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STRANIERA A SE STESSA
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permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (61) :::: categoria : pensieri, la mia vita, paura, messaggi in codice, un pò di me, cuore pesante

Sei tornato a bussare alla porta del mio cuore, dopo che ti avevo detto che avresti dovuto lasciarmi in pace. Dopo che ti avevo intimato di dimenticarti di me. Dopo averti allontanato e rotto ogni rapporto con te. Mi sono trincerata. Ho comprato di tutto. Lucchetti e porte blindate per non permettere che tu tornassi.
Hai bussato, questa volta. Sei stato più educato e chiedi di entrare in punta di piedi. Le altre volte invece hai fatto di testa tua, ti sei sentito padrone ed io ti ho accolto con gioia. Non ti conoscevo ancora così bene. Non sapevo che quando te ne vai, il vuoto che lasci è terribile. Sei tornato, silenziosamente questa volta. Così sotto voce che non me ne sono nemmeno accorta. Ti ho trovato seduto sul mio letto, con il tuo sorriso sornione che mi fa incazzare perchè mi toglie il sonno. E la notte non dormo e mi giro e rigiro nel letto pensando al mio cuore che comincia nuovamente a battere. Ed io non voglio!
Che cosa vuoi da me?- ti ho chiesto sedendomi di fronte a te che eri sulla sponda del letto.
Che cosa vuoi ancora? Che cosa vuoi di più? Ti ho già dato tutto quello che potevo. Ti ho dato la cosa più importante che possiedo, il mio cuore. E me l'hai triturato nel macinacarne. Che cosa vuoi da me, adesso? Che cosa posso darti? Che cosa devo inventarmi? Cosa vuoi tentare? Che cosa vuoi provare? Cosa vuoi sognare? Io lo so, che è per quello. Io lo so, che hai bisogno dei miei sogni per vivere. Ma sei stato capace di distruggerli tutti i miei sogni, Amore Bastardo che non sei altro. E adesso? Adesso ti sei nascosto nei suoi occhi bellissimi in cui non riesco a vedere nessun'ombra, nel suo sorriso che si spalanca invitandomi a distendermi fiduciosa sul prato verde della speranza. Ti nascondi nella sua voce pacata che mi parla e che riesce a rasserenarmi l'anima. Ti nascondi in lui che mi fa sentire nuovamente in pace con il mondo e con te. Con te che voglio odiare! Che cosa vuoi spezzare? Le catene che imprigionano il mio cuore? Le hai messe tu quelle catene al mio cuore. Hai fatto in modo da legarlo e farlo tuo prigioniero, Amore Bastardo che rubi i sogni, la speranza, che rubi i sorrisi. Guardami! Guarda i miei occhi, piangono anche quando ridono e di chi è la colpa?
Che cosa vuoi ancora? Che cosa vuoi di più? Che cosa vuoi provare? Che cosa vuoi da me?
Lasciami in pace. Ti prego abbandona quel corpo e fuggi lontano da me... da lui... da noi.
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Come può essere accaduto? Di certo non so spiegarlo. Non punto mai la sveglia prima di andare a letto. E' sempre lì sulla mensola, un po' impolverata. Ho dimenticato persino il suono fastidioso del suo ticchettio che si amplifica nel cuore della notte, quando tutto è tremendamente silenzioso.
Che ora è nel tuo cuore?-
Ho sentito bene? La sveglia mi ha parlato, proprio questa mattina, mentre albeggiava. Mi sono ficcata sotto le coperte, a non voler uscire da quel tepore che mi avvolge da mesi. Ho sprofondato il viso nel cuscino e ho stretto forte gli occhi sigillandoli nel sonno.
Che ora è nel tuo cuore?-
Sempre la stessa voce di prima. Le ho gridato:- lasciami in pace!-. Voglio ancora starmene qui, nel mio caldo, nel mio buio, nel mio inverno...
Che ora è nel tuo cuore?-.
Ancora, insiste... adesso capisco perchè odio la sveglia e il suo maledetto ticchettio che mi mette ansia. Anche quando parla, la sua voce è insopportabile, identica a quel tic tac tic tac che martella nella testa.
