« Era bello quando potevo sentire il fresco dell'erbetta che mi solleticava. Era bello, quando ti costringevo a saltare come una gazzella, per non farti scottare nei giorni assolati, sulla sabbia bollente. Era bello perfino sentire la durezza dell'asfalto rovente. Per quanti passi difficili tu abbia compiuto nella tua vita, tutto quello che hai sentito e mi hai fatto sentire, non meritava la condanna che mi hai inflitto: chiuso in questa prigione di gomma! », il piede abbassò lo sguardo e una lacrima di sudore, scivolò lungo tutta la pianta.

La bambina che amava camminare scalza, sollevò la gamba, poi prese il piede agonizzante tra le sue manine e accarezzandolo dolcemente disse: « Piedino mio adorato, io ti ho tanto amato e mi spiace da morire saperti addolorato. Il mondo mi ha ferita, in tanti hanno approfittato della mia, ancora, giovane vita. Per chi come me, camminava scalza, il vivere non è mai stato una danza!

Ahi, ahi !” gridavo quando, incuranti e disattenti, i passanti, digrignando i denti, quasi per dispetto,con poco affetto e poco rispetto, mi facevano molto male. I miei piedi sempre schiacciati, pestati e maciullati da chi con arroganza, con scarpe ballerine, viveva la sua danza; incurante di me, ragazzina sbarazzina, camminavo leggera, leggera sulle strade ogni sera. Così ho messo una corazza che mi ripari da quella brutta razza di ingordi, balordi e cattivelli peggio di maligni spiritelli».

« Bambina, piccola e deliziosa, profumata come una rosa, annusami e poi dimmi con sincerità chi mai più a me si avvicinerà? Non lo senti il tanfo che emano? E' molto peggio di quello del villano! Sono chiuso e costretto in uno spazio troppo stretto. Soffoco, amica mia...», il piede tirò un lungo sospiro che si manifestò in un potente calcio e poi spirò.

fantasia972 ha postato martedì, 14 luglio 2009 alle luglio 14, 2009 17:09
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In ---> racconti, cazzate, deliri, pazzia, morte dolore
Tre giorni che ascolto ripetutamente la canzone "Amore lontanissimo", di Antonella Ruggiero. Questi sono gli "effetti" di tanto desiderio amoroso!!!

Sono seduto qui, non so quanto tempo sia passato... vorrei poterti parlare. A spasso per le strade della città, se mi passassi accanto ti sentirei. Il tuo odore mi farebbe sussultare. Entrerebbe dentro. Mi hanno portato a casa solo. Chiuso, nel buio nella busta di carta. Resto qui, ti voglio aspettare. Amore mio, dimmi dove sei! Sono incompleto senza di te. Non me ne andrò, non mi farò mangiare. Amore mio, ma dove sei. Non senti che sono qua. Mi farò più piccolo, un mignon insignificante e asciutto. Qui con me... amore lontanissimo!

Se tu fossi qui con me...

Panino e mortadella! Una unione d'amore perfetta!

fantasia972 ha postato domenica, 18 gennaio 2009 alle gennaio 18, 2009 16:11
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In ---> pensieri, amore, cazzate, deliri, pazzia, la mia vita, chi mi capisce è bravo, canzoni per riflettere, cuore pesante


Tutto è cominciato quando l'uomo e la donna vivevano nell'Eden; un giardino di bellezza straordinaria per le diverse specie botaniche presenti. Animali e uomini vivevano in armonia senza che nessuno prevalicasse sull'altro, almeno così credo...

Le due creature umane trascorrevano le loro giornate senza dover faticare, sudare, senza stressarsi per procurarsi di che sopravvivere. Immaginatela la vita di quei due! Tutto il giorno a raccontarsi, a giocare in acqua nel laghetto limpido, a far l'amore ( perchè ben compresero quel moltiplicatevi!), a godere delle meraviglie che li circondavano, riposare quando ne sentivano la necessità. In quel giardino sappiamo che vi era di tutto. Alberi con frutti succulenti, more e fragoline di bosco. Qua e là ogni tanto si trovava qualche cartello con avvisi, simile a quelli che oggi troviamo nelle nostre riserve forestali. Un giorno Adamo ed Eva si trovarono proprio nel posto più ricco di vegetazione di tutto il giardino. Facendosi strada tra gli arbusti del sottobosco, giunsero in una specie di radura al cui centro, alto e maestoso ,sorgeva un albero dai colori brillanti i cui frutti grandi e maturi invogliarono la giovane donna a prenderne per sfamarsi dopo quella grande camminata.

  • Eva aspetta, qui c'è un cartello! -disse Adamo alla compagna che stava per staccare il frutto.

