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STRANIERA A SE STESSA
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La mia testa è un utero accogliente. Le sue pareti rivestite di mucosa rossa hanno accolto dell'inchiostro blu. Quanto tempo mi ci vuole per far nascere questa creatura che è sospesa nell'utero della mia testa?
Mamma mettimi al mondo!, dice una vocina.
Una voce che parla nel ventre di sua madre, si mette al mondo da sola!, le rispondo sorridendo.
Dalla canna trasparente che tengo stretta tra le due dita,tunnel vitale che unisce il mio mondo di dentro con quello di fuori, nasce a poco a poco la piccola creatura ancora informe. Il lenzuolo bianco si sporca di rosso, ma non riesco ancora a leggere ciò che scrivo sul foglio che giace sotto il mio corpo.
-Sono ancora piccola, ma voglio crescere e diventare grande!, mi dice l'informe, uscita attravarso il tubo.
Oh, figlia mia crescerai, di questo ne sono certa, diverrai una parola compiuta e non andrai in giro da sola a far danni.
Le piccole parole che vanno in giro da sole fanno danni, mammina?, mi chiede guardandomi negli occhi.
Le parole vivono bene solo nel loro giardino. E' un giardino neutro, senza piante, senza colori e profumi, viene arricchito dalle parole che lo abitano. Cresce con loro, rigo dopo rigo, pagina dopo pagina. A volte, mamme scosiderate, lasciano uscire le loro figlie attraverso una vagina differente. La vagina differente non è legata all'utero accogliente, è solo un buco attraverso cui le piccole parole vengono cacciate malamente. Quelle creature, poverine, non sono colorate di blu, o di rosso, o di nero, quelle figlie vomitate hanno un suono e vagano nello spazio fino a quando non riescono a penetrare e perforare il timpano.
Ci sono parole che fanno danni e fanno male, perché non sanno dove andare. Sono nate per far soffrire e ferire, perchè dette solo per stupire o per contraddire. Non hanno mai abitato nel giardino e non sono cresciute e non si sono legate alle altre figlie. Sono parole disadattate, vomitate, lanciate, sospese, non volute, non amate;sono parole fantasma senza corpo e senza anima.
-Ti ho fatto molto male, venendo al mondo mammina?, mi chiede la piccola parola.
La guardo, le sorrido, poi le sfioro dolcemente il suo piccolo corpo rugoso e, prima di adagiarla nella sua culla bianca,le sussurro: “Ti amo!”.
permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (28) :::: categoria : pensieri, amore, racconti, deliri, chi mi capisce è bravo

« Era bello quando potevo sentire il fresco dell'erbetta che mi solleticava. Era bello, quando ti costringevo a saltare come una gazzella, per non farti scottare nei giorni assolati, sulla sabbia bollente. Era bello perfino sentire la durezza dell'asfalto rovente. Per quanti passi difficili tu abbia compiuto nella tua vita, tutto quello che hai sentito e mi hai fatto sentire, non meritava la condanna che mi hai inflitto: chiuso in questa prigione di gomma! », il piede abbassò lo sguardo e una lacrima di sudore, scivolò lungo tutta la pianta.
La bambina che amava camminare scalza, sollevò la gamba, poi prese il piede agonizzante tra le sue manine e accarezzandolo dolcemente disse: « Piedino mio adorato, io ti ho tanto amato e mi spiace da morire saperti addolorato. Il mondo mi ha ferita, in tanti hanno approfittato della mia, ancora, giovane vita. Per chi come me, camminava scalza, il vivere non è mai stato una danza!
“Ahi, ahi !” gridavo quando, incuranti e disattenti, i passanti, digrignando i denti, quasi per dispetto,con poco affetto e poco rispetto, mi facevano molto male. I miei piedi sempre schiacciati, pestati e maciullati da chi con arroganza, con scarpe ballerine, viveva la sua danza; incurante di me, ragazzina sbarazzina, camminavo leggera, leggera sulle strade ogni sera. Così ho messo una corazza che mi ripari da quella brutta razza di ingordi, balordi e cattivelli peggio di maligni spiritelli».
« Bambina, piccola e deliziosa, profumata come una rosa, annusami e poi dimmi con sincerità chi mai più a me si avvicinerà? Non lo senti il tanfo che emano? E' molto peggio di quello del villano! Sono chiuso e costretto in uno spazio troppo stretto. Soffoco, amica mia...», il piede tirò un lungo sospiro che si manifestò in un potente calcio e poi spirò.
permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (49) :::: categoria : racconti, cazzate, deliri, pazzia, morte dolore

Ero, come sempre, nella mia boccetta di vetro, lì sulla mensola in compagnia di tutti gli altri miei fratelli. Pensavo al momento in cui avrei lasciato, definitivamente, quella casa. Attendevo trepidante il giorno in cui qualcuno, non importa se uomo o donna perché l'amore non conosce sesso, mi avrebbe portato con sé, per vivere assieme. Ahhh l'amore!!! , quello che sognano tutte le fanciulle. Quell'amore che ti fa volare su su in alto e sentire una principessa. L'abito bianco nuziale, il papà che t'accompagna in chiesa, tutti quegli sguardi di ammirazione e commozione.
