L' IDIOT@
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij


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STRANIERA A SE STESSA



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TITOLO: STRANIERA A SE STESSA
AUTORE: BARBARA ARDITO
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EDITORE:Altromondo Editore
COSTO: &euro 12,00
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venerdì, 09 ottobre 2009


Monica Marghetti mi ha intervistata...

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GRAZIE MONICA MIA CARISSIMA AMICA!



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sabato, 12 settembre 2009


-Come nascono le tue favole, nonna?

Sorrisi ai suoi occhioni curiosi e una lacrima cadde giù, ma era talmente titubante che la mia piccola nipotina non ci fece caso.

  • Le favole, bambina mia, nascono quando vogliamo trasformare una piccola lacrima timida in un prezioso cristallo! E' il cammino della lacrima per diventare caleidoscopio, dove immagini multicolori prendono vita per riscaldare il cuore.

     

C'era una volta,

una donna che desiderava amare ed essere amata. Dopo tanto dolore, finalmente in una serata di fine estate, nonostante il vento forte del maestrale, il mare arrabbiato e la salsedine,il suo cuore trovò un posto in cui riposare sereno; e furono baci e carezze al chiarore della Luna che dall'alto del cielo sorrideva ai due innamorati.

La musica del vento cullava nella notte i corpi dei giovani amanti che sognavano e giocavano con tutto ciò che li circondava. All'improvviso la donna disse:- Guarda, mio bene, sulla luna c'è un coniglietto che lavora in cucina. Pesta erbe nel suo piccolo mortaio di legno!

  • Tesoro, io non lo vedo, rispose l'uomo e la trascinò verso di sé per distrarla da quello che il suo animo razionale e freddo aveva definito come una semplice pareidolia.

Accade che qualche giorno più in là, la giovane donna si ritrovò nuovamente sola; ancora una volta qualcuno si era preso gioco del suo cuore e pianse, pianse per molte notti fino a quando, una sera, non potendone più delle lacrime decise di andar a trovare la luna, che da sempre era stata la sua amica del cuore. Così si mise comoda comoda, sdraiandosi su un lettino da mare e la salutò.

La luna sembrò non risponderle e divenne sempre più triste.

  • Perché piangi?, domandò d'improvviso una voce.

Aprì gli occhi e cominciò a strofinarsi le palpebre, come a voler asciugare gli occhi dalle lacrime che non le permettevano di guardare bene.

  • Ciao, sei tu!, disse rivolgendosi al coniglio che qualche sera prima aveva visto sulla luna.

  • Sì e non sono una pareidolia come ti ha detto quel tizio. Sono il Coniglio lunare se vuoi ti racconto la mia storia.

La donna, sorrise e fece cenno di sì con il capo.


Era un giorno di primavera quando l'incontrai. Correvo spensierato nei prati con i miei amici: una scimmia e una volpe. Ci divertivamo molto assieme. Tra l'erba e i fiori, d'improvviso, scorgemmo un mendicante senza più forze.

  • Ho fame, ci disse.

Subito allora i miei amici si misero all'opera. La scimmia si arrampicò sugli alberi per donargli i frutti raccolti, la volpe riuscì a cacciare un uccello. Io, invece, nonostante gli sforzi non riuscii a trovare nulla da poter donare a quel povero mendicante. Così quando giunse la sera, chiesi ai miei amici di aiutarmi a trovare arbusti per preparare un bel fuocherello. Quando fu pronto, non esitai. Fu un pensiero veloce, di quelli che si concretizzano immediatamente. Sorrisi e, rivolgendomi al mendicante,dissi:

  • Per te!, e mi gettai tra le fiamme offrendo così la mia stessa carne.

Quel gesto commosse il mendicante che a quel punto rivelò la sua natura: era una divinità, era la Luna stessa, che scesa sulla terra per vedere da vicino questo meraviglioso posto si era mascherata da viandante. La Luna, prese il mio corpo senza vita, lo baciò e lo portò con sé, imprimendone l'immagine sulla superficie della Luna stessa, perché tutti potessero ricordarsi di me e del mio sacrificio.”

L'altra sera ti ho vista e sentita. Mi hai riconosciuto e hai notato anche il mio mortaio. Pesto erbe, per farne infusi di vita eterna.

