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P.S. La bellissima casetta è stata realizzata ancora una volta dalle mani sante di Arte82misia (mia sorella). Notate i particolari riusciti, tra l'altro benissimo, del nasino carotina del pupazzo di neve e la sua sciarpetta... quelle sono opera mia!!! 
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Ero davvero allibita. Non potevo pensare che fosse reale. Sicuramente si trattava di uno stupido scherzo. Quegli scherzi che i bambini, i più furbi e scaltri, fanno a quelli più ingenui. Ed io da piccola ne avevo vissute di queste burle. L’idea di essere contattata direttamente da Grimilde, la matrigna di Biancaneve, mi sembrava altrettanto assurda come l’ipotesi che io potessi un giorno essere baciata da un vero Principe Azzurro. Eppure … eppure nonostante l’assurdità di tale pensiero, l’Azzurro che bacia e s’innamora della giovane Fantasia, in cuor mio continuava a vivere alimentato dalla speranza e soprattutto dalla fede nelle fiabe. E allora perché, adesso, non avrei dovuto credere all’esistenza di Grimilde?
Con questi pensieri, cliccai sull’icona della graffetta aprendo così i file che contenevano le mie fiabe.

ARTURO IL BAMBINO PAGURO
C’era una volta, in un tempo e in un luogo a noi sconosciuti, un bambino.
Di bambini ce ne sono stati sempre tanti direte voi e forse è vero, ma vi prometto che questo bambino sarà speciale e non solo per la storia che sto per raccontarvi, ma soprattutto per le sue fattezze umane.
Il bambino viveva in un bosco incantato lì dove tutto è possibile, lì dove la fantasia è realtà.
Questo bambino era bellissimo; i suoi grandi occhi tondi e azzurri erano laghi in cui specchiarsi al mattino, il suo viso paffuto e i capelli color dell’oro facevano da corona, formata da tanti piccoli anelli, alla sua testolina.
Sapeva correre veloce come una lepre, saltare come un grillo , parlare come un pappagallo e …
Proprio questi animali erano i suoi migliori amici: una lepre, un grillo e un pappagallo. Anzi un cacatua femmina di nome Rosetta. (Il nome Rosetta me lo ha suggerito Fede Cla Cla e lui mi ha spiegato che esiste una specie di pappagallo, appunto i cacatua, che hanno la cresta o meglio “clesta”, come dice lui).
Il piccolo bambino si divertiva a pettinare e adornare la testa della sua amica Rosetta. Nel prato correva a raccogliere i fiori più belli e profumati per poi metterli sulla cresta della vanitosa pappagalla.
Rosetta dal canto suo, come tutte le femmine, e qui miei cari amici non c’è differenza di specie, era vanitosa, permalosa e soprattutto logorroica. Parlava continuamente, non la smetteva mai.
Questa piccola banda di amici passava le giornate a giocare, a raccogliere nei boschi fragoline, saltare nei prati e correre liberi e felici.
Il bambino non aveva una casa. Il suo tetto era il cielo, il suo letto l’erba fresca.
Nudo, vestito solo della sua pelle rosa, morbida e calda, viveva felice nel bosco incantato.
Un giorno però in questo posto a noi sconosciuto, arrivò un orco cattivo …
(Mi domando perché gli orchi devono sempre essere cattivi? Ufff … Shrek è la dimostrazione vivente che non sempre è così … devo cambiare personaggio!)
Un giorno arrivò … chi arrivò?.... …. …. …. …. …. …. …. …. …. …
Ci sono!!! Arrivò un uomo in giacca e cravatta, un agente immobiliare!
Ecco il mio personale personaggio cattivo di questa favola è lui, non me ne vogliano gli agenti immobiliari.
Allora dicevo in questo posto che nessuno conosce giunse questo signore. Alto, magro con la pelle bianca, gli occhi incavati, il naso aquilino e le labbra sottili. Le sue mani erano lunghe e ossute e spesso le sfregava tra loro per riscaldarle, visto che erano sempre fredde come il ghiaccio.
Il ghiaccio … Mi viene in mente adesso e quindi lo scrivo … avrete capito che sto raccontando e inventando senza seguire nessun percorso prestabilito, mi lascio andare, lascio andare i miei pensieri …
Allora dicevo del ghiaccio. In questo paese, luogo, posto, bosco incantato mai un solo giorno aveva piovuto, mai un solo minuto aveva nevicato, mai un solo secondo si era alzato il vento.
Solo e sempre sole e la mattina una leggera brezza, che serviva ad accarezzare e pettinare i capelli del bambino.
Ah dimenticavo … il bambino si chiamava Arturo!
Quella mattina, come sempre, Arturo stava giocando con i suoi amici, un grillo, una lepre e Rosetta e mentre capriolavano tra l’erba alta giunse l’agente immobiliare.
-Ehi, voi!, disse con voce minacciosa. Di colpo smisero di giocare e prestarono attenzione al signore che li aveva interrotti.