Ahhhhh!
Il sospiro, venne fuori a sbuffo dalla boccetta che mi conteneva. Intanto la commessa della profumeria, approfittando di un momento di pausa, aprì il giornale che aveva comperato dall'edicolante prima di arrivare in negozio.
Senti questa!-, disse rivolgendosi alla sua collega.
Negli Stati Uniti si sta sviluppando, raccogliendo grandi consensi, un movimento per un'atmosfera lavorativa inodore. Il progetto vede l'estendersi dell'atmosfera inodore a tutti gli ambiti e ambienti umani. Arriva l'era del totalmente vuoto. La macchina industriale si sta già muovendo. L'ultima innovazione: boccette di profumo vuote! Da non credere!- , sorrise e ripose il giornale sotto il bancone riprendendo il suo lavoro.
Perché??? Perché vogliono impedirmi l'amore? Perché hanno deciso per me? Cosa ne sanno loro, della mia vita di profumo. Noi nasciamo solo per l'amore, per amare ed essere amati... quando siamo molto, ma molto fortunati. Sì, perché già la sola scelta del nostro materiale odoroso, influenzerà la nostra vita. Da quella scelta dipenderà l'intensità del profumo e l'effetto. Le nuances possono essere differenti: fiorite, fruttate, mascoline, femminili, eleganti... per questo già sappiamo, quasi in anticipo, chi si innamorerà di noi. Anche se, fra noi, chi arriva all'amore, quello eterno, è solo molto fortunato, e non capita così di frequente! Perché? E me lo chiedete pure? Va bene, vi accontento... cercherò di spiegarvi alcune cose che ci riguardano. Comincio... La Nota di testa. Viene impressa per mezzo di sostanze passeggere e leggere. Quello che si sente immediatamente aprendo una boccetta, Nota di Testa. È, forse, la nota più amata dagli imprenditori del settore, perché è quella che il possibile acquirente noterà immediatamente. Un breve movimento, le dita che svitano delicatamente il piccolo e delicato collo della boccetta, e poi... te ne accorgi subito che hai colpito nel vivo. Le sue pupille si dilatano, le palpebre si lasciano chiudere, per poi riaprirsi, il viso s'infiamma. Vampate di calore lo investono. I sensi inebriati. E' andato!!! Lo amo, la amo, dice tra sé. Lo voglio, la voglio! Ma non è così semplice come sembra, infatti chi viene acquistato a causa della Nota di testa si ritroverà, presto, nel cassetto del bagno in solitudine, dopo essere stato usato un paio di volte. Una specie di cotta, o colpo di fulmine … come lo chiamate? Qualcosa che ti prende al momento, ma poi è destinato a scomparire. Scomparire attraverso un tempo brevissimo, evaporato tra esalazioni di dimenticanza.
Il mio consiglio? Passare alla Nota emozionale. Spruzzate un po' di gocce di profumo sulla pelle, avrete almeno la possibilità di rendervi conto di come si mescola con voi. Certo l'amore non è questo! Passeranno poche ore e voi vi sarete dimenticati del vostro odore nuovo, combinato. Però per lo meno sarete saliti su un gradino un tantino più alto rispetto alla, più sfigata, Nota di testa. Avrete almeno sperimentato l'esperienza del mescolamento di realtà differenti. Mi avrete dato l'opportunità di farvi capire, quanto un semplice profumo possa amare uno come voi e trasformarsi, quasi adattarsi alla vostra pelle. Ma anche questo non è ancora amore. Quell'amore che cerco, quello per cui io vivo.
Chi tra noi ha più fortuna, riesce ad amare ed essere amato grazie alla Nota di Cuore. Mi direte... ah, finalmente! Ci siamo!!! Giunti a questo livello, certamente non rischieremo di restare chiusi e abbandonati nel famoso cassetto del bagno. Finalmente vivremo il nostro amore. Ci faremo spruzzare dietro i lobi delle orecchie, sui polsi, alle caviglie e perché no? Anche su tutto il corpo. Una nube profumata, abbraccerà come calde e accoglienti braccia il corpo del nostro amore che non ci dimenticherà per interi giorni. Penserà a noi continuamente... ogni mattina, appena sveglio, mentre si lava per correre al lavoro; parlerà ai suoi colleghi o colleghe di noi, di quanto gli piaciamo, di quanto ci ama. Ma le cose belle, spesso durano poco. Certo non pochissimo come per chi è proprio sfortunato! (Leggi Nota di testa! )Ma che importa? Un giorno, due... un mese o tre? L'importante è che almeno ci abbia amato. Poi … poi ci sono, quelli che io chiamo bigliettilotteriavincenti: è la Nota di Fondo che contiene elementi persistenti,che durano... durano per sempre. L'amore con la A MAIUSCOLA. Amore per sempre, per tutta la vita! Come quello di un tempo, quello dei nonni. Un amore che muta nel tempo e si trasforma adattandosi, giorno per giorno, ai cambiamenti del corpo, dell'anima, dei pensieri. Un amore che si plasma, e si cuce quotidianamente, come gli abiti su misura. Semplicemente perfetti!