Eccolo il mio regalo per te!

Fu così che il Coniglio Lunare donò il suo magico infuso alla donna triste, che da allora, oltre alla Luna, ha trovato un nuovo amico capace di riscaldarle il cuore quando sale il vento di tramontana a distruggerle i sogni.

 

N.B. Questa mattina mi sono imbattuta, per caso, nella leggenda Orientale del Coniglio Lunare... ero un po' triste, ma come ho spiegato alla "nipotina" le mie favole, le mie parole sono l'evoluzione naturale delle mie lacrime...che fortuna mia, si trasformano in caleidoscopio regalandomi quei colori che spesso il mondocacca offusca.

Un sorriso per augurarvi una Buona Domenica!


Ah, dimenticavo... ho scoperto che Branduardi ha scritto una canzone (La Lepre nella Luna)ispirata alla leggenda sopra raccontata...cambio musica e ve l'ascoltate anche voi...!



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Ci sono

domenica, 23 agosto 2009





Caris Wooler intervista Fantasia972

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lunedì, 20 luglio 2009


 " Il modo migliore di  amare la vita è amare molte cose!"
Van Gogh

CIO' CHE IO AMO

Amo tutti quelli che dicono mi dispiace...
amo tutti quelli che cantano sotto la doccia...
 amo tutti quelli che sanno godere delle piccole cose...
 amo tutti quelli che sanno che basta poco per essere felici...
 amo tutti quelli che conoscono il gioco di PollyAnna...
 amo tutti quelli che non si sentono mai arrivati...
 amo tutti quelli che sono disposti a buttare tutto nel cesso e a ricominciare ogni giorno...
 amo tutti quelli che sanno ridere anche quando ci sarebbe da piangere e amo tutti quelli che sanno piangere quando ci sarebbe da ridere...
 amo tutti quelli che si commuovono davanti ai tramonti perchè spesso sono preludi di nuove "albe" tutte da vivere...
amo tutti quelli che non hanno paura di amare.

E TU COSA AMI????




domenica, 10 maggio 2009

gruppo

L'idea di fare un raduno in pulman nacque qualche mese fa, durante una chattata con un mio amico blogger...
Il gruppo dei blogger "baresi" che fin'ora si sono incontrati, da soli non avrebbero mai riempito il pulman, così il tutto fu esteso alla novità del momento facebook! Insomma dopo un pò di peripezie, in dubbio fino alla settimana scorsa, sabato 9 maggio siamo riusciti a compiere la missione!
Meta: Laghi di Monticchio.Il lago









Partenza in Bus da Torre a Mare. La cosa buffa è che l'appuntamento era per le 8.15 noi eravamo tutti lì, ma il pulman ancora non arrivava! Alle 8.30 ...ECCOLO!!! Si parteeee!!!!
E' stato bello. Mi sono rilassata soprattutto, visto che il contatto con la natura ha sempre questi effetti miracolosi!Alberi



Ho pensato alle  nubi passeggere che volavano veloci per far compagnia all'albero solitario... e i miei pensieri erano simili a loro e ogni tanto mi abbandonavano per correre verso chi in quel momento non era con me e avrei voluto che ci fosse. Ma poi al diavolo tutto e mi godo la giornata e gli amici e quello che adesso Vivo!

le nubi e l












E' stato faticoso, il pomeriggio con i panini nello stomaco e il sole che picchiava forte salire fin sopra la badia di San Michele, ma ne è valsa la pena.

Badia di San Michele

E' stato spaventoso quando... "Guarda un serpenteeeee!!!!". Che schifo i serpenti mi fanno schifo! " Potrebbe dire anche lui la stessa cosa di te!" E a questo punto rivedo anche le mie considerazioni sul serpente e sugli esseri striscianti!

grovigli














Sono tornata a casa stanca, ma con il cuore felice! E se tutto va bene, in autunno si ripete... destinazione Caserta!

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mercoledì, 28 gennaio 2009
Da un commento di ARTURO

Specchio specchio delle Tue trame
chi è il più bello del blog-reame?
risposero i cattivi tutti in coro
è quell'Orso di Artemidoro......