- Buongiorno!, disse con la sua vocina gentile il piccolo Arturo.
- Dov’è la vostra casa? Dove sono i vostri genitori? E chi altri vive in questo luogo, posto, bosco sconosciuto e incantato?, chiese l’uomo.
Rosetta rispose: – Noi, qui non abbiamo case … la nostra casa è questa!, indicando con la sua ala la sconfinata prateria, le alte montagne, il mare cristallino, la spiaggia dorata e l’infinito del cielo.
-Non è possibile- disse l’uomo cattivo. Non poteva credere che nessuno in quello strano posto non avesse una casa. Sogghignò tra sé mentre pensava che avrebbe di lì a poco fatto l’affare della sua vita!
- Non ci servono le case, qui c’è sempre il sole, e la notte non è mai troppo fredda, continuò il piccolo Arturo.
Ma non sapeva che di lì a poco si sarebbe scatenata la tempesta più disastrosa che mai avrebbe potuto immaginare. Vento, pioggia, tuoni, lampi, grandine … tutto in un batter di ciglia. I nostri amici cercavano riparo tra le foglie dei grandi alberi, ma quelle venivano staccate via …
Corri Arturo, corri …. gracidava Rosetta. Ehm scusate, pappagallava Rosetta … (dimenticavo che era un cacatua).
Arturo correva veloce, ma scivolò e cadde. Il viso per terra, infangato e sporco. Alzò i suoi occhioni e vide l’uomo cattivo che lo invitava a firmare un contratto d’acquisto per una piccola casa.
Gli occhi del bimbo si riempivano di lacrime, ma la paura di quello che intorno stava accadendo lo costrinse a prendere in mano la penna e a firmare.
Il temporale svanì all’improvviso, il sole cominciò a farsi strada dietro le nuvole che pian piano si dissolvevano lasciando spazio all’azzurro.
Rosetta guardò Arturo e ….
Arturo si era trasformato in un paguro. Il bambino paguro. La casetta l’aveva sulla sua spalla e non l’avrebbe mai più lasciata.
E Rosetta? Anche Rosetta ebbe una casetta, era chiusa in una gabbietta.
(Dovrei correggere il finale; il mio cuginetto Fede cla cla, quando gli ho letto la favola, mi ha preso a pugni mentre piangeva urlandomi CATTIVAAAA!!!!
Ma sono troppo pigra e non credo che lo farò!)
VACANZE DI FANTASIA
L’ amico Peter Pan, dopo tanta insistenza, mi aveva convinta a trascorrere le vacanze estive al mare.
Gli avevo detto che l’idea era sì carina, ma vivendo per tutto l’anno in una località marina avrei preferito CAMBIARE.
A questa parola tutti gli amici a una sola voce cominciarono a cantare in coro:
“ PER QUEST’ANNO NON CAMBIARE … STESSA SPIAGGIA STESSO MARE …”
-E va beneeee , mi avete convinta!-
Così decisi di disdire le vacanze che avevo già prenotato e ci ritrovammo tutti insieme al mare: all’Isola che non c’è!
Ma a dire il vero non c’era nemmeno Peter Pan.
-Grande stronzo …!!! – urlai quando mi resi conto della sua assenza.
Il furbastro, infatti, non sopportando le alte temperature estive scappò lontano, chissà dove!!!
Trilly poverina, perse i suoi poteri magici a causa del caldo e la notte dormiva male …
“ MARONNA MIA, MARONNA SANTA…”, la sentivo lamentarsi di notte mentre si girava e rigirava nel letto.
L’ amica Monichina si trasformò in LUMACHINA … leeeentaaaa risponde, leeeentaaa cammina … PANF PANF respira.
Il Brummolo motorizzato sempre più incazzato, perché l’afa lo rende elettrizzato!
Fanta (io) piange e si dispera, sudando ogni sera, pensando a igloo gelati e ai tanti nuovi amici rinfrescati, che non ha però incontrati (o)…[ volevo fare la rima per forza]
E questi amici felici e contenti si divertono battendo i denti!
E da quel posto ex-prenotato mandano foto e cartoline fatte tutte di gelatine …
Fanta e Trilly hanno deciso : per il prossimo anno hanno prenotato
un bell’igloo tutto gelato!!!
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
Lo schiaffo che Grimilde mi aveva ordinato di infliggermi non servì a molto. Mi ritrovavo adesso, con la stessa espressione da ebete con cui leggevo la mail. Ma quelle che avevo davanti ai miei occhi erano davvero le mie parole. Davvero quella donna, le aveva trovate sul mio blog. La matrigna cattiva che aveva cercato di avvelenare la povera Biancaneve era in contatto con me. Un brivido di terrore mi scivolò lungo la spina dorsale. Se mi fossi rifiutata di aiutarli cosa mi sarebbe accaduto? E poi perché proprio io?
I dubbi cominciarono ad affacciarsi alla mia mente e per cercare di salvarla dalla pazzia mi convinsi che quello che avevo appena vissuto, altro non era che uno stupido scherzo.