Che ora è nel tuo cuore?-
Sembra non sappia chiedermi altro. Sembra che abbia imparato solo quelle parole. Mi sono arresa alla sua insistenza e le ho risposto.
Sono nel pieno della notte. L'una in punto. E' buio e a quest'ora si dorme. Non rompere-.
Risposta sbagliata!-.
Ha imparato anche questa frase, ho pensato fra me, mentre continuavo a scivolare più giù nel letto. Non ha più parlato. Ha afferrato le coperte, facendole cadere e scoprendomi tutta.
Che ora è nel tuo cuore?-.
Me lo ha richiesto. Mi sono arresa alla sua testardaggine. Maledetta sveglia! Va bene, hai ragione...
E' mattina. C'è la luce e non sono in inverno. La sento, sento che sta per arrivare, riconosco il suo profumo...
Ma posso almeno dirti, che ho paura di questa “nuova” Primavera?
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Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (19) :::: categoria : pensieri, blog, la mia vita, emozioni, canzoni per riflettere, sto male per il caldooo, cuore pesante
Sono seduto qui, non so quanto tempo sia passato... vorrei poterti parlare. A spasso per le strade della città, se mi passassi accanto ti sentirei. Il tuo odore mi farebbe sussultare. Entrerebbe dentro. Mi hanno portato a casa solo. Chiuso, nel buio nella busta di carta. Resto qui, ti voglio aspettare. Amore mio, dimmi dove sei! Sono incompleto senza di te. Non me ne andrò, non mi farò mangiare. Amore mio, ma dove sei. Non senti che sono qua. Mi farò più piccolo, un mignon insignificante e asciutto. Qui con me... amore lontanissimo!
Se tu fossi qui con me...
Panino e mortadella! Una unione d'amore perfetta!
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Mi sono svegliata con una strana sensazione sulle labbra. Le sentivo secche e ruvide, come una terra arida che desidera essere addolcita dalla pioggia. Nonostante il clima umido di questi giorni, le mie labbra vivono la stagione dell'afa e della secca estiva.
Diventa necessario attuare un rito propiziatorio: una danza della pioggia!
Passo delicatamente il lip sulle labbra che chiedono acqua.
Adesso attendo la fioritura : il bacio!
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Sull'orlo di una crisi di nervi!
Potete chiedermi tutto, soprattutto stringere i denti del cuore e, provare così ,a fermare i suoi battiti. Costringerlo a contenere quel dolore che lacera l'anima, sopportare il suo silenzio e le sue grida disperate. Riesco a contrarlo in modo volontario, posso oberarlo di carichi pesanti, di pacchi voluminosi ricoperti di carta riciclata. Riciclaggio di dolori vecchi e nuovi. Posso anche cercare e usare la chiave che lo libera dalle catene e lasciarlo volare leggero tra le note di uno spartito che canta una musica un po' stonata. Riesco a sorridere quando lui piange affaticato e stanco.
Riesco a dormire serena con il suo dolore che continuamente si veste di solitudine, malinconia,
delusione …
Potete chiedermi anche di prendere un po' del peso che attanaglia i vostri cuori, sono brava in questo!
Ma non sopporto la vista del dolore, di quel dolore che si tinge di rosso, che indossa abiti lunghi con strascichi color vermiglio. Quel dolore che anziché sentirlo nel cuore lo senti sull'epidermide.
Non potete chiedermi di restar calma, di far finta di niente, di non esternare a “mio modo” la mia paura, il mio terrore!
