L' IDIOT@
"All'improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all'oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente...La sua mente e il suo cuore s'inondavano di luce straordinaria....Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui incominciava l'attacco". da L'Idiota di Dostoevskij


Il mio libro
STRANIERA A SE STESSA



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TITOLO: STRANIERA A SE STESSA
AUTORE: BARBARA ARDITO
CODICE ISBN:978-88-6281-023-4
EDITORE:Altromondo Editore
COSTO: &euro 12,00
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lunedì, 09 febbraio 2009


permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (36) :::: categoria : racconti, racconti a puntate, bambini famiglia

domenica, 11 gennaio 2009


venerdì, 02 gennaio 2009
Chi mi legge, conosce il mio amore per i bambini, per l'infanzia tutta ... non posso restare indifferente di fronte a questo

 http://barnaba68.splinder.com/


e vi prego di perdere 5 minuti del vostro tempo per fermarvi a leggere. Io penso che diffondendo questo appello, potremo forse raggiungere qualcuno che sia competente e magari dare un aiuto concreto a questa famiglia!
sabato, 20 dicembre 2008


La sala d'attesa della clinica dermatologica era gremita di persone che pazientemente attendevano il loro turno. I medici e i paramedici si muovevano frenetici tra i corridoi; all'angolo un grande albero di Natale decorato con luci e palline multicolori, era l'attrazione dei piccoli pazienti. Chiusi gli occhi, mentre ero seduta su quella sedia scomoda in attesa di essere chiamata e mi addormentai.


Che strano. Avevo la sensazione di trovarmi in un posto famigliare. Un luogo che ben conoscevo. Mi guardai attorno cercando qualcosa che fungesse da indizio al ricordo. Tutto era bianco e candido, faceva freddo e nevicava. Lontano da dove mi trovavo, c'era una grande tavola imbandita, la tovaglia rossa copriva persino i piedi del tavolo. Attorno diverse persone, consumavano felici un pranzo ricco e abbondante. Sorrisi, risate facevano da contorno a quell'immagine perfetta. I bambini giocavano ed erano particolarmente euforici. Parlavano di una giornata magica, il Natale.

All'improvviso mi resi conto di trovarmi nella mia testa. Una parte di mente in cui, tra i vecchi ricordi, cercavo di ritrovare qualcosa che avevo perso. Quelle persone le riconoscevo, era la mia famiglia. Quella gioia, quei profumi e quei sorrisi erano ciò che caratterizzava il periodo delle feste, quando ero piccina. Il natale, adesso nella mia vita ,era semplicemente diventato un giorno come gli altri. Da quando ero diventata “adulta” avevo smesso di sentire l'odore del Natale. A poco a poco quel profumo che sentivo forte, si era affievolito con il passare del tempo. A mezzanotte in punto, tutti i bambini si alzarono da quel tavolo imbandito. La nonna affidò al più piccolo tra loro la statuetta del bambinello. Le stelle filanti nelle mani di tutti, compresi gli adulti. E la piccola processione che si snodava all'interno della stanza mentre si intonava il Tu Scendi dalle Stelle. Il piccolo con il bambinello tra le mani, divenute per l'occasione culla accogliente e calda, si fermava per permettere a tutti di baciare quel Dio-bambino e a giro finito veniva deposto nella mangiatoia affidato alle cure della sua mamma e del suo papà, al calore di due animali, il bue e l'asinello, divenuti testimoni del miracolo. Poi ci si abbracciava e ci si baciava, scambiandosi gli auguri. I bambini erano ancora agitati. Presto sarebbero andati a dormire, sicuri e certi che l'indomani mattina avrebbero trovato la sorpresa “magica” legata al Natale. Babbo Natale esiste e durante la notte avrebbe viaggiato con la sua slitta trainata dalle renne per portare i regali ai bambini di tutto il mondo. Guardavo da lontano a quelle vecchie emozioni. Le vedevo sbiadite e allo stesso tempo stupide. Eppure c'era stato un tempo in cui il Natale per me era stato magia, amore, gioia, speranza. Dove erano finiti i miei occhi? Nella mia testa esisteva solo un lontano ricordo affievolito del Natale.

La voce dell'infermiere che mi chiamava mi svegliò. Entrai nella medicheria del reparto. Mi sdraiai sulla barella, pronta per il controllo e chiusi nuovamente gli occhi, per non avere paura di quel momento.

  • Allora Barbara, come va?-, mi domandò il medico mentre toglieva la benda che copriva la ferita.

  • Bene.- , risposi debolmente tenendo sempre gli occhi chiusi.

  • Ti farò un po' male, ma non troppo. Cerca di star tranquilla.-, mi informò il medico.

  • Va bene, dottore.-

Sentivo le sue mani che si muovevano sulla testa. Il fresco del disinfettante. Il lieve bruciore della siringa. Poi il tirare.

All'improvviso sentii uno strano odore. Anzi non strano, la parola giusta era famigliare. Un profumo famigliare. Ne ero certa, risentivo l'odore del Natale. Potevo riconoscerlo.

  • Ho finito-, disse il medico e poi aggiunse...

  • - Ho ricucito il Natale!-


domenica, 14 dicembre 2008



L' IDEA DI RIVOLGERMI AI BAMBINI

sabato, 01 novembre 2008

CIMG1372

C'era una volta,

ogni favola comincia così ...

anche le favole reali!

C'era una volta,

una bambina piccina di nome Gigina!

Era una principessa, ma di finezza, era come una contessa!