Spensi il pc e me ne andai a dormire.
continua
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Quando nel 2006 creai il mio account, fantasia972, non pensavo minimamente a quello a cui sarei andata incontro.
Mi trovavo di fronte a una semplice pagina bianca da completare, sapendo che, nel mare sconfinato del web, avrei potuto inventarmi una nuova me.
La prima immagine che mi venne alla mente fu quella di un film animato visto anni prima, appunto FANTASIA . Il 972, però, non sono le volte che ho guardato quel film! In realtà l’oceano di internet era stracolmo di abitanti che avevano questo nome. Insomma io non volevo rinunciare a Fantasia, pertanto cercavo un “ cognome “che mi identificasse. Così pensai a un numero che potesse racchiudermi e comprendermi: 972 , la vita!
972, gli anni di vita che mi sono stati promessi. 972, le monete d’oro che riempiranno il mio pentolone. 972, i baci che riceverò dal mio principe-ranocchio. 972, gli abbracci e i sorrisi che riscalderanno le miei giornate buie. 972, le giornate tristi e senza sole. 972, gli amici che vengono a trovarmi ogni sera da quando …
Ero arrabbiata, triste, sola e delusa quella sera. Le lacrime mi rigavano il volto, non che ci fosse un motivo ben preciso, o forse il motivo c’era …, ma non è quello per cui sono qui a scrivere.
Era una serata d’autunno, con il vento che bussava alla finestra cercando di farmi comprendere che avrei dovuto fidarmi ancora di lui … che se una porta viene chiusa, certamente sta per aprirsi un portone. Ma io non volevo ascoltarlo, non volevo nuovamente credere alle sue parole. Mi rintanai così nel mio mondo, quello appunto di Fantasia972.
Ancora non sapevo, che il vento è spesso burlone e allo stesso tempo furbo. E le persone come me, troppo ingenue, vengono travolte come piccole foglie e trasportate fin proprio dove Lui ha deciso di portarle. Non sapevo ancora, che quella mia nuova identità, Fantasia972, sarebbe stata la finestra spalancata che li avrebbe fatti entrare in casa mia per mettermi in contatto con tutti loro: i cattivi delle fiabe! … E non solo loro …
Sì, è così! I personaggi cattivi delle fiabe mi hanno mandato una mail chiedendomi di aiutarli. Ma poi la notizia si è diffusa negli ambienti “incantati” ed io mi sono trovata, come sempre, in un macello.
Ma procediamo con ordine.
continua
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Sono Rovesciata di Monicamarghetti
TORNA FANTALICHERI PER SVELARE GLI ARCANI MISTERI NASCOSTI IN QUELLE STRANE PAROLE IN "MONICHESE"
ecco a voi i pvt che da brava giudice ho custodito gelosamente
Da: monicamarghetti
Oggetto: soluzioni
Data: 9 Febbraio, 2008 - 13:53
Addio all’uomo che si sposa : festa per il celibato che se ne va….
Dare un limone: è un bacio con la lingua e come tutti sanno il limone fa aumentare la salivazione
Quindi è un bacio molto bagnato (e bello)
Mapin Mapon è fare l’amore lentamente per ore e ore…
E ADESSO SIGNORI E SIGNORI IL PACCO PREMIO PER IL VINCITORE!!!
Da: monicamarghetti
Oggetto: il pacco premio
Data: 9 Febbraio, 2008 - 14:22
nella graziosa scatola rosa/azzurra troverete:
un tanga tigrato unisex taglia unica biodegradabile, spazzolino e mini dentifricio necessari prima del limone
ciabattine di spugna
2 flute da montare e 33 cl di spumante
4 super boeri (bomba alcolica)
una candelina per creare l'atmosfera
e 1 Condom al riso.....


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BUON FINE SETTIMANA A TUTTI
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Accade che ti svegli una mattina e ti trovi in un posto completamente nuovo. Cioè il posto non è nuovo, solo che tu lo vedi così…gente di mare, da sempre abituata a questo compagno, amico a volte generoso altre un po’ più egoista. Sole e sale sempre sulla pelle, anche d’inverno… non è una rarità dalle nostre parti che il giorno di Natale faccia abbastanza caldo.

E per me che sento scorrere nelle mie vene il sale e il sole del mare, il verde degli ulivi pugliesi e il bianco della calce, tipico delle nostre abitazioni, assaporare altri profumi, ascoltare altri silenziosi rumori, guardare un bianco diverso è da sempre stata fonte di grande gioia.
Amo la neve, mi fa sognare, la percepisco come una piccola magia che lenta scende dal cielo, mentre io salto di gioia come una bambina.
I miei occhi si illuminano e brillano di una felicità intensa e poco mi interessa se per strada mi guardano come se avessi due anni. Questa mattina, lei è tornata a farmi sognare, a rendermi semplicemente piena... di gioia di vivere!

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