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Per esorcizzare la paura ho deciso di scriverti una lettera. Consideralo pure, il mio ultimo atto d'amore e di rispetto nei tuoi confronti. So per certo che sei nato con me, anche se il mio primo ricordo di te risale a quando un giorno d'estate, vestita con un prendisole di cotone, rientrai in casa dopo aver giocato per diverse ore in giardino e il mio papà mi disse: “ E' proprio bello quel neo sul collo, quando diventerai grande potresti indossare splendidi gioielli e metterli in mostra evidenziati da quella splendida macchia nera!”. Fino a quel momento io non avevo mai, veramente, preso coscienza della tua presenza sul mio corpo. Ti ho visto crescere assieme a me. Le ossa più lunghe,il mio allargarmi nel tempo e tu che crescevi proprio bene. Ero davvero fiera e orgogliosa di te. Con la mia fantasia immaginavo che tu fossi un gustoso smarties, sai quei cioccolatini colorati e rotondi; certo avresti potuto scegliere un colore più consono ai miei gusti e vestirti di rosa, o rosso o arancione che mi piace tanto. Invece scegliesti il marrone.
Ricordo benissimo quella notte che andai a letto senza togliermi l'anello azzurro dal pollice. Mi svegliai di soprassalto perché sentii un forte dolore e poi del liquido colarmi lungo il collo. Durante il sonno, involontariamente, ti graffiai con la fede azzurra e ti feci male, tanto che cominciasti a piangere lacrime rosse. Mi spaventai, ti disinfettai e ti chiesi scusa. Da allora ho imparato ad avere molto rispetto per te. Non ho mai più messo nessun anello e ho rinunciato ai vezzi delle donne: niente collane per me!
I maglioni e le magliette dovevano avere delle scollature abbastanza comode per te! Tutto, sempre e solo per te!
L'unica cosa che non ho mai fatto è stato tagliare i miei capelli lunghi. Ma ti sei sempre preso le tue rivendicazioni. Ricordi quante volte hai fatto in modo che i miei capelli si attorcigliassero tutt'intorno a te? E di come mi agitavo e sudavo per la paura? E poi dovevo sentirmi sempre rimproverare da chi con pazienza mi aiutava a togliere i capelli da quell'ingorgo di giri.
“Ma ti vuoi decidere a togliere quel neo?”. Ed io, che ti amavo, facevo spallucce e restavo in silenzio. E tu? Tu come mi hai ripagata? L'estate appena trascorsa mi hai fatto spaventare come non mai. Improvvisamente sei diventato enorme, ti sei sollevato, mi hai provocato un dolore acuto che prendeva anche il braccio. E ti guardavo e vedevo che eri proprio diverso, proprio brutto. Il medico mi disse che c'era un'infiammazione. Non mi hai mai voluto dire cosa cavolo ti ha fatto arrabbiare così tanto da arrossarti in quel modo. Dovevo curarti ancora e poi …
“ Si prescrive asportazione ed esame istologico”.
Ecco oggi accadrà quello. Ti toglieranno per sempre. Ed io spero, nonostante tutto, che non ti facciano poi troppo male. Quanto a me saprò vivere senza te!
Solo che tu, poi, non riservarmi altre brutte sorprese che già mi hai “rovinato” l'estate! Ti ricordo che ho fatto solo 5 bagni al mare. Il conto credo di averlo già pagato, ti pare?
Ecco mi sembra di averti detto proprio tutto. Mi sembra anche di aver un po' mollato l'ansia e la paura che sento. Manca ancora qualche ora e dopo sarà passato. Adesso ti saluto, un ultima carezza e un bacetto. Ricorda che ti voglio bene e che sono stata costretta a farlo. E poi credimi, ti farò toccare da uno dei migliori che offre la piazza, non sentirai nulla, sarà un attimo...
S P E R I A M O ! ! ! !
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Giorni strani, giorni intensi … caldo afoso, mi stanca …
Cartoni vuoti da riempire …
Svuoto armadi, tolgo quadri …
Parole nel cassetto della scrivania … tante, tante, tante .
Vuote, sole, raccolte su fogli bianchi. Stropicciati come i miei occhi stanchi.
Pezzi di vita.
Abiti vecchi che ormai non indosso. Taglie: piccole, medie e grandi.
Come i passi che ho compiuto.
Svuoto armadi …
Riempire cartoni di me.
Guardo, li guardo … io sono lì?
Libri … parole nere, parole piccole, puzza di carta e polvere …
Sole, sole, sole …
Chiudo gli occhi, li riapro …
La mia vita in un cartone!
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