
BARI HA DECISO DI CONTINUARE AD ANDARE AVANTI,
BARI NON E' TORNATA INDIETRO!!!
MICHELE EMILIANO IL SINDACO DEI BARESI!!!
EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA!!!!


Sono sempre stata attratta dal mondo dei sogni. Il sogno una attività che ha costantemente accompagnato la vita dell'uomo fin dalla notte dei tempi. Il sogno prerogativa non solo degli esseri umani, ma anche degli animali. Il sogno che nasce e si sviluppa quando Morfeo prende possesso della casa in cui abita il sognare.
Morfeo entra spalancando le finestre: un nuovo mondo è davanti! La razionalità, la logica, la perfezione del ragionamento lineare e incanalato nelle rigide leggi, cedono il posto ai colori, ai profumi, ai sapori, alla creatività e all'intuizione che finalmente sono libere di spezzare le catene.
Sono una sognatrice. Da sempre vivo quella lotta interiore, che mi provoca una schizofrenia esistenziale: realtà, sogno.
Crescendo mi è capitato di incontrare altri sognatori, miei simili. Ognuno ha mostrato quelle caratteristiche che corrispondono a chi ha fatto dei sogni la propria vita.
Non è facile essere un sognatore. Non sempre è comodo. Spesso i sognatori sono accusati di sovversività, sono considerati poveri diavoli, derisi da chi ha consolidato le regole, da chi le ha stabilite secondo il proprio canone che spesso soddisfa solo bisogni personali.
Sognatrice ad alti livelli, dove il mondo è governato dall'armonia e non dall'egemonia. Dove le differenze vengono riconosciute e accettate.
Il cammino dell'uomo è fatto da una lotta costante e senza pari tra chi sogna e chi vive uno stato di veglia continuo.
Spesso i sognatori sono stati confinati in un piccolo spazio, spesso i sognatori hanno conosciuto il sapore amaro delle lacrime, spesso i sognatori sono stati brutalmente uccisi.
Fanno paura i sognatori, perché è vero che un uomo che è capace di sognare e di trasformare i suoi sogni in realtà è un rivoluzionario.... perché è vero che l'uomo che è capace di amare e di fare dell'amore uno strumento per il cambiamento è anch'egli un rivoluzionario! Perché è vero che il rivoluzionario è un sognatore, è un amante, è un poeta …perchè non si può essere rivoluzionari senza lacrime negli occhi e senza tenerezza nelle mani...*
Poi sono andata a dormire e Morfeo mi ha svelato un mondo diverso :
"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!"*
Questa mattina, 5 novembre, mi sono svegliata... Morfeo, oggi ha deciso di restare qui con noi sognatori.
* CITAZIONE DI THOMAS BORGE (Nicaragua)
* CITAZIONE DI M. LUTHER KING

Pensavate che io non vi capissi. Pensavate che io non potessi comprendere i vostri discorsi. A volte, addirittura, credevate che io non potessi vedervi … come se non fossi dotato di vista. Come se i miei occhi fossero chiusi da oscure bende. Quando parlavo con voi dovevo sempre stirare tutti i muscoli del mio corpo e prima che mi degnaste di risposta dovevo interrompere mille volte il vostro parlare, costringendomi così a fare la parte del petulante. Poi, finalmente, qualcuno si accorgeva di me e mi rivolgeva il suo sguardo concedendomi un po’ di attenzione. Però il fatto di non saper ancora parlare bene, vi faceva perdere la pazienza e tornavo nuovamente al punto di partenza. Il collo mi faceva male, provate voi a dover intrattenere un discorso guardando verso l’alto! Persino quando pregate Dio, non lo fate!
Invece a me …
Vi vedevo così grossi, pensavo che mi avreste protetto. Credevo che con voi al mio fianco niente e nessuno mi avrebbe fatto male. Eravate i miei super eroi, i miei giganti buoni … avevo bisogno di attenzioni, avevo totalmente bisogno di voi. Ma non volevo essere un peso. In realtà, io non ho mai avuto grandi pretese. Mi bastava un po’ di latte, un cambio di pannolino e un bagnetto … lo so, piangevo di notte. Ma avevo paura, era tutto così nuovo, così diverso ... Che se avessi potuto badare a me stesso da solo, non vi avrei chiesto aiuto.
Poi quando vi sentivo litigare, mi spaventavo. Pensavo sempre che la colpa fosse mia. Che fossi io la causa del vostro litigio. Arrivavo a pensare di non essere nemmeno vostro. Che fossi stato raccolto da una strada e portato a casa. Quando poi eravate calmi e sereni e vi vedevo abbracciati ero felice. Volevo partecipare a quell’abbraccio. Lasciavo i miei giochi e non senza fatica, gattonando, raggiungevo il divano. Mi bastava star lì, per terra, ai vostri piedi.
E vi guardavo … sempre dal basso. E’ una condizione di disagio quella! La cosa, che proprio non riuscivo a capire, era che un tempo anche voi l’avevate vissuta … o forse no?! Forse voi siete nati già Giganti e quindi non potete saperlo. Non potete capirlo …
Quando sarò grande, come voi, io non vorrò diventare un avvocato o un dottore … mi impegnerò solo a non diventare un Gigante.
E quando incontrerò un bambino, mi chinerò alla sua altezza per poterci parlare. Perché solo dalla mia altezza si può capire il mondo.
E imparerò ad ascoltarlo davvero. Mi impegnerò a “sentire” e capire i suoi pianti e i suoi silenzi. E imparerò a credere ai suoi disegni e ai suoi amici fantastici. E giocherò … farò con lui i suoi giochi … non i vostri!
Non i vostri giochi che mi facevano male e mi facevano sentire sporco. Non quei giochi fatti di baci falsi e carezze buie.
No, non quei giochi!
Non diventerò uno di voi. Resterò un bambino, solo un bambino.
Perché … perché voi siete adulti, e non potete capire!