  • Non vorrai mica leggere tutta quella pappardella, sicuramente non ci sarà scritto che è vietato mangiarne una mela!- rispose la risoluta donna staccandone il pomo.

Adesso sappiamo che Adamo ed Eva erano italiani...

L'amore per la lettura ci accompagna fin dalla notte dei tempi!

fantasia972 ha postato mercoledì, 14 gennaio 2009 alle gennaio 14, 2009 23:58
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Foto(625)


P.S. La bellissima casetta è stata realizzata ancora una volta dalle mani sante di Arte82misia (mia sorella). Notate i particolari riusciti, tra l'altro benissimo, del nasino carotina del pupazzo di neve e la sua sciarpetta... quelle sono opera mia!!!


fantasia972 ha postato martedì, 16 dicembre 2008 alle dicembre 16, 2008 20:51
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L' IDEA DI RIVOLGERMI AI BAMBINI

fantasia972 ha postato domenica, 14 dicembre 2008 alle dicembre 14, 2008 16:56
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fantasia972 ha postato domenica, 09 novembre 2008 alle novembre 09, 2008 10:05
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fantasia972 ha postato lunedì, 03 novembre 2008 alle novembre 03, 2008 11:48
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LA SALA DEL TRONO



fantasia972 ha postato martedì, 07 ottobre 2008 alle ottobre 07, 2008 11:49
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Ero davvero allibita. Non potevo pensare che fosse reale. Sicuramente si trattava di uno stupido scherzo. Quegli scherzi che i bambini, i più furbi e scaltri, fanno a quelli più ingenui. Ed io da piccola ne avevo vissute di queste burle. L’idea di essere contattata direttamente da Grimilde, la matrigna di Biancaneve, mi sembrava altrettanto assurda come l’ipotesi che io potessi un giorno essere baciata da un vero Principe Azzurro. Eppure … eppure nonostante l’assurdità di tale pensiero, l’Azzurro che bacia e s’innamora della giovane Fantasia, in cuor mio continuava a vivere alimentato dalla speranza e soprattutto dalla fede nelle fiabe.  E allora perché, adesso,  non  avrei dovuto credere all’esistenza di Grimilde?

Con questi pensieri, cliccai sull’icona della graffetta aprendo così i file che contenevano le mie fiabe.

 

 

 

 

ARTURO IL BAMBINO PAGURO

C’era una volta, in un tempo e in un luogo a noi sconosciuti, un bambino.

Di bambini ce ne sono stati sempre tanti direte voi e forse è vero, ma vi prometto che questo bambino sarà speciale e non solo per la storia che sto per raccontarvi, ma soprattutto per le sue fattezze umane.

Il bambino viveva in un bosco incantato lì dove tutto è possibile, lì dove la fantasia è realtà.

Questo bambino era bellissimo; i suoi grandi occhi tondi  e azzurri erano laghi in cui specchiarsi al mattino, il suo viso paffuto e i capelli color dell’oro facevano da corona, formata da tanti piccoli anelli, alla sua testolina.

Sapeva correre veloce come una lepre,  saltare come un grillo , parlare come un pappagallo e …

Proprio questi animali erano i suoi migliori amici: una lepre, un grillo e un pappagallo. Anzi un cacatua femmina di nome Rosetta. (Il nome Rosetta me lo ha suggerito Fede Cla Cla e lui mi ha spiegato che esiste una specie di pappagallo, appunto i cacatua, che hanno la cresta o meglio “clesta”, come dice lui).

Il piccolo bambino si divertiva a pettinare e adornare la testa della sua amica Rosetta. Nel prato correva a raccogliere i fiori più belli e profumati per poi metterli sulla cresta della vanitosa pappagalla.

Rosetta dal canto suo, come tutte le femmine, e qui miei cari amici non c’è differenza di specie, era vanitosa, permalosa e soprattutto logorroica. Parlava continuamente, non la smetteva mai.

Questa piccola banda di amici passava le giornate a giocare, a raccogliere nei boschi fragoline, saltare nei prati e correre liberi e felici.

Il bambino non aveva una casa. Il suo tetto era il cielo, il suo letto l’erba fresca.

Nudo, vestito solo della sua pelle rosa, morbida e calda, viveva felice nel bosco incantato.

Un giorno però in questo posto a noi sconosciuto, arrivò un orco cattivo …

 

(Mi domando perché gli orchi devono sempre essere cattivi? Ufff … Shrek è la dimostrazione vivente che non sempre è così … devo cambiare personaggio!)