Tra coroncine e farfalline saltava felice …

e arrivò il giorno del suo compleanno …

la fatina buona, Arte82Misia, ci mise sei ore ...lavorò tutta la notte con la sua bacchetta magica per realizzare una torta che fosse degna della principessa.

CIMG1375E alla fine ci riuscì …

il giorno della festa, ahimè, la strega cattiva non essendo stata invitata alla gran festa per vendicarsi mangiò in un sol boccone la torta principesca.

Ma Gigina che era una brava bambina, non pianse nemmeno un po', e con cuore generoso un nuovo pezzo di torta le donò!




PROTAGONISTI


La torta è stata fatta dalle mani sante di mia sorella arte82misia, la strega cattiva sarei io che ho avuto il coraggio di mangiare questo splendore di torta, la principessa Gigina è la mia cuginetta, e al suo fianco c'è il principino Fede cla cla, suo fratello...
domani si ripete, perchè è anche il comply di Fede....
AUGURI A TUTTI E DUE PICCOLI ANGELI DIAVOLETTI!!!
VI VOGLIO BENE


CIMG1383@@@@@@@ @@@@@@@@@@@@


Della serie e non ci basta ma i!!!!










Aggiornamento festa di compleanno di Fede( oggi 2 novembre)

CIMG1386

 

 

 

 


SIAMO UNA COPPIA DI ANGIOLETTI, NEVVERO?

CIMG1384

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica, 19 ottobre 2008

SI CONSIGLIA LA LETTURA DEL PEZZO ASCOLTANDO LA MUSICA DI SOTTOFONDO

 

lunedì, 06 ottobre 2008

Foto(420)



Cartoni svuotati … sudore e stanchezza per risistemare la vita …

I miei libri, i miei abiti, le foto …

Pezzi di me che si ricompongono in un puzzle magico e luminoso …

 

 

 

 

Luminoso come il raggio di sole che illumina la stanza del mio cuore.CIMG1315

Un raggio di sole, che ho toccato davvero con la mia mano, un raggio di sole che è entrato nel cuore e lì resterà per sempre …

Un raggio di sole e i tuoi occhi che ci parlano

e ci dicono

che ci ami profondamente...

 

 

 

 

CIMG1320





Un raggio di sole il tuo regalo.


Un raggio di sole ...

 

tu che sei il mio papà!












lunedì, 22 settembre 2008



giovedì, 04 settembre 2008


Pensavate che io non vi capissi. Pensavate che io non potessi comprendere i vostri discorsi. A volte, addirittura, credevate che io non potessi vedervi … come se non fossi dotato di vista. Come se i miei occhi fossero chiusi da oscure bende. Quando parlavo con voi dovevo sempre stirare tutti i muscoli del mio corpo e prima che mi degnaste di risposta dovevo interrompere mille volte il vostro parlare, costringendomi così a fare la parte del petulante. Poi, finalmente, qualcuno si accorgeva di me e mi rivolgeva il suo sguardo concedendomi un po’ di attenzione. Però il fatto di non saper ancora parlare bene,  vi faceva perdere la pazienza  e tornavo nuovamente al punto di partenza. Il collo mi faceva male, provate voi a dover intrattenere un discorso guardando verso l’alto! Persino quando pregate Dio, non lo fate!

  Invece a me …

Vi vedevo così grossi, pensavo che mi avreste protetto. Credevo che con voi al mio fianco niente e nessuno mi avrebbe fatto male. Eravate i miei super eroi, i miei giganti buoni … avevo bisogno di attenzioni, avevo totalmente bisogno di voi. Ma non volevo essere un peso. In realtà,  io non ho mai avuto grandi pretese. Mi bastava un po’ di latte, un cambio di pannolino e un bagnetto … lo so, piangevo di notte. Ma avevo paura, era tutto così nuovo, così diverso ... Che se avessi potuto badare a me stesso da solo, non vi avrei chiesto aiuto.

Poi quando vi sentivo litigare, mi spaventavo. Pensavo sempre che la colpa fosse mia. Che fossi io la causa del vostro litigio. Arrivavo a pensare di non essere nemmeno vostro. Che  fossi stato raccolto da una strada e portato a casa. Quando poi eravate calmi e sereni e vi vedevo abbracciati ero felice. Volevo partecipare a quell’abbraccio. Lasciavo i miei giochi e non senza fatica, gattonando, raggiungevo il divano. Mi bastava star lì, per terra, ai vostri piedi.

E vi guardavo … sempre dal basso. E’ una condizione di disagio quella! La cosa, che proprio non riuscivo a capire, era che un tempo anche voi l’avevate vissuta … o forse no?! Forse voi siete nati già Giganti e quindi non potete saperlo. Non potete capirlo …

Quando sarò grande, come voi, io non vorrò diventare un avvocato o un dottore … mi impegnerò solo a non diventare un Gigante.

E quando incontrerò un bambino, mi chinerò alla sua altezza per poterci parlare. Perché solo dalla mia altezza si può capire il mondo.

E imparerò ad ascoltarlo davvero. Mi impegnerò a “sentire” e capire i suoi pianti e i suoi silenzi. E imparerò a credere ai suoi disegni e ai suoi amici fantastici. E  giocherò … farò con lui i suoi giochi … non i vostri!

Non i vostri giochi che mi facevano male e mi facevano sentire sporco. Non quei giochi fatti di baci falsi e carezze buie.

No, non quei giochi!

Non diventerò uno di voi. Resterò un bambino, solo un bambino.

Perché … perché voi siete adulti, e non potete capire!