di me

sabato, 03 ottobre 2009

Sei venuto insperato al mio desiderio,

hai stupito e scosso l'immaginazione dentro il mio animo.

Tremo, e nel profondo il mio cuore è sconvolto dall'assillo,

il respiro soffocato dall' onde d'amore.

Salvami tu da questo naufragio in terraferma, ti prego,

salvami, e accoglimi dentro il tuo porto.”

Macedonio, poeta greco,VI sec. d. C.


 


Ho sempre amato guardare le stelle. La magia che custodiscono nella loro luce sospesa nel buio della notte, è mistero. Ho sempre creduto che esse conoscano ogni nostro pensiero più nascosto. Io ne ho occultato solo uno, il più importante fra tutti. Un giorno in giardino, l'ho seppellito preparandogli un funerale anticipato. Ho scavato una fossa abbastanza profonda, perché profondo era il suo corpo. L'ho adagiato su un sudario bianco e l'ho deposto nella buca, sotto un grande albero. Nei giorni seguenti la sepoltura, mi recavo sulla sua tomba per rendere omaggio al desiderio condannato a morte. Non c'era nessuna lapide a ricordare, per chi passasse per caso, che proprio lì la terra custodiva le spoglie di Desideriouccisoprematuramente. Non era necessario, che altri vedessero ciò che restava del mio unico desiderio importante. Non volevo che persone del tutto estranee portassero un fiore, un semplice fiore, a quel corpo ormai mangiato dai vermi. Intanto la mia vita scorreva tranquilla, senza nessun sconvolgimento di sorta. Senza che io potessi provare nel mio intimo alcuna gioia, alcun dolore. E i giorni si rincorrevano, così come gli anni, senza affanno … lentamente.

Una sera, mi sono recata alla tomba, era da tanto che non andavo a far visita a Desideriouccisoprematuramente. Mi sono seduta sotto l'albero, ho posato una piccola margherita sulla collinetta di terra e ho alzato lo sguardo al cielo buio e le ho viste: le stelle.

Una in particolare mi ha sorriso, ma con un sorriso triste e per la prima volta in tutta la mia vita ho provato rimorso per quel funerale anticipato che anni prima avevo celebrato nella solitudine del mio dolore, nel tormento del mio cuore ferito e incapace di credere ancora a quell'unico desiderio importante.

Ho cominciato a piangere, e quelle lacrime sembravano pioggia che irriga un terreno ormai arido e incapace di dar frutti. Poi improvvisamente ho sentito l'esigenza di riesumare quel vecchio corpo da quella sua tomba. Ho iniziato a scavare con le mani, sempre più veloce e affamata di vita. Ho tirato su il sudario non più bianco, l'ho aperto e con sorpresa ho trovato il corpo di Desideriouccisoprematuramente ancora intatto.

E se fosse ancora vivo? E se bastasse un “libera” di un defibrillatore per poterlo nuovamente riavere?

Poi una voce, bellissima, calda, familiare alle mie spalle mi ha domandato:

  • Qual è il tuo desiderio più grande?

Mi sono girata e questa volta non ho esitato a rispondere.

  • Il suo nome è Amore, ma è , ormai, Desideriouccisoprematuramente.

L'uomo mi ha sorriso, ha preso dalle mie mani il corpo senza vita di Desideriouccisoprematuramente, lo ha baciato con delicatezza facendolo rinascere.

 





p.s. Dottò Grazie!

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