 

Un giorno arrivò … chi arrivò?.... …. …. …. …. …. …. …. …. …. …

 

Ci sono!!! Arrivò un uomo in giacca e cravatta, un agente immobiliare!

Ecco il mio personale personaggio cattivo di questa favola è lui, non me ne vogliano gli agenti immobiliari.

Allora dicevo in questo posto che nessuno conosce giunse questo signore. Alto, magro con la pelle bianca, gli occhi incavati, il naso aquilino e  le labbra sottili. Le sue mani erano lunghe e ossute e spesso le sfregava tra loro per riscaldarle, visto che erano sempre fredde come il ghiaccio.

 Il ghiaccio … Mi viene in mente adesso e quindi lo scrivo … avrete capito che sto raccontando e inventando senza seguire nessun percorso prestabilito, mi lascio andare, lascio andare i miei pensieri …

Allora dicevo del ghiaccio. In questo paese, luogo, posto, bosco incantato mai un solo giorno aveva piovuto, mai un solo minuto aveva nevicato, mai un solo secondo si era alzato il vento.

Solo e sempre sole e la mattina una leggera brezza, che serviva ad  accarezzare e pettinare i capelli del bambino.

Ah dimenticavo … il bambino si chiamava Arturo!

Quella mattina, come sempre, Arturo stava giocando con i suoi amici, un grillo, una lepre e Rosetta e mentre capriolavano tra l’erba alta giunse  l’agente immobiliare.

-Ehi, voi!, disse con voce minacciosa. Di colpo smisero di giocare e prestarono attenzione al signore che li aveva interrotti.

- Buongiorno!, disse con la sua vocina gentile il piccolo Arturo.

- Dov’è la vostra casa? Dove sono i vostri genitori? E chi altri vive in questo luogo, posto, bosco sconosciuto e incantato?, chiese l’uomo.

Rosetta rispose: – Noi, qui non abbiamo case … la nostra casa è questa!, indicando con la sua ala la sconfinata prateria, le alte montagne, il mare cristallino, la spiaggia dorata e l’infinito del cielo.

-Non è possibile- disse l’uomo cattivo. Non poteva credere che nessuno in quello strano posto non avesse una casa. Sogghignò tra sé mentre pensava che avrebbe di lì a poco fatto l’affare della sua vita!

- Non ci servono le case, qui c’è sempre il sole, e la notte non è mai troppo fredda, continuò il piccolo Arturo.

Ma non sapeva che di lì a poco si sarebbe scatenata la tempesta più disastrosa che mai avrebbe potuto immaginare. Vento, pioggia, tuoni, lampi, grandine … tutto in un  batter di ciglia. I nostri amici cercavano riparo tra le foglie dei grandi alberi, ma quelle venivano staccate via …

Corri Arturo, corri …. gracidava Rosetta. Ehm scusate, pappagallava Rosetta … (dimenticavo che era un cacatua).

Arturo correva veloce, ma scivolò e cadde. Il viso per terra, infangato e sporco. Alzò i suoi occhioni e vide l’uomo cattivo che lo invitava a firmare un contratto d’acquisto per una piccola casa.

Gli occhi del bimbo si riempivano di lacrime, ma la paura di quello che intorno stava accadendo lo costrinse a prendere in mano la penna e a firmare.

Il temporale svanì all’improvviso, il sole cominciò a farsi strada dietro le nuvole che pian piano si dissolvevano lasciando spazio all’azzurro.

Rosetta guardò Arturo e ….

Arturo si era trasformato in un paguro. Il bambino paguro. La casetta l’aveva sulla sua spalla e non l’avrebbe mai più lasciata.

E Rosetta? Anche Rosetta ebbe una casetta, era chiusa in una gabbietta.

 

(Dovrei correggere il finale; il mio cuginetto Fede cla cla, quando gli ho letto la favola, mi ha preso a pugni mentre piangeva urlandomi CATTIVAAAA!!!!

Ma sono troppo pigra e non credo che lo farò!)

 

 

VACANZE DI FANTASIA

 

L’ amico Peter Pan, dopo tanta insistenza, mi aveva convinta a trascorrere le vacanze estive al mare.

Gli avevo detto che l’idea era sì carina, ma vivendo per tutto l’anno in una località marina avrei preferito CAMBIARE.

A questa parola tutti gli amici a una sola voce cominciarono a cantare in coro:

“ PER QUEST’ANNO NON CAMBIARE … STESSA SPIAGGIA STESSO MARE …”

-E va beneeee , mi avete convinta!-

Così decisi di disdire le vacanze che avevo già prenotato e ci ritrovammo tutti insieme al mare: all’Isola che non c’è!

Ma a dire il vero non c’era nemmeno Peter Pan.