Questa Grimilde mi piace assai
e bisogna risolvere i suoi guai
quindi a nome anche di tutti i cattivi
sarà pur ora che scrivi
che a noi tutti piacciono più loro
che quei principi senza decoro
quelle addormentate principesse
mezze snob e tutte fesse....
e date a Gargamella un puffo
e dite a Pinocchio che da bimbo è buffo
asino lo diventerà comunque a scuola
non toglietegli il balocco che lo consola
e mandate finalmente a quel paese
quelli che godono e ci fan pagare le spese
e poi ci creano pure nei libri una morale
che promette molto e nulla vale.
e ci prende anche per il culo
e per chiudere da cattivo,andate tutti affan....

di Arturo Ferrara, alias Artemidoro

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giovedì, 22 gennaio 2009

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domenica, 14 dicembre 2008



L' IDEA DI RIVOLGERMI AI BAMBINI

mercoledì, 03 dicembre 2008

La parola faida trova le sue origini in un passato lontano. Di derivazione tedesca (fehida) si intendeva la possibilità, per un privato, di ottenere soddisfazione per aver subito un torto ricorrendo all'uso della forza.

Il danneggiato aveva il diritto di vendicarsi, e di dare inizio di propria mano a una faida, costringendo in tal modo chi gli aveva procurato un danno a espiare la propria colpa.





Questa è la storia di due amici, piccini, soli 3 anni … pensate a questi due bimbi nel modo più tenero che potete. Pensateli magari, uno biondo e l'altro moro. Occhi azzurri come il cielo terso il primo, occhi neri come la notte più luminosa il secondo. Esile e agile l'uno, cicciottello e un po' goffo l'altro. Forte e debole. Sicuro e timoroso. Strafottente e super educato. Veloce e lento. Allegro e pensieroso. Menefreghista e responsabile. Vivace e timido. Pensate a tutti i contrari che possano esistere in un piccolo villaggio che chiameremo scuola materna e, adesso,incarnateli in questi due piccoli protagonisti. La teoria dei contrari che si attraggono diventa , con loro, un teorema dimostrabile e tangibile.

La storia di due piccoli amici che si compensano l'uno con l'altro. Che rendono i piatti della bilancia perfettamente in equilibrio quando sono insieme.

Poi un bel giorno, in quel villaggio, esce il sole e la maestra decide di portare gli abitanti di quel luogo a svolgere le loro attività all'aperto.

Non si riesce a tenerle ferme queste piccole pesti! Chi corre a destra, chi a sinistra. C'è chi salta sul muretto e chi si diverte con lo scivolo. Chi pensa di essere un nuovo Tarzan arrampicandosi ai poveri “capelli” del salice che comincia a piangere per il dolore.

  • Ahi, mi fai male!!!- urla il salice piangente mentre il piccolo ride di cuore.

Adesso girati a guarda davanti a te. Eccoli, i nostri protagonisti. Corrono entrambi verso una bellissima automobile di plastica. Rossa come la fiammante Ferrari. Ora facciamo un salto un avanti, non sono più al piccolo villaggio. E' passato un po' di tempo da allora e le cose sono cambiate!


  • FantaMaestra guarda mi ha fatto la linguaccia!!!-.urla il moro.

  • FantaMaestra, ma è brutto lui... è marrone. Ha il colore della cacca!!!-.risponde il biondo.

  • E tu … tu hai il colore della diarrea! Adesso ti do un calcio e ti butto nel mare, così diventi blu come un puffo!-.ribatte l'altro

  • Embè ??? A me i Puffi mi piacciono!!!-.

  • FantaMaestra, digli qualcosa !!! Dice che sono scemo!-.

  • FantaMaestra … FantaMaestra … -.


FantaMaestra si limita ad osservare. Ignora i due piccoli. Fa finta di non essere interessata ai loro screzi, ma presa solo dalla correzione dei loro compiti. Continua ad osservarli di nascosto. E sorride. I due si vogliono un gran bene, ne è sicura. Si cercano di continuo con gli occhi. Si punzecchiano. Vogliono ritrovare quell'equilibrio della bilancia di un tempo. FantaMaestra non conosce il loro passato. Sa solo che hanno frequentato lo stesso, identico villaggio. FantaMaestra pensa che per far recuperare quella vecchia amicizia deve scoprire cosa è accaduto. Quando è cominciata la faida!