Ahhhh, l'amore!!! Ripresi a sospirare.
La porta del negozio si aprì, un giovane uomo elegante si avvicinò al bancone. La commessa mi prese dalla mensola su cui ero tutto concentrato a sognare l'Amore, mi passò nelle mani affusolate dell'uomo, che con garbo svitò il cappuccio ermetico, avvicinò piano la boccetta al naso, sentii il suo annusare e poi chiuse gli occhi e li riaprì.
Lo voglio!-, disse con tono deciso.
La signorina mi ripose nella scatola. E poi aggiunse:
Confezione regalo?
Sì, grazie! E' per la mia fidanzata... sto per raggiungerla negli Stati Uniti.

Sei tornato a bussare alla porta del mio cuore, dopo che ti avevo detto che avresti dovuto lasciarmi in pace. Dopo che ti avevo intimato di dimenticarti di me. Dopo averti allontanato e rotto ogni rapporto con te. Mi sono trincerata. Ho comprato di tutto. Lucchetti e porte blindate per non permettere che tu tornassi.
Hai bussato, questa volta. Sei stato più educato e chiedi di entrare in punta di piedi. Le altre volte invece hai fatto di testa tua, ti sei sentito padrone ed io ti ho accolto con gioia. Non ti conoscevo ancora così bene. Non sapevo che quando te ne vai, il vuoto che lasci è terribile. Sei tornato, silenziosamente questa volta. Così sotto voce che non me ne sono nemmeno accorta. Ti ho trovato seduto sul mio letto, con il tuo sorriso sornione che mi fa incazzare perchè mi toglie il sonno. E la notte non dormo e mi giro e rigiro nel letto pensando al mio cuore che comincia nuovamente a battere. Ed io non voglio!
Che cosa vuoi da me?- ti ho chiesto sedendomi di fronte a te che eri sulla sponda del letto.
Che cosa vuoi ancora? Che cosa vuoi di più? Ti ho già dato tutto quello che potevo. Ti ho dato la cosa più importante che possiedo, il mio cuore. E me l'hai triturato nel macinacarne. Che cosa vuoi da me, adesso? Che cosa posso darti? Che cosa devo inventarmi? Cosa vuoi tentare? Che cosa vuoi provare? Cosa vuoi sognare? Io lo so, che è per quello. Io lo so, che hai bisogno dei miei sogni per vivere. Ma sei stato capace di distruggerli tutti i miei sogni, Amore Bastardo che non sei altro. E adesso? Adesso ti sei nascosto nei suoi occhi bellissimi in cui non riesco a vedere nessun'ombra, nel suo sorriso che si spalanca invitandomi a distendermi fiduciosa sul prato verde della speranza. Ti nascondi nella sua voce pacata che mi parla e che riesce a rasserenarmi l'anima. Ti nascondi in lui che mi fa sentire nuovamente in pace con il mondo e con te. Con te che voglio odiare! Che cosa vuoi spezzare? Le catene che imprigionano il mio cuore? Le hai messe tu quelle catene al mio cuore. Hai fatto in modo da legarlo e farlo tuo prigioniero, Amore Bastardo che rubi i sogni, la speranza, che rubi i sorrisi. Guardami! Guarda i miei occhi, piangono anche quando ridono e di chi è la colpa?
Che cosa vuoi ancora? Che cosa vuoi di più? Che cosa vuoi provare? Che cosa vuoi da me?
Lasciami in pace. Ti prego abbandona quel corpo e fuggi lontano da me... da lui... da noi.
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Sono seduto qui, non so quanto tempo sia passato... vorrei poterti parlare. A spasso per le strade della città, se mi passassi accanto ti sentirei. Il tuo odore mi farebbe sussultare. Entrerebbe dentro. Mi hanno portato a casa solo. Chiuso, nel buio nella busta di carta. Resto qui, ti voglio aspettare. Amore mio, dimmi dove sei! Sono incompleto senza di te. Non me ne andrò, non mi farò mangiare. Amore mio, ma dove sei. Non senti che sono qua. Mi farò più piccolo, un mignon insignificante e asciutto. Qui con me... amore lontanissimo!
Se tu fossi qui con me...
Panino e mortadella! Una unione d'amore perfetta!
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