-Grande stronzo …!!! – urlai quando mi resi conto della sua assenza.

Il furbastro, infatti, non sopportando le alte temperature estive scappò lontano, chissà dove!!!

 

Trilly poverina, perse i suoi poteri magici a causa del caldo e la notte dormiva male …

“ MARONNA MIA, MARONNA SANTA…”, la sentivo lamentarsi di notte mentre si girava e rigirava nel letto.

L’ amica Monichina si trasformò in LUMACHINA … leeeentaaaa risponde, leeeentaaa cammina … PANF PANF respira.

Il Brummolo motorizzato  sempre più incazzato, perché l’afa lo rende elettrizzato!

Fanta (io) piange e si dispera, sudando ogni sera, pensando a igloo gelati e ai tanti nuovi amici rinfrescati, che non ha  però incontrati (o)…[ volevo fare la rima per forza]

E questi amici felici e contenti si divertono battendo i denti!

E da quel posto ex-prenotato mandano foto e cartoline fatte tutte di gelatine …

Fanta e Trilly hanno deciso : per il prossimo anno hanno prenotato

un bell’igloo tutto gelato!!!

 

 @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

 

Lo schiaffo che Grimilde mi aveva ordinato di infliggermi non servì a molto. Mi ritrovavo adesso,  con la stessa espressione da ebete con cui leggevo la mail. Ma quelle che avevo davanti ai miei occhi erano davvero le mie parole. Davvero quella donna, le aveva trovate sul mio blog. La matrigna cattiva che aveva cercato di avvelenare la povera Biancaneve era in contatto con me. Un brivido di terrore mi scivolò lungo la spina dorsale. Se mi fossi rifiutata di aiutarli cosa mi sarebbe accaduto? E poi perché proprio io?

I dubbi cominciarono ad affacciarsi alla mia mente e per cercare di salvarla dalla pazzia mi convinsi che quello che avevo appena vissuto, altro non era che uno stupido scherzo.

Spensi il pc e me ne andai a dormire.

continua

fantasia972 ha postato venerdì, 26 settembre 2008 alle settembre 26, 2008 16:01
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Quando nel  2006 creai il mio account, fantasia972, non pensavo minimamente a quello a cui sarei andata incontro.

Mi trovavo di fronte a  una semplice pagina bianca da completare, sapendo che, nel mare sconfinato del web, avrei potuto inventarmi una nuova me. 

La prima immagine che mi venne alla mente fu quella di un film animato visto anni prima, appunto FANTASIA . Il 972, però,  non sono le volte che ho guardato quel film! In realtà l’oceano di internet era stracolmo di abitanti che avevano questo nome. Insomma io non volevo rinunciare a Fantasia, pertanto cercavo un “ cognome  “che mi identificasse. Così pensai a un numero che potesse racchiudermi e comprendermi: 972 , la vita!

972, gli anni di vita che mi sono stati promessi. 972, le monete d’oro che riempiranno il mio pentolone. 972, i baci che riceverò dal mio principe-ranocchio. 972, gli abbracci e i sorrisi che riscalderanno le miei giornate buie. 972, le giornate tristi e senza sole. 972, gli amici che vengono a trovarmi ogni sera da quando …

 

Ero arrabbiata, triste, sola e delusa quella sera. Le lacrime mi rigavano il volto, non che ci fosse un motivo ben preciso, o forse il motivo c’era …, ma non è quello per cui sono qui a scrivere.

Era una serata d’autunno, con il vento che bussava alla finestra cercando di farmi comprendere che avrei dovuto fidarmi ancora di lui … che se una porta viene chiusa, certamente sta per aprirsi un portone. Ma io non volevo ascoltarlo, non volevo nuovamente credere alle sue parole. Mi rintanai così nel mio mondo, quello appunto di Fantasia972.

Ancora non sapevo, che il vento è spesso burlone e allo stesso tempo furbo. E le persone come me, troppo ingenue, vengono travolte come piccole foglie e trasportate fin proprio dove Lui ha deciso di portarle. Non sapevo ancora, che quella mia nuova identità, Fantasia972, sarebbe stata la finestra spalancata che li avrebbe fatti entrare in casa mia per mettermi in contatto con tutti loro: i cattivi delle fiabe! …  E non solo loro …

Sì, è così! I personaggi cattivi delle fiabe mi hanno mandato una mail chiedendomi di aiutarli. Ma poi la notizia si è diffusa negli ambienti “incantati” ed io mi sono trovata, come sempre, in un macello.

Ma procediamo con ordine.

 


continua

fantasia972 ha postato venerdì, 19 settembre 2008 alle settembre 19, 2008 17:17
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