  • Bambini allora ditemi voi vi conoscete da diverso tempo?-, chiede ai piccoli incitandoli a raccontarle della loro “vecchia” e “lontana” vita nel villaggio. E riesce proprio a vederli.



Corrono entrambi verso una bellissima automobile di plastica. Rossa come la fiammante Ferrari. Corrono, corrono, chi arriva per primo giocherà con quel gioiello di giocattolo.


  • No, non puoi!!! L'ho presa per primo io!-.

  • Non è vero... e poi io sono più forte di te! -

  • Ma non è giusto. L'ho presa prima io!!!-.

    Chiediamo allora al giudice!!! Accade, ogni tanto, che anche i giudici sbaglino. Uno dei due, non dirò chi, subì una ingiustizia. Fu così che in una giornata di sole, nacque la Faida della macchina rossa. Faida ancora in corso, ma con una buona possibilità di stroncarla adesso che si conoscono le origini.

domenica, 23 novembre 2008


Circa un mese fa un mio carissimo amico , ARTURO, compiva gli anni. Un modo bellissimo, secondo me, per festeggiare il suo compleanno , è stato organizzare, da parte sua, una "festa" un pò alternativa che consisteva nell'inviare un racconto breve o una poesia che sarebbero stati raccolti in una antologia da lui curata e poi messa in rete!

Ovviamente questa iniziativa mi ha entusiasmato moltissimo e ho deciso di parteciparvi anche perchè ci tengo troppo ad Arturo, insomma gli voglio un gran bene.
Oggi l'opera dal titolo IL NOSTRO CIELO è completata e può essere letta qui(clicca).
Ogni racconto è preceduto da una introduzione scritta da Arturo, inoltre è possibile non solo leggere, ma anche ascoltare gli stessi racconti, visto che ci sono anche le audioletture. Ascoltare i brani è magico ve lo consiglio fortemente... è come se quelle parole prendano vita.
Il blog di Arturo è questo : artemidoro.splinder.com
Non mi resta altro che dire Grazie ARTURO!!!

La mia favoletta  si chiama IL GIARDINO DELLE PAROLE.

Bla … bla … bla … La … la … la …
Il
piccolo giardiniere, andava spargendo quei semini nel terreno fertile del giardino delle parole.
Il lavoro che il giardiniere “nano” svolgeva ogni giorno non era affatto semplice. Sotto il sole o con la pioggia, continuava senza sosta a compiere il suo lavoro. Dalla sua borsa tracolla lanciava i piccoli semi.
Ogni tanto si soffermava ad osservare le piante e i grandi alberi che rendevano magico quel giardino, mentre pensava che anch’essi in un giorno lontano erano stati semplici semi.
Il piccolo giardiniere era basso e tondo, le sue mani non erano callose, ma paffute come il suo viso e il suo camminare nel terreno era un po’ incerto e traballante. Era bello, per il Signore del giardino, osservarlo mentre svolgeva il suo lavoro; il signore aveva dato un “nome” preciso a quell’operazione che ogni giardiniere nano aveva compiuto nella sua vita e l’aveva chiamata lallazione.
Bla … bla … bla …. La … la … la … e continuava la semina.
Un
bel giorno il gia
rdiniere nano si recò nel giardino per svolgere il suo lavoro di semina: bla … bla … bla … la … la … la … ,sorrideva sempre quando lavorava, era felice sapeva che prima o poi quei semini sarebbero diventati germogli, poi piccole piante e infine alberi solidi radicati nel terreno del giardino delle parole.
Il sole brillava nel cielo quando il piccolo giardiniere trovò il suo primo germoglio: DUNDE.
Non Mamma, nemmeno Papà, ma DUNDE.
Dunde era la pappa buona, Dunde era il suo eroe, Dunde era felicità!
Quanti rami differenti sarebbero nati da quell’unico germoglio di nome Dunde.
Lo guardò, sorrise e disse :- Dunde!-, poi riprese a seminare.
Bla … bla … bla … la … la … la …

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