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STRANIERA A SE STESSA
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Il racconto che segue è tratto dal bellissimo libro DITA AMPUTATE CON FEDI NUZIALI, di Giuseppe Merico edito da Giraldi Editore. Non essendo capace di scrivere recensioni, ho pensato di postare uno dei 30 racconti contenuti nel libro. Romeo, il racconto che segue, è quello che mi ha maggiormente colpita, anche se sinceramente è stato difficile compiere una scelta tra: A proposito del mare, Micio, Il luogo del controllo, Carmela ... e tutti gli altri.
Io il libro l'ho comprato e letto, e voi? 
il blog di Giuseppe Merico: http://scrivoeleggo.splinder.com

ROMEO
Un'insolita pioggia primaverile cadeva lenta sul crinale, grossi goccioloni e il riverbero del sole che illuminava il paesaggio Camerte di luce crepuscolare. Potevo vedere la cittadella dell'appennino marchigiano che si stagliava su una collina un po' più alta delle altre. Il granturco non ancora maturo accoglieva l'acqua tra le ampie foglie crepitando sotto lo scrosciare di una pioggia illuminata da un sole confuso che cercava di imporre le sue ragioni. Immaginate questo. La finestra di casa mia era aperta e c'ero io che guardavo questa scena insolita. Badate bene, non la pioggia e il sole che si contendevano una tiepida giornata di primavera, ma qualcosa di ben più strano. Anche per me. Dante, il mio vicino di casa ha settant'anni, è un contadino con le mani grosse e dure che sembrano di pietra, ha un cappello sulla testa e sta aspettando che smetta di piovere riparandosi sotto il balcone di una casa disabitata. Io abito in una piccola frazione di venti abitanti a pochi passi da Camerino, che conoscete di sicuro per via dell'università. Il balcone, la casa disabitata e Dante sono a un centinaio di metri dalla finestra di casa mia. Mi chiamo Romeo e sono scemo. L'ho scoperto tempo fa quando mia madre mi ha detto di andare a prendere le uova nel pollaio e non trovandole ho pensato d'infilare la mia mano, che non è piccola, nei sederini delle galline. Ho ucciso cinque galline, non ho trovato nemmeno un uovo e il gallo mi ha quasi cavato un occhio. Da allora ho scoperto di essere scemo. Mia madre, poverina, è rimasta vedova, di mio padre dico, non delle galline. Mia madre dice che sono scemo, ma che ho della forza. Riesco a sollevare una balla di fieno bagnata e portarla su per la salita del Marchionne senza mai fermarmi. A scuola ci sono andato, ma solo per poco... Un giorno la signora Mastini, la mia maestra, ha telefonato a mia madre che era a casa e non si sentiva nemmeno tanto bene e le ha detto qualcosa a proposito di un insegnante di sostegno. Orgogliosa, mia madre le ha risposto: - Mio figlio deve stare con gli altri alunni o non se ne fa niente! - Beh, non se n'è fatto niente. Mi chiamo Romeo e ti sto raccontando quello che è successo. Riesci a seguirmi? Devo ricominciare daccapo? Va bene, ho capito:
Un'insolita pioggia primaverile cadeva lenta sul crinale, grossi goccioloni e il riverbero del sole che illuminava il paesaggio Camerte di luce crepuscolare... - Tranquillo, non ho intenzione di ripeterti tutto, solo farti capire che scrivo bene, o no? Senti come suona:
- Un'insolita pioggia primaverile, ecc. ecc. - Ho imparato da solo, la sera dopo aver pulito la
stalla, scrivo e leggo. Mi chiamo Romeo, scrivo bene ma sono scemo e se non ci credi ti posso raccontare di quella volta che l'Ada mi ha portato in mezzo all'erba medica per farmi vedere qualcosa. S'è tirata giù le mutandine e m'ha detto: - Tocca pure, Romeo... - Cosa avrei dovuto toccare?! Quella lì era malata... Io le ho chiesto: - Dove ce l'hai il coso? - Lei mi fa: - Me l'ha beccato il tuo gallo!- Ho capito tutto... Ho preso l'Ada sulle spalle che urlava e urlava e l'ho portata a casa dal dottore su per la salita dei Marchionne. L'ho lasciata lì e le ho detto: - Stai qui e aspetta il dottore...- Lei rideva e rideva, la poverina. Correndo sono andato nel pollaio e l'ho trovato che mi guardava con gli occhi rossi e neri. Gli ho detto: - Una volta mi volevi cavare un occhio...beh, passi, ma quello che ha fatto all'Ada, no eh!- Il gallinaccio mi ha guardato dritto dritto, ha spiccato un salto e mi ha beccato sulla fronte. Dalla finestra mia madre urlava: - Romeo... Romeo, vieni via di lì! - Hai capito allora? Sono un po' scemo ma mi piacciono i libri, ne ho proprio tanti. Tra le parole mi sento sereno, disteso tra le consonanti guardo cieli stellati anelando frasi perfette o intrecciando sintassi come canestri di Juta giocando con virgole e punti tra gli spazi vuoti. Creare mondi a cavallo di una penna. Mi piace scrivere, ma se mi chiedi di raccontarti qualcosa, non c'è dubbio che dirai: - Questo è proprio scemo!- Balbetto. Ba-ba-ba-lb-lb-ee-tto e dopo un po' ti mando a quel paese. Uno psichiatra di Ancona mi ha visitato, sono ormai cinque anni e ha detto che sono dissociato. Mia madre invece dice che sono solo scemo. Se non hai capito, ti racconto questa: Di domenica, in chiesa. Don Lino mi stava dando il Corpo di Cristo, la Comunione. Lui mi fa: - Il Corpo di Cristo...- Io gli faccio: - A-a-a-m-m-ee (Amen, pensavo dentro di me),invece niente. Ho tirato giù tutti i Santi del calendario, in chiesa urlando, le vecchie che piangevano, i bambini ridevano. E ' successo per davvero. Sono partito da lontano per dirvi quello che ho visto dalla finestra quel giorno sotto la pioggia. Vi ricordate di Dante? Il contadino con le mani grosse che aspettava sotto il balcone che smettesse di piovere? Beh... non era solo. Accanto a lui c'era la sua nipotina, si chiama Stella ed è proprio bellina, ha i capelli rossi e ricci, è piccola, avrà sei anni e teneva per mano il nonno. Quello che vi sto per dire è la verità. Io le bugie non le dico, non ne sono capace anche se sono scemo come dice mia madre o dissociato come dice quell'altro d' Ancona. E' vero che non capisco tante cose come le persone che si sposano e perchè lo fanno, ma se lo fanno ci sarà un motivo, o no?
Il matrimonio è una cosa buona- dice Don Lino. Dante invece quel giorno sotto la pioggia non ha fatto una cosa buona e questo lo posso capire pure io che mi chiamo Romeo e oramai mi conoscete. Dalla finestra l'ho visto che si guardava attorno con due occhi da diavolo che sembrava il mio gallo, poi ha preso la mano della nipotina e se l'è infilata nei pantaloni, lì dove c'è il coso che quello suo deve essergli ormai caduto o ci manca poco. Stella se ne stava lì a guardare l'arcobaleno tra le colline e se devo dirla tutta, dalle mie parti è proprio uno spettacolo. Se ne stava tranquilla col nonno Dante che si faceva toccare. Quel... Ho pensato a Don Lino e alle cose buone e a quelle meno buone, sono andato giù di corsa. Dante mi vede arrivare e con le mani in tasca mi fa:
- Ciao Romeo, come stai?- Stella mi guardava e sorrideva, la piccola. L'ho presa da parte e...
Che fine ha fatto Dante? Me lo ricordo che urlava: - Mettimi giù! Mettimi giù! - Era più leggero di una balla di fieno asciutta ma rotolava benissimo quando l'ho lanciato giù dalla collina. Sono passati due anni e non mi fanno ancora uscire dall'ospedale psichiatrico. Continuo a scrivere e a leggere. Mi dispiace che Raymond Carver sia morto... un po' meno che Dante sia ancora vivo.
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@@@@@ BUONA DOMENICA@